150 anni fa il 9 aprile 1865, ad Appomatox il generale Lee firma la resa dell’esercito del Nord Virginia, mettendo di fatto fine a una guerra durata cinque anni. Yankees, l’America nuova, prorompente, contro Reb (da Rebels, cioè ribelli sudisti), l’America dei fondatori, aristocratica e tradizionale. I vincitori la ricorderanno come la Guerra Civile Americana, anche se sarebbe più appropriato il nome di Guerra per l’Indipendenza del Sud. Senz’altro la prima guerra industriale dell’era moderna. Il sud, aggredito e sconfitto, cessa di esistere come entità politica, ma la sua ricchezza culturale continuerà a nutrire la storia del popolo americano e oggi permea e sostiene in tutti i campi l’immagine che riconosciamo e apprezziamo di un’America che, nel bene e nel male, ci è così familiare e vicina. Icona televisiva di questo carattere Southern, non possono che essere i cugini Duke e gli episodi della serie Hazzard. Per quel che riguarda la letteratura gli esempi sono innumerevoli, da Mark Twain (Tom Sawyer) a Erskine Caldwell (To***co Road). Non c’è riferimento musicale americano, Blues, Jazz, Country o Rock‘n’roll che non debba le proprie origini alla vivacità culturale degli stati del sud. Anche nelle tradizioni culinarie l’America che ci piace deve molto al sud e il pensiero va al pollo fritto, agli hamburger o alle torte multistrato. Insomma, spesso quando parliamo di America diciamo Yankee, ma stiamo dicendo Reb. Il locale, The Johnny Reb, vuole essere un tributo d’affetto a questo eccezionale e sorprendente esperimento umano e sociale che è stato la dolorosa formazione degli Stati Uniti d’America e a tutte le persone che ne sono state protagoniste tra cui, non dimentichiamolo, milioni d’italiani.