Il Peccatore Pattaya

Il Peccatore Pattaya ข้อมูลการติดต่อ, แผนที่และเส้นทาง,แบบฟอร์มการติดต่อ,เวลาเปิดและปิด, การบริการ,การให้คะแนนความพอใจในการบริการ,รูปภาพทั้งหมด,วิดีโอทั้งหมดและข่าวสารจาก Il Peccatore Pattaya, ร้านอาหาร, 312/61 Soi Leng Kee, Pattaya.

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23/04/2023

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Un estratto dal mio romanzo GIUSTO PER NON LASCIARCI COME DEI CANI ambientato in Thailandia.Una settimana dopo arrivai a...
01/02/2022

Un estratto dal mio romanzo GIUSTO PER NON LASCIARCI COME DEI CANI ambientato in Thailandia.

Una settimana dopo arrivai all’aeroporto internazionale Suvarnabhumi di Bangkok. L’atterraggio fu morbido e silenzioso, assolutamente perfetto. Tutto si svolse nella più totale normalità, i periodi dell’applauso al comandante erano finiti ormai da tanto tempo. Meglio così, non li avevo mai sopportati. Il rumore a raffica delle cinture di sicurezza che si stavano slacciando, lo schiudersi dei vani dove erano riposti i bagagli a mano, un ringraziamento da parte del personale di bordo per aver scelto di volare con la loro compagnia, era ora di scendere. Una sigaretta nella grigia e puzzolente area fumatori e il timbro di ingresso sul passaporto all’immigrazione. L’attesa ai nastri osservando il monitor che stava annunciando l’arrivo dei nostri bagagli. La mia valigia fu una delle ultime ad arrivare, avevo quasi perso la speranza. La vidi spuntare dal tunnel, mi avvicinai, la tolsi dal nastro, passai la dogana nella corsia verde, quella in cui non c’era nulla da dichiarare. Un salto veloce allo sportello del cambio, giusto per avere una piccola somma di denaro in valuta locale e via verso l’uscita. Oltrepassai la porta girevole numero cinque, l’ondata di caldo accompagnato da un altissimo tasso di umidità mi diede il benvenuto, fu come andare a sb****re contro un muro. Il traumatico passaggio dall’ambiente climatizzato dell’aeroporto all’afa esterna di un paese tropicale. La strana sensazione di soffocamento annientò le mie forze, l’emozione che avevo dentro mi fece sentire rinato.
Un tizio mi suggerì di prendere l’autobus, controllai gli orari, avrei dovuto attendere circa un’ora. Troppo in quella circostanza! Ci pensai su, valutai la cosa, preferii spendere qualcosa in più e optai per un taxi. Provai a contrattare il prezzo, il tipo fu irremovibile, non scese neanche di un baht. Accettai controvoglia le sue condizioni e salii in macchina deluso di non aver trovato un compromesso nella trattativa. Una volta seduto sul sedile posteriore della vettura non ci pensai neanche più, era acqua passata. Il bisogno di velocizzare l’operazione, la soluzione più sensata. Non vedevo l’ora di giungere a destinazione, fare una doccia fresca, rimettermi in sesto, sentirmi di nuovo a posto.
Ci fermammo a metà strada per uno spuntino, avrei potuto farne a meno. Fu il tassista che insistette per una sosta, aveva bisogno di un caffè, almeno così disse. Una cosa veloce, giusto il tempo di mettere qualcosa tra i denti. Presi un toast con qualche schifezza dentro e una bibita gassata al limone. Non fu una cattiva idea. Ripartimmo, appoggiai la testa tra il sedile e la portiera, mi addormentai dopo cinque minuti. Viaggiare in autostrada mi conciliava il sonno.
Quando mi svegliai eravamo quasi arrivati. Un enorme cartello con la scritta a caratteri cubitali Welcome to Pattaya ci stava dando il benvenuto, il tempo era buono, io mi sentivo a pezzi. Svoltammo per entrare in quella che molti chiamano “la città del peccato”, “il paese dei balocchi” o qualcosa di simile, di estremo, di proibito.
Il tassista si sistemò un ciuffo di capelli con la mano guardandosi nello specchietto retrovisore, era un tipo preciso e narcisista, forse un po’ effeminato. Diminuì la velocità di marcia, abbassò il volume dell’autoradio, aveva bisogno di aumentare la concentrazione. Imboccò una strada laterale, stavamo procedendo verso il centro, poi svoltò di nuovo in un’altra via ancora più stretta, rallentò e avvicinò il viso al parabrezza studiando una prospettiva migliore per capire dove fosse il luogo di destinazione, cercando qualche punto di riferimento che lo aiutasse a raggiungere la Sorrentino guest house. Ci trovavamo ormai nel cuore della città, in pieno centro, il continuo viavai sprigionava già vitalità ed era solamente mattina.
«Posso fumare?» chiesi con la voglia matta di accenderne una. Mi rispose con un gesto indicando l’adesivo attaccato al cruscotto con l’immagine di una sigaretta barrata. Rimisi in tasca il pacchetto che avevo appena sfilato e incrociai le braccia.
Un traffico infernale: automobili, moto, taxi collettivi e carrettini ambulanti carichi di cibo, si sfioravano tra loro senza nessuna logica al limite della collisione, un azzardo continuo sul diritto di precedenza, una conquista basata sull’istinto e il coraggio.
Abbassai il finestrino per scrutare meglio l’ambiente, mi arrivò una vampata di caldo e smog. Il tassista si risistemò il ciuffo e mi guardò in un modo insolito dallo specchietto senza però dire nulla, non apprezzò la mia mossa, glielo lessi dall’immagine riflessa. Ero a contatto con la città, un’ondata di vita invase l’abitacolo: odore di strada, di gente, di estremo, di cibo fritto, di un qualcosa che non si avvicinava nemmeno un po’ a quello del mio paese di provincia. L’impatto fu forte e inebriante, profumava di libertà e trasgressione. Lo avevo già sentito, era identico a quello di Bangkok, non lo avevo mai dimenticato. Ci sarebbe voluto del tempo per abituarsi a un ambiente del genere, bisognava entrare nell’ottica di considerare normale tutto ciò che non lo era.
Una ragazza stava camminando sul ciglio della strada con passo sgangherato dovuto a un tacco eccessivamente alto e all’assenza di classe nel calzare una scarpa troppo impegnativa. Volse lo sguardo verso me, cercava una forma di intesa, ammiccò con una moina. Aveva gli occhi dolci, mi lanciò un bacio, attraente come una sirena di città. Sorrisi compiaciuto e lei ricambiò facendomi segno con la mano che me lo avrebbe preso in bocca. Per la ragazza sarebbe stato come fare colazione al bar: cornetto e cappuccino, il conto, arrivederci e grazie. Era solo mezzogiorno, funzionava tutto a meraviglia.
Stavamo percorrendo una delle innumerevoli strade piena di bar, club go-go, massaggi, mini market, ristoranti e hotel di varie categorie; tutto l’occorrente necessario per noi amanti del genere. Una miriade di insegne incastonate come un puzzle, una sopra l’altra, di ogni dimensione, sfumatura e colore: un mosaico di scritte, sagome e immagini, non sarebbe stato semplice controllarle tutte.
Il tassista girò in un vicoletto mostrando un’apparente sicurezza sbocciata dal nulla, aveva l’aria di uno sveglio, mi diede l’impressione di aver intuito la zona. Era sulla strada giusta, almeno così disse, guidava come se sapesse perfettamente dove andare, lo lasciai fare. Controllò anche Google Map sul telefonino, sembrava tutto a posto. Fui io a notare per primo la struttura, una palazzina a due piani colorata di verde. La riconobbi da una foto vista su internet. Ne ebbi la conferma quando vidi il logo e la scritta stampati su un pannello in plexiglass affisso sopra la porta d’ingresso: Sorrentino guest house. Diedi un colpetto con la mano sulla spalla del tassista indicandogli l’edificio. Annuì con aria soddisfatta e accostò sul lato sinistro della carreggiata. Scesi, pagai, lasciai una piccola mancia, ringraziai, presi il bagaglio e mi diressi verso l’ingresso della locanda. Il caldo mi uccise di nuovo, prima o poi avrei dovuto abituarmi.
Una vecchia mendicante malmessa si accorse di me, aveva un fiuto infallibile per il nuovo arrivato, mi venne incontro con la speranza di ottenere qualcosa.

