È una cucina curiosa, quella del Garamond, per cui è stato necessario inventare addirittura un’etichetta, qualcosa che la definisse per quello che è senza tanti giri di parole: siculo-sabauda. Lo Chef, Santino Nicosia, è uno di quelli che non smetterebbero mai di studiare, cercare e sperimentare. È uno di quelli che conoscono molto bene la cucina piemontese e hanno capito che contaminarla è segno
non di scarso rispetto ma, al contrario, di amore profondo per un’arte che solo a partire dai colori migliori può dipingere una tela stupenda. Ecco quindi che la tradizione piemontese e quella siciliana si incontrano in un connubio di sapori che si esaltano gli uni con gli altri, dando vita a piatti affascinanti come il Riso con brodo di Alloro, Lime e Porcini, giusto per citarne uno. È una filosofia che unisce il pensiero siculo e la tecnica sabauda traendo il meglio da entrambi e soprattutto andando a creare una nuova identità gastronomica che, pur appoggiandosi saldamente alle proprie radici, ha un’aria di novità e sperimentazione di cui non ci si stanca mai. Un lavoro del genere, naturalmente, non può che passare attraverso un’attenta selezione delle materie prime migliori presenti sul mercato e provenienti dai luoghi d’Italia che maggiormente si esprimono in tal senso. L’atmosfera che si respira all’interno è poi di quelle eleganti e avvolgenti, ricche di richiami cromatici che esaltano ancor di più il legame con la terra, vera protagonista, insieme al mare, della cucina del Ristorante. Un consiglio che vogliamo dare agli amanti del crudo e anche a quelli che non lo amano è proprio quello di provare il crudo di pesce, perché sarà un’esperienza mistica per chi lo apprezza e rischierà di far cambiare idea anche a chi lo normalmente lo guarda con sospetto.