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23/09/2022

con tutta calma direttore Ruffini.....

19/09/2022

Sempre in fiduciosa attesa della pubblicazione in G.U. del decreto ministeriale con il quale sarà data concreta attuazione alla misura prevista dall’articolo 33 del D.L. 50/2022, e del conseguente rilascio delle procedure telematiche necessarie per la presentazione delle dovute istanze (a partire...

13/05/2021

In attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo sull’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni autonome speciali dell’INPS e alle casse previdenziali professionali…

11/05/2021

ARTHUR LAFFER SPIEGA IL SUICIDIO DELLA FINANZA PUBBLICA ITALIANA

E’ comunemente accettato che se lo Stato italiano voglia ripianare il suo debito debba fare affidamento su una maggiore pressione fiscale.

Un po’ meno comunemente accettato che la verità stia spesso dall’altra parte della barricata del senso comune.

Questo è il caso dell’economista Arthur Laffer, già membro dell’Economic Advisory Board durante l’amministrazione Regan.

Quindi non propio l’ultimo degli accedemici in una sconosciuta università del Wisconsin.

Cosa ha scoperto Arthur Laffer in tema di finanza pubblica?

L’economista fu in grado di costruire un modello matematico che dimostrava quale fosse il livello massimo ottimale delle aliquote che lo Stato avrebbe dovuto imporre per poterci guadagnare.

Hai capito bene.

Un modello matematico.

Non una teoria suffragata da assunti ideologici.

Stando agli studi di Arthur Laffer, lo Stato può guadagnare sulle imposte fino a quando le aliquote sono al massimo al 20%.

Oltre quel livello può solo rimetterci.

Paradossalmente, minori sono le aliquote maggiori sono gli incassi dello Stato.

Insomma, tutto il contrario di quello che si è visto in Italia dall’austerity in poi.

Non a caso, negli ultimi dieci anni il debito pubblico che le varie politiche di austerity avrebbero dovuto ridurre non ha fatto altro che aumentare.

Per quale motivo secondo l’economista Laffer oltre aliquote del 20% lo Stato ci rimetterebbe?

Beh…

Essenzialmente per due fenomeni:

1. Chi è abbastanza strutturato da poterselo permettere ha una maggiore flessibilità nello spostare la sua sede fiscale dove sa che pagherà meno tasse.

2. Il piccolo-medio imprenditore che porta avanti la baracca senza troppe pretese, se vuole stare a galla è spesso costretto a farsi allungare qualcosa in nero.

Quindi, da una parte abbiamo la migrazione di grandi imprese che frutterebbero un altrettanto grande incasso per lo Stato. Dall’altra, invece, abbiamo un fenomeno capillare di micro-evasione.

Se ci pensi, senza dover essere un mago di finanza pubblica per poterlo comprendere, il discorso di Arthur Laffer ha un suo perchè.

Minori sono le aliquote maggiore è la compliance fiscale.

Insomma, secondo Arthur Laffer, per il contribuente le tasse sarebbero anche belle.

…Se solo fossero sufficientemente basse.

18/04/2021

primo passo verso la ripartenza del Paese è deciso. Resta la divisione dell’Italia in fasce di rischio, tornano le zone gialle, riaprono i bar e i ristoranti a pranzo e a cena, ma soltanto all’aperto. Il 26 aprile inizierà il percorso graduale di riaperture che il premier Mario Draghi ha spiegato come un «rischio ragionato», rischio che il governo si è assunto sulla base dei dati scientifici e perché la crisi non è solo sanitaria, ma anche economica. Prima che il cronoprogramma delle riaperture diventi ufficiale il governo dovrà concordare le nuove regole con le regioni e metterle nero su bianco nel prossimo decreto. I dettagli da definire sono ancora tanti. Si dovrà decidere quanti posti a sedere consentire all’interno dei luoghi dello spettacolo, fissare le norme del «pass» che consentirà la circolazione tra le regioni di colori diversi, regolare il ritorno tra i banchi (in sicurezza) degli studenti, scongiurando l’affollamento sui mezzi pubblici.
Spostamenti: il pass per le regioni rosse e arancioni
Dal 26 aprile ci si può spostare liberamente da una regione che si trova in fascia gialla a un’altra che si trova in fascia gialla. Gli spostamenti all’interno delle regioni in fascia gialla sono liberi. Per entrare o uscire da una regione in fascia arancione o rossa sarà necessario avere un «pass».

Nei prossimi giorni si decideranno i dettagli per capire se basterà un certificato o sarà necessario avere l’attestato della Asl che dimostri di aver effettuato un tampone negativo nelle 48 ore precedenti, oppure di essere stati vaccinati, oppure di aver avuto il Covid ed essere guariti.

La stessa regola non vale per chi arriva dall’estero. Anche nel nuovo decreto dovrebbe essere confermata la quarantena di 5 giorni per chi rientra dai Paesi dell’Unione europea e 14 giorni per i Paesi extra Ue. Si potrà andare nelle seconde case anche se si trovano in fascia arancione o rossa. Chi è residente in fascia arancione non potrà uscire dal proprio Comune se non per motivi di lavoro, salute e urgenza. Chi è residente in fascia rossa non potrà uscire dalla propria abitazione se non per motivi di lavoro, salute e urgenza oppure per andare nei negozi che sono aperti.

