01/09/2026
in queste parole
grazie Roberta Garibaldi e’ non sentirsi soli nel continuare nonostante tutto.
Grazie a 𝗟𝗮𝗿𝗮 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗶 per l'intervista! Può l’enogastronomia diventare un’infrastruttura per lo sviluppo dei territori?
È uno dei temi su cui ho avuto il piacere di riflettere sulle pagine di Quotidiano Immobiliare mettendo in relazione turismo, sviluppo territoriale e investimenti.
Quando parliamo di infrastrutture pensiamo normalmente a trasporti, collegamenti, servizi. Ma esiste anche un’infrastruttura fatta di imprese, produzioni agricole, ristorazione, botteghe, paesaggi produttivi, competenze e comunità.
Il turismo enogastronomico ha una caratteristica particolarmente interessante: mette in relazione questi elementi e può trasformarli in una rete economica e sociale. Agricoltura, trasformazione, ospitalità, commercio e cultura diventano parti dello stesso ecosistema territoriale.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲.
Recuperare una cascina, un frantoio, una cantina, un mercato o un borgo non significa semplicemente creare un nuovo luogo turistico. L’investimento diventa realmente territoriale quando riattiva funzioni, collega imprese, genera servizi e crea opportunità anche per chi quel territorio lo abita tutto l’anno.
E qui si apre, a mio avviso, una questione importante anche per chi investe nel turismo: il valore di un progetto dipenderà sempre più dalla qualità delle connessioni che riesce a generare intorno a sé.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝘁𝗲, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶, 𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶.
Non semplicemente nuovi posti letto, ma sistemi capaci di tenere insieme produzione, esperienza, servizi, accessibilità e comunità.
Grazie per lo spazio e per l’occasione di confronto.
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