25/11/2022
𝐄𝐛𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐢. 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚.
Non è un segreto e neanche un fulmine a ciel sereno.
Eravate ormai tutti a conoscenza della nostra “malattia non curabile”, aziendalmente parlando.
In questi ultimi mesi ce l’abbiamo messa davvero tutta, pur non avendo le forze necessarie per poter mandare avanti un’azienda.
Avevamo un unico e ultimo obiettivo: cercare qualcuno che potesse portare avanti il nostro progetto.
Sono stati mesi pesanti, estremamente logoranti e difficili da accettare psicologicamente, soprattutto dopo i sacrifici e le rinunce alle quali ci siamo sottoposti per oltre una decade.
Inutile girarci intorno, non eravamo più noi.
Sempre attenti alla cura del dettaglio, sempre pronti a reinvestire in azienda per offrire un’esperienza più piacevole e per mantenere alti i nostri standard di servizio e di “attenzione al cliente”, ma soprattutto sempre pronti a servire un sorriso prima di ogni altra cosa.
La pandemia, ma nello specifico le decisioni prese dal governo senza efficienti ed efficaci misure di tutela per determinate categorie di attività commerciali, hanno decretato che un’azienda sana e strutturata come era la nostra dovesse soccombere e per forza di cose, via via, questo sorriso lo abbiamo perduto.
Portare avanti un’azienda in Italia è come andare a combattere in guerra. Pensare di poter gestire un’azienda nel nostro settore, con costi di gestione che soprattutto nell’ultimo anno sono cresciuti vertiginosamente, con un organico ridotto al minimo, dove gli equilibri e le stabilità costruiti in tanti anni di duro lavoro sono stati letteralmente spazzati via, sarebbe come andare a combattere questa guerra a mani n**e.
Oggi è sicuramente un giorno triste, per certi versi. Ma voglio focalizzarmi sugli aspetti positivi.
Quando la mia mente ha visualizzato per la prima volta quello che poi sarebbe diventato “Pausa Loca” avevo appena 28 anni.
Non avevo patrimoni da investire, tantomeno esperienza come imprenditore nel settore, tuttavia possedevo una delle virtù più preziose che si acquisisce naturalmente quando si è bambini e che purtroppo si tende a perdere mentre si cresce. Sognare.
Ho imparato dalla vita che se ai sogni fissi una data di scadenza, questi sogni non cessano di esistere ma cambiano nome, diventano “obiettivi”.
Cosi è stato. Il mio sogno e la mia visione con Pausa Loca l’ho assolutamente realizzato.
Sono stati anni di sacrifici ma anche anni gloriosi.
Per oltre 12 anni non abbiamo solo gestito un’attività ma abbiamo contribuito in maniera importante e “attivamente” alla crescita e allo sviluppo della comunità Villacidrese nonché alla sua crescita economica, siamo stati un punto di riferimento per tantissime persone, giovani e meno giovani.
Questo soprattutto grazie alla mia famiglia che mi ha sempre seguito in tutte le mie “pazzie” e supportato nonostante il mio bel caratterino.
Ma anche grazie a tutti i collaboratori che hanno fatto parte di questo progetto, chi per solo un mese chi per anni, perché mentre cercavamo di insegnarvi un mestiere, ne stavamo imparando uno noi, e perché ogni singola persona che ha collaborato con noi ci ha “insegnato qualcosa” e quel qualcosa è un insegnamento prezioso che conservo gelosamente nel mio bagaglio di esperienze e che mi permetterà di poter performare meglio un domani. Quindi ancora GRAZIE!
E in ultimo, ma non per ordine di importanza, grazie a VOI che ci avete dato fiducia.
Chi sin dal primo giorno sino a questa ultima mattina, chi solo per un periodo, perché avete contribuito affinché Pausa Loca diventasse negli anni quello che è stato.
Ma anche grazie a chi la fiducia ce l’ha tolta e lo ha fatto in un momento dove eravamo in grandi difficoltà, perché qualcosa di prezioso ce l’avete insegnata anche voi.
Capita di sbagliare quando le cose vanno bene figuriamoci quando nella massima disperazione ti vedi distruggere il lavoro di una vita… ne sono consapevole e se mai ho offeso qualcuno, chiedo umilmente scusa.
Non era sicuramente mia intenzione farlo.
Grazie anche a chi negli anni ci ha, ma soprattutto, mi ha criticato, ha sparlato di me, mi ha diffamato, calunniato.
Ancora una volta grazie, perché anche voi mi avete insegnato che quando giochi una partita esistono i falli, quelli non intenzionali ma in questo caso quelli intenzionali, che fanno parte del gioco e che, nonostante tutto devi vincere la partita, anche se torni a casa dolorante o infortunato.
Ora è arrivato per me il momento di concentrarmi su un altro sogno. Si, perché anche alla luce di quanto ci è capitato, ancora oggi non ho perso quella preziosa virtù di cui vi ho parlato all'inizio del post. SOGNARE!
E credo sia arrivato il momento che anche Marco e Serena possano e debbano dedicarsi al 100% per realizzare i loro.
In ogni caso, continuano le trattative per la cessione dell’attività, potrebbero esserci degli sviluppi a breve termine. Vi terrò aggiornati.
Ancora grazie a tutti. Il paesaggio durante il viaggio è stato bellissimo.
𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐕𝐚𝐜𝐜𝐚