Bar e ristoranti: pranzo e cena, ma solo all’aperto
A partire dal 26 aprile in fascia gialla i ristoranti e i bar sono aperti a pranzo e a cena ma i clienti potranno stare soltanto all’aperto e seduti al tavolo. Anche se si trovano in fascia gialla, fino al 1° giugno i ristoranti non potranno ospitare i clienti all’interno né a pranzo, né a cena. In fascia arancione e rossa i bar e i ristoranti rimangono chiusi a pranzo e a cena. In tutta Italia rimane consentito l’asporto di cibo e bevande da ristoranti, enoteche e vinerie fino alle 22 e dai bar fino alle 18 anche in fascia arancione e rossa. In tutta Italia rimane sempre consentita la consegna a domicilio di cibi e bevande. Dal 1° giugno, solo in fascia gialla, i ristoranti possono riaprire a pranzo anche all’interno. È vietato sostare di fronte ai locali, è vietato consumare cibo o bevande all’esterno dei locali. I tavoli devono essere occupati da un massimo di 4 persone, a meno che non si tratti di conviventi. La distanza tra i tavoli è un metro. I buffet sono consentiti soltanto se gestiti dal personale. Il personale deve sempre indossare la mascherina, i clienti devono indossarla quando non sono al tavolo.
Sport: verso il ritorno allo stadio in fascia gialla
Dal 26 aprile in fascia gialla si riaprono i centri sportivi ma solo per fare attività all’aperto. Dal 26 aprile in fascia gialla sarà consentito, sempre all’aperto, anche praticare gli sport da contatto come il calcetto e il basket. Dal 1° maggio potrebbe essere consentito l’ingresso del pubblico negli stadi che si trovano in fascia gialla ma bisogna ancora stabilire per quanti spettatori. Si parla del 25% della capienza massima oppure di 1.000 spettatori. Dal 15 maggio riaprono le piscine all’aperto e le spiagge. Negli stabilimenti sarà consentito sistemare sdraio e ombrelloni purché venga rispettata la distanza. Tra un ombrellone e l’altro della stessa fila devono esserci 4 metri e mezzo, tra file diverse 5 metri. Sdraio e lettini devono essere sistemati a 2 metri uno dall’altro. I ristoranti e i bar di centri sportivi, piscine e spiagge sono obbligati a rispettare le stesse regole degli altri locali pubblici. Dal 1° giugno riaprono le palestre per lezioni individuali o garantendo il distanziamento. Il protocollo che sarà validato dal Cts non consentirà l’uso delle docce e impone la sanificazione delle attrezzature ad ogni utilizzo. Obbligatorio custodire i propri oggetti in sacchetti di plastica.
Spettacoli e musei: posti limitati e prenotazione obbligatoria
In zona gialla, dal 26 aprile riaprono in cinema e i teatri con una capienza limitata e la prenotazione obbligatoria. Si può assistere allo spettacolo soltanto se si ha il posto a sedere. Almeno un metro di distanza — frontale o laterale — tra spettatori se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. Consentiti in fascia gialla anche gli spettacoli all’aperto, ma sempre con capienza limitata e con posto a sedere.In fascia gialla riaprono anche i musei e le mostre. Sarà obbligatorio prenotare l’ingresso e la permanenza all’interno della sala dovrà avere un tempo limitato. L’entrata dovrà essere separata dall’uscita e all’interno bisognerà seguire percorsi prestabiliti. Dal 1° luglio in fascia gialla ripartono anche le fiere e i congressi. Nei prossimi giorni il Cts dovrà validare i protocolli per la partecipazione del pubblico. Sempre dal 1° luglio in fascia gialla vengono aperti anche i centri termali e i parchi tematici. Le linee guida che si stanno mettendo a punto prevedono lo scaglionamento degli ingressi, così come avviene per le piscine e il distanziamento tra i clienti nelle aree comuni.

07/04/2021
07/04/2021

[ANCHE DOMANI I RISTORI ARRIVERANNO TRA QUATTRO MESI]

Da domani verranno erogati ad i richiedenti direttamente sul contocorrente i primi contributi a fondo perduto previsti dal DL Sostegni.

Fino a qui tutto bene (si spera, anche se visti i precedenti è sempre meglio prepararsi al peggio).

Quello di cui in molti si sono dimenticati (ma non di certo tra i richiedenti del contributo) è che questa misura di tamponamento (se cosi possiamo definire i due spicci che saranno erogati) è il corrispettivo di quanto si sarebbe dovuto ricevere in seguito alle chiusure dello scorso dicembre.

I 32 miliardi di budget furono allocati il 14 di Gennaio dall’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Negli scorsi mesi, il nuovo Governo aveva già fatto presente che per mettere una pezza alle chiusure forzate di febbraio e marzo (e che sono state estese fino al 30 di Aprile) sarebbe stato necessario un altro scostamento di 30 miliardi.

Tutto ufficioso al momento, per chetare le acque.

Calcolatrice alla mano, se lo scostamento di cui sopra dovesse essere approvato nel mese di aprile, i ristori per i primi tre mesi dell’anno di chiusure forzate li vedremo giusto a luglio.

Nel frattempo, se non saranno differite oltre il 30 aprile 2021, riprenderanno le attività di notifica di nuove cartelle, degli altri atti di riscossione nonché delle procedure di riscossione, cautelari ed esecutive, che non potranno essere iscritte o rese operative fino alla fine del periodo di sospensione.

E dovranno essere corrisposti anche gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati, prima della data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19/5/2020) su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilate.

Insomma, un bel casino.

Indirizzo

Via G. Barbieri 4
Verona
37131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 00:30

Telefono

+393382994922

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