04/07/2026
Il 21 luglio sono 25 gli anni passati dal G8 di Genova.
Ci piacerebbe dire che è "per non dimenticare" e invece oggi ci rendiamo conto che è ancora per informare.
Non sono bastate le sentenze e neanche le condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo. Amnesty International definirà gli accadimenti di quei giorni come "la più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale".
Ancora oggi sentiamo parlare di quei giorni come di un argomento divisivo.
Parlare di quel luglio non significa solo fare memoria, ma riflettere su ferite ancora aperte:
* Le speranze di un movimento: Centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo si riunirono pacificamente per chiedere un modello globale più equo, sostenibile e attento ai diritti umani.
* La violenza e il dolore: I tragici scontri di piazza, la morte del ventitreenne Carlo Giuliani in Piazza Alimonda, e le torture sistemiche all'interno della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto.
* L'eredità oggi: Genova 2001 rimane uno spartiacque fondamentale per la difesa dei diritti civili, la libertà di manifestazione e la necessità di una costante trasparenza da parte delle istituzioni.
Oggi ricordiamo quei giorni non per restare ancorati al passato, ma per rinnovare l'impegno verso un dialogo democratico, pacifico e rispettoso della dignità umana.
Ognuno ha il proprio ricordo di quei giorni. Tu dove eri nel luglio del 2001?