Montessori a casa

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Montessori a casa Micronido montessoriano per bambini dai 3 ai 36 mesi al centro di Trieste. Offriamo:
- visione olist

16/08/2026

🇬🇧🇪🇸🇧🇷⬇️ Narrazioni per comprendere Montessori – Alla scoperta delle mani

Pubblichiamo il nono racconto della nostra !

«Quando poi la piccina arrivò a sei mesi, le diedero un sonaglio con un campanellino d’argento. Glielo misero in mano, aiutandola a scuoterlo per far suonare il campanellino. Dopo qualche minuto la bambina lasciò cadere il sonaglio. Lo raccolsero e glielo diedero nuovamente, e così per molte volte.
Sembrava che la bambina avesse uno scopo nel far cadere il sonaglio e nel rivolerlo subito dopo. Un giorno mentre lo teneva ancora nella manina, cominciò, invece di aprire, come al solito, tutta la mano, a sciogliere prima un dito, poi un altro e un altro; finalmente si aprì anche l’ultimo ditino e il sonaglio cadde a terra. La piccina si guardava le dita con la più grande attenzione. Rifece il movimento continuando a guardare le sue piccole dita. Quello che l’interessava non era evidentemente il sonaglio, ma il gioco, la “funzione” delle dita che sapevano tenere quell’oggetto, e quest’osservazione le procurava gioia».

[Maria Montessori, Il bambino in famiglia, Milano, Garzanti, 2013, p.103]

🇬🇧 Narratives to understand Montessori – Discovering the hands

We publish the ninth story of our !

«When the little girl reached six months, they gave her a rattle with a little silver bell. They put it in her hand, helping her shake it to make the little bell ring. After a few minutes the child dropped the rattle. They picked it up and gave it to her again, and so on many times.
It seemed that the child had a purpose in dropping the rattle and wanting it back immediately afterwards. One day, while she was still holding it in her little hand, she began, instead of opening her whole hand as usual, to release first one finger, then another and another; finally the last little finger also opened and the rattle fell to the ground. The little one looked at her fingers with the greatest attention. She repeated the movement, continuing to look at her small fingers. What interested her was evidently not the rattle, but the game, the “function” of the fingers that knew how to hold that object, and this observation brought her joy».

[Maria Montessori, The Child in the Family, Milan, Garzanti, 2013, p.103]

🇪🇸 Narraciones para comprender Montessori – Al descubrimiento de las manos

¡Publicamos el noveno relato de nuestra !

«Cuando la pequeña llegó a los seis meses, le dieron un sonajero con una campanita de plata. Se lo pusieron en la mano, ayudándola a agitarlo para hacer sonar la campanita. Después de unos minutos la niña dejó caer el sonajero. Lo recogieron y se lo dieron de nuevo, y así muchas veces.
Parecía que la niña tenía un propósito al dejar caer el sonajero y al quererlo de inmediato después. Un día, mientras aún lo tenía en su manita, comenzó, en lugar de abrir, como de costumbre, toda la mano, a soltar primero un dedo, luego otro y otro; finalmente se abrió también el último dedito y el sonajero cayó al suelo. La pequeña se miraba los dedos con la mayor atención. Repitió el movimiento continuando a mirar sus pequeños dedos. Lo que le interesaba no era evidentemente el sonajero, sino el juego, la “función” de los dedos que sabían sostener aquel objeto, y esta observación le procuraba alegría».

[Maria Montessori, El niño en la familia, Milán, Garzanti, 2013, p.103]

🇧🇷 Narrativas para compreender Montessori – À descoberta das mãos

Publicamos o nono conto da nossa !

«Quando a pequenina chegou aos seis meses, deram-lhe um chocalho com um sininho de prata. Colocaram-no em sua mão, ajudando-a a sacudi-lo para fazer o sininho tocar. Depois de alguns minutos a menina deixou cair o chocalho. Recolheram-no e deram-lhe novamente, e assim por muitas vezes.
Parecia que a menina tinha um propósito ao deixar cair o chocalho e em querê-lo de volta imediatamente depois. Um dia, enquanto ainda o segurava na mãozinha, começou, em vez de abrir, como de costume, toda a mão, a soltar primeiro um dedo, depois outro e outro; finalmente abriu-se também o último dedinho e o chocalho caiu no chão. A pequenina olhava para os dedos com a maior atenção. Repetiu o movimento continuando a olhar para seus pequenos dedos. O que a interessava não era evidentemente o chocalho, mas o jogo, a “função” dos dedos que sabiam segurar aquele objeto, e esta observação lhe proporcionava alegria».

[Maria Montessori, A criança na família, Milão, Garzanti, 2013, p.103]

18/02/2026
18/02/2026

«In Emilia Romagna mancano 1.300 educatori. Ma se questo è il tema, non bisogna cercare operatori meno qualificati: bisogna pagarne 1.300 come professionisti laureati. Non è una questione corporativa: è una questione di qualità del welfare.

Se mancano educatori qualificati, la causa non è l’assenza di vocazioni. È la sproporzione tra responsabilità e retribuzione. Dopo tre anni di università – spesso cinque – molti educatori percepiscono salari che non consentono autonomia abitativa, stabilità familiare, progettualità. È qui la ragione della fuga: non nei requisiti formativi.

Non si può prendersi cura di minori fragili, persone con disabilità, famiglie vulnerabili, se la propria condizione lavorativa è segnata da precarietà e sotto-inquadramento. Il lavoro educativo è relazione, continuità, presenza. Senza dignità economica, questa continuità si spezza.»

Le parole di Alessandro Prisciandaro, presidente nazionale Apei su VITA Società Editoriale.

13/02/2026

Ogni giorno, con rinnovato entusiasmo, proviamo a fare tutto questo... 💓

17/12/2025

PROGETTO EDUCATIVO CLASSI SUPERIORI
È sempre più necessario, per avere adeguati strumenti conoscitivi e interpretativi di una realtà complessa, esercitarsi entro un percorso di studi che ampli lo sguardo sul mondo – sui rapporti di forze tra etnie, nazioni, stati ed imperi.

Lo studio dei sintomi – uno studio cioè fenomenologico, che dia senso agli schematismi e ai riduzionismi che troppo spesso la cultura attuale propone come uniche letture adeguate – è un'esigenza imprescindibile dei nostri tempi.

Fuori dagli idealismi, dalle ideologie, dalle interpretazioni preconfezionate, dobbiamo portare i nostri giovani alla corretta valutazione delle informazioni, al discernimento individuale sulle stesse, ad uno sguardo puro sulle dinamiche mondiali.

Solo aiutando i nostri ragazzi a percorrere con coraggio questa via, possiamo immaginare un essere umano che, in un futuro si spera ravvicinato, possa contribuire al mondo con creatività, correttezza, luminosità.

Puntiamo ad un percorso Steiner-Waldorf anche per le scuole superiori a Trieste.

Per informazioni o appuntamenti:
tel: 347 9398023
email: [email protected]

Indirizzo

Trieste

Telefono

+393517887270

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