16/01/2026
9 anni di Macafame.
Sembrano tanti, ma sono volati.
Per capire cosa significhi davvero il tempo, e quali effetti produca, basta bere qualche bottiglia dello stesso anno della nostra apertura. Indipendentemente dal genere, se un vino è fatto con una visione, nove anni non sono invecchiamento: sono affinamento. Non c’è molto altro da aggiungere.
Così abbiamo voluto guardare più in là. Ai 15 o 16 anni. Certo, barando: scegliendo i migliori, o perlomeno quelli che nel 2017, nell’epoca pre-Covid, sembravano tali. Un’epoca che doveva ancora assuefarsi al vino “da sen” (categoria allora riservata alle birre), e che considerava la bevuta meditata di pari dignità rispetto a quella compulsiva.
Ci rendiamo conto di essere novecenteschi. Ma la prova dei fatti, questa sera, è quella che vedete nella foto.
Vini di un genere che si beve sempre meno, quello degli orange, dei vini color ambra, sono stati bevuti. E hanno dato prova di vitalità e fascino con pochi eguali.
Nove anni sono tanti, ma non troppi. È cambiato il modo di bere, quello di mangiare, sono cambiati i vini più bevuti e venduti, gli interpreti, il modo di macerare e di bere i vini macerati. Ma quello che è buono, rimane buono sempre.
L’orange wine è morto. Viva l’orange wine.
E buon compleanno a noi.