Jerry's Ristorante pizzeria

Jerry's Ristorante pizzeria Aperto tutti i giorni. Puoi mangiare in modo gustoso e conveniente sia a pranzo che a cena. Piatti ogni giorno diversi, con pasta e dolci fatti in casa.
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A cena oltre le pietanze del ristorante, puoi gustare le nostre favolose pizze e calzoni . Al Jerry's Bar puoi mangiare in modo gustoso e conveniente sia a pranzo che a cena, ogni giorno della settimana fino a tardi.

20/04/2026

L’INPS fallirà. Non forse, non un giorno:
presto. ENTRO 4 anni

Continuano a dire che l’INPS è solido, che lo Stato garantisce tutto, che le pensioni sono al sicuro.
Lo ripetono da anni come un mantra, mentre sotto i piedi del sistema si allarga una crepa che ormai non riescono più a nascondere. La verità è semplice e brutale: il modello su cui si regge l’INPS non funziona più, e tra pochi anni non potrà reggersi da solo. Il sistema pensionistico italiano è basato su un’idea vecchia: i lavoratori attivi pagano le pensioni di chi è già in pensione. Questo funzionava quando c’erano cinque lavoratori per ogni pensionato. Oggi, in molte fasce, siamo vicini a due a uno. Domani sarà ancora peggio.
Ogni anno nascono meno bambini. Ogni anno più persone escono dal lavoro. È matematica, non opinione: se entrano meno contributi e le uscite aumentano, il sistema va in rosso. Non serve essere economisti per capirlo, basta saper contare.

Si continua a dire che lo Stato coprirà tutto. Ma lo Stato non è una divinità che crea denaro dal nulla: vive di tasse e di debito. E il debito italiano è già tra i più alti al mondo. Quando anche quello smetterà di essere sostenibile, qualcuno dovrà pagare il conto. E quel qualcuno non saranno i pensionati attuali, ma i lavoratori di oggi e i giovani che ancora non hanno iniziato a lavorare.
Dire che l’INPS non può fallire perché è pubblico è una mezza verità. Anche gli Stati possono trovarsi nell’impossibilità di mantenere le promesse fatte. Non si chiama fallimento tecnico, ma il risultato per i cittadini è lo stesso: pensioni tagliate, età pensionabile alzata, assegni sempre più bassi.

Il punto non è se l’INPS chiuderà i battenti con una serranda abbassata. Il punto è che smetterà di garantire quello che ha promesso. E quando un sistema smette di mantenere le promesse, per la gente comune è già fallito.

Tra quattro anni non vedremo uffici chiusi e dipendenti licenziati. Vedremo qualcosa di più sottile e più pericoloso: nuove riforme urgenti, assegni ricalcolati, requisiti spostati in avanti, e una comunicazione ufficiale che parlerà di “sostenibilità” mentre milioni di persone capiranno di essere state completamente illuse.

Il fallimento dell’INPS non sarà un’esplosione.
Sarà una lenta amputazione dei diritti, fatta a colpi di decreti, giustificata con parole tecniche e accettata perché non ci sarà alternativa.
E la cosa più amara è che molti lo sanno già. I giovani non credono più nella pensione. Lavorano, se lavorano, sapendo che quei contributi probabilmente non torneranno mai in forma dignitosa. Questa sfiducia è il vero segnale del collasso: quando le persone smettono di credere in un sistema, quel sistema è già finito, anche se i numeri ufficiali fingono il contrario.

Non serviranno decenni. I segnali sono già qui: stipendi bassi, lavori precari, meno contributi, più pensionati, più spesa pubblica. Tra quattro anni non sarà la data di una bancarotta formale, ma sarà il momento in cui diventerà impossibile continuare a raccontare la favola della sicurezza garantita.
E allora qualcuno dirà che non si poteva prevedere. Ma non è vero. Si poteva. Bastava guardare i numeri, e soprattutto bastava avere il coraggio di dire la verità quando ancora faceva meno male.
Il sistema pensionistico italiano non sta andando verso una crisi: ci è già dentro. I prossimi anni non porteranno il crollo, ma la presa di coscienza. Ed è quella, non il bilancio, che segnerà davvero la fine dell’illusione

23/12/2024
30/04/2024

Fiera di San Giuseppe 2024. Dal 10 al 12 maggio torna l’antica fiera a San Quirico

L’antica Fiera di San Giuseppe quest’anno si terrà dal 10 al 12 maggio, una data scelta dall’amministrazione perché permette un allestimento adeguato all’evento a San Quirico.

“Abbiamo deciso di spostare la fiera a maggio per avere la piena disponibilità della piazza del Comune di San Quirico, dove tradizionalmente si tiene il mercato della domenica, visto che in quel periodo saranno terminati i lavori di sistemazione”, spiega il sindaco del Comune di Vernio Giovanni Morganti.

Come sempre la Fiera di San Giuseppe, la manifestazione agricola più importante della provincia, vedrà domenica 12 maggio l’esposizione, a cura di Appennino Slow, con bovini, animali da cortile, florovivaismo e prodotti tipici. Ma ci sanno anche tanti eventi dal venerdì alla domenica: spettacoli dal vivo, attività per bambini e approfondimenti sulla forestazione. Immancabile poi il contest dello zuccherino.

Organizzata dal Comune di Verno e dall'Unione dei Comuni la fiera offre spazio a espositori che animano le vie di Vernio da Mercatale a San Quirico con prodotti tipici toscani e anche da fuori regione. Per informazioni sulla mostra mercato chiamare il 334 833 4945 oppure scrivere a [email protected].

30/04/2024

SPORT & HOBBY VERNIO
Vernio (Po)
Sabato 25 - Domenica 26 Maggio 2024

Centro commerciale vivere vernio
Jerry's Ristorante pizzeria
SPORT & HOBBY 2024



07/02/2024

Dopo la Quattro stagioni e la Quattro Formaggi, novità 2024……. La Quattro Scarafaggi

29/12/2023
Sedani alla pratese
18/03/2023

Sedani alla pratese

Indirizzo

Via Del Bisenzio, 365
Vernio
59024

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