24/10/2025
«Se mia moglie avesse portato a termine la gravidanza, con il quarto pargolo, non avrebbe più potuto continuare la sua attività importante presso un ente pubblico. Sorse in me e anche in lei l’idea dell’aborto. Ma non era ancora lecito. Che fare? Possiamo andare in Svizzera, pensammo. Presi contatto con una struttura elvetica e mi accordai sulla data dell'intervento. Ma cominciammo ad avere titubanze che crebbero quotidianamente. Non discutevamo d'altro in casa mia mentre la pancia di Enoe, mia moglie, non faceva che crescere».
«Una sera ero turbato. Lei mi interrogò: ma sei sicuro che la nostra scelta sia giusta? Risposi: amore, sono sicuro che stiamo facendo una incredibile puttanata. Enoe annui e si mise a singhiozzare. Le presi la mano, gliela accarezzai e le sussurrai mentre il mio cuore sobbalzava: senti amore mio, a me i bambini hanno sempre portato fortuna. Ho un lavoro importante e ben retribuito, rinunceremo al tuo stipendio, io mi adopererò per non far mancare nulla alla mia famiglia. Teniamoci anche questo quarto rompicoglioni e che sia finita ogni tribolazione. Ci abbracciammo come due sposini, poi disdissi l'appuntamento svizzero e provai un sollievo liberatorio. Finì così il tormento che mi procurava l'idea di stroncare una creaturina che non era neanche in grado di opporsi e di protestare».
«L'abbiamo concepita ed è nostro dovere farla nascere nel migliore dei modi e provvedere a lei come abbiamo fatto con gli altri tre bambini. La gestazione filò liscia fino all'ultimo giorno quando Enoe ebbe le doglie. Senza tentennare la caricai in macchina e la condussi di fretta all'ospedale. Quando risalii nel reparto mi venne incontro una giovane infermiera che teneva tra le braccia un fagottino: con entusiasmo mi disse, ecco è nata la sua bambina. Guardai la piccola come si osserva un gioiello. Mi sembrava un miracolo. E pensare che aveva rischiato di finire in un bidone della spazzatura. La presi in braccio un attimo con titubanza, avevo paura di rovinarla, invece lei mi sorrise, anche se nessuno crede, ogni volta che racconto questo dettaglio, che una neonata sia già allegra».
«Oggi mia figlia ha 50 anni, due lauree, gestisce una farmacia, ha un figlio grande, e quando spesso viene a trovarmi la rivedo come il giorno che era appena uscita dal grembo materno» - Vittorio Feltri