03/02/2026
Desidero esprimere il mio profondo disappunto per il recente diniego alla concessione di uno stallo blu richiesto per la mia attività “Osteria dal Cavaliere”, un provvedimento che appare non solo immotivato, ma anche in evidente contrasto con i principi di imparzialità e legalità che dovrebbero guidare l’azione di una pubblica amministrazione.
In primo luogo, negli anni precedenti non era considerata causa ostativa o di esclusione dalla possibilità di ottenere ulteriori concessioni – né formalmente né informalmente – il possesso di uno spazio esterno superiore ai 10 mq.
Una condizione che, improvvisamente, viene oggi utilizzata come motivo ostativo, senza alcuna preventiva comunicazione, senza alcuna modifica regolamentare (nel sito del Comune di Verona non è reperibile/rinvenibile la deliberazione n. 1367del 30 dicembre 2025 richiamata per le nuove direttive finalizzate all’assegnazione dei stalli di sosta ad uso plateatico per la stagione 2026 ) e senza alcuna logica continuità con il passato.
Non solo: lo stallo blu è sempre stato regolarmente concesso negli anni precedenti, e fino ad oggi non era mai stata rappresentato che la presenza di uno spazio esterno superiore ai mq. 10,00 potesse costituire un impedimento a detta concessione. Ad onor del vero, negli anni precedente la presenza di uno “plateatico” già esistente determinava la possibilità di richiedere uno solo stallo blu.
È quantomeno singolare che un criterio inesistente fino a ieri diventi oggi determinante, a voler pensare male, come se fosse stato creato ad hoc.
A rendere il tutto ancora più discutibile è il fatto che le attività di ristorazione che dispongono già di uno spazio esterno superiore ai 10 mq si contano sulle dita di una mano. Questo rende inevitabile la percezione che si tratti di un provvedimento amministrativo “ad personam”, cucito su misura per escludere pochi specifici soggetti, invece di essere un atto generale e imparziale come dovrebbe essere.
Il diniego, così formulato, appare dunque lesivo del principio di imparzialità, cardine dell’azione amministrativa. Un principio che non può essere invocato “solo quando fa comodo”, bensì deve essere applicato con coerenza, trasparenza e rispetto verso tutti gli operatori economici.
In aggiunta a ciò, le conseguenze di detto provvedimento amministrativo non sono solo meramente formali: il mancato ottenimento dello stallo blu comporta per la mia attività “Osteria dal Cavaliere” una perdita economica concreta, oltre a tradursi in minori opportunità di lavoro stagionale per il personale che ogni anno contribuisce al buon funzionamento dell’osteria.
È semplice parlare o invocare il rispetto delle “regole” quando non si ha alcuna responsabilità diretta sulle ricadute reali ed effettive che tali scelte producono su una attività economica, sulle persone e sul territorio.
Infine, seppur è vero che l’Osteria dal Cavaliere non rappresenti la mia unica attività di ristorazione ciò non significa che debba accettare in silenzio un provvedimento che appare iniquo, incoerente e, all’attualità, privo di fondamento giuridico.
La dignità di un’impresa non si misura solo dal suo fatturato, ma anche dal rispetto che le istituzioni dovrebbero garantire a chi ogni giorno affronta difficoltà, costi, burocrazia e responsabilità.
Mi rendo conto che tutto ciò possa risultare difficile da comprendere per chi non vive quotidianamente le sfide di un’attività economica: è sempre facile parlare quando si è seduti su una poltrona, lontani dai problemi reali e dalle conseguenze concrete delle proprie decisioni.