03/07/2026
Pubblichiamo oggi la seconda parte della straordinaria scoperta del relitto di Marausa dell’agosto 1999.
In queste immagini che vi mostriamo, vediamo il prof. Sebastiano Tusa, allora responsabile della Soprintendenza di Trapani e uno dei più importanti archeologi subacquei italiani, impegnato nelle fasi iniziali di studio e recupero del relitto.
Scoperto casualmente da Antonino di Bono
(fondatore della Locanda sul Mare di Marausa),
il relitto è una nave oneraria tardo-romana databile tra la fine del III e gli inizi del IV secolo d.C.
Lunga circa 27 metri e larga 9, affondò probabilmente durante una manovra di ingresso verso l’antica foce navigabile del fiume Birgi, in un’area che fungeva da importante scalo commerciale.
Il carico, prevalentemente di produzione nord-africana, era composto da anfore, ceramiche e altri materiali. Dopo un primo intervento nel 2000, lo scavo completo avvenne nel 2011 a cura della Soprintendenza del Mare.
I legni furono trasferiti a Salerno per il restauro presso il laboratorio “Legni e Segni della Memoria”, dove furono trattati con tecniche innovative in collaborazione con l’Università di La Rochelle, per poi essere riportati e assemblati nel Museo Archeologico Regionale Baglio Anselmi di Marsala, dove oggi è esposto e valorizzato.
Un sentito grazie alla Regione Siciliana per questo prezioso documento video risalente a circa otto anni fa, che ci permette di rivivere una delle pagine più belle dell’archeologia subacquea siciliana, oltre a renderci ovviamente fieri orgogliosi di Toni e di tutto quello che ha fatto.
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