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14/07/2020

We will reopen in October. 😉

Resteremo aperti fino a Domenica, poi chiuderemo temporaneamente per 3 mesi. Riapriremo ad Ottobre per una nuova alta st...
09/07/2020

Resteremo aperti fino a Domenica, poi chiuderemo temporaneamente per 3 mesi. Riapriremo ad Ottobre per una nuova alta stagione. Vi aspettiamo per un saluto. Grazie a tutti.
We will remain open until Sunday, then temporarily close for 3 months. We will reopen in October for a new high season. Thank you all.

Special tonight
27/06/2020

Special tonight

Se lo dice Sora Lella!!!🍝🍝🍝🇮🇹🇮🇹🇮🇹🍺🍾
19/06/2020

Se lo dice Sora Lella!!!
🍝🍝🍝🇮🇹🇮🇹🇮🇹🍺🍾

Questa sera potremo di nuovo cenare con un bicchiere di vino.Tonight we can have dinner with a glass if wine.Italian res...
16/06/2020

Questa sera potremo di nuovo cenare con un bicchiere di vino.
Tonight we can have dinner with a glass if wine.
Italian restaurant, Soi Leng Kee.

Da questa sera spostiamo l'orario di chiusura alle ore 23.From tonight we close 11pm.Italian restaurant. Soi Leng Kee.
14/06/2020

Da questa sera spostiamo l'orario di chiusura alle ore 23.
From tonight we close 11pm.
Italian restaurant. Soi Leng Kee.

Real italian cuisine 🍝🍝🍝😏
13/06/2020

Real italian cuisine 🍝🍝🍝😏

Come to try... italian restaurant. 312/62 Soi Leng Kee. Pattaya.
12/06/2020

Come to try... italian restaurant. 312/62 Soi Leng Kee. Pattaya.

ที่อยู่

312/61 Soi Leng Kee
Pattaya
20150

เวลาทำการ

อังคาร 17:00 - 02:00
พุธ 17:00 - 02:00
พฤหัสบดี 17:00 - 02:00
ศุกร์ 17:00 - 02:00
เสาร์ 17:00 - 02:00
อาทิตย์ 17:00 - 02:00

เบอร์โทรศัพท์

+66950154391

เว็บไซต์

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