12/04/2016
Eccoci riapparire esattamente da dove ci eravamo lasciati…
…la bellezza della diversità quest’anno ci porta tutti a cena insieme:
l’est Europa trova fusione nella nostra città etrusca. Quale modo migliore esiste di conoscerci condividendo il cibo? Un modo antico quanto noi, e bello quanto ogni diversità.
Volterra esiste da sempre grazie al proprio potere di attrazione, condivisione, aggregazione, e fusione di cibi, di culture, di usi, di costumi e rappresentazioni d’arte… e noi modesto attuale tramite, vogliamo contribuire alla sopravvivenza di questa storia.
Eh sì, perché volterrani sono tutti coloro che vivono Volterra… suvvia siamo sinceri, oggi più di ieri, a parlar di razze noi si sbaglia, anzi per musicalità: s’erra!
La nostra è una città che vede il mare… propone apertura oltre le nostre medievali mura. D’ingegno, indipendenza, e cultura sopravvive arcigna la nostra caparbia assenza di paura.
Etrusca origine che alla sua sovranità mai rinunciò,
e ribellione al tentativo di romana sopraffazione fu quello semplice e geniale di perfetta e bella integrazione.
… d’attualità si parla con la storia e chi crede anche oggi di confinar Volterra a raminga città senz’anima, mi par bene di suggerir memoria.
Mentre a noi Volterrani seppur arcigni e indipendenti, per riappropriarsi d’una moderna antica gloria, propongo coesione ed una cena a base di galusci, trippa, Vodka e uova di storione.
Dalla Torre del Porcellino
L’ex Prefetto oggi bis nipote imperfetto
Vostro Libeccio.