22/05/2026
Ieri è morto Carlin Petrini.
Lo chiamavano il fondatore di Slow Food, ma era qualcosa di più: era uno che aveva capito — prima di quasi tutti — che il cibo non è mai neutro. Che dietro ogni piatto c'è una scelta. Di filiera, di metodo, di valori.
La sua idea era semplice e rivoluzionaria insieme: il cibo deve essere buono, pulito e giusto. Non due cose su tre. Tutte e tre.
In un mondo che ottimizza tutto verso il basso — costi, tempi, qualità — lui ha passato quarant'anni a dire il contrario. E ha convinto milioni di persone che aveva ragione.
Diceva: "Chi semina utopia, raccoglie realtà."
È il tipo di frase che suona bene finché non ci fai i conti davvero. Lui ci ha fatto i conti per una vita intera.
Grazie, Carlin.