25/04/2026
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LA FRAGOLA CHE IL MONDO NON SA DI AVERE A Terracina sopravvive la "Favette": dolcissima, rara, custodita dai contadini come un segreto di famiglia.
Mentre sui banchi dei mercati laziali le fragole arrivano da ogni parte d'Europa — spesso belle da vedere ma insapori da mangiare — a meno di cento chilometri dalla capitale si coltiva qualcosa che non trovi da nessun'altra parte al mondo.
Si chiama Favette. È una fragola tondeggiante, di un rosso intenso, con un profumo che ti raggiunge prima ancora di averla in mano. E cresce solo qui: nella pianura Pontina, nei campi intorno a Terracina, su circa cento ettari di terra che evidentemente hanno qualcosa da dire.
Una storia che comincia con un fiasco commerciale.
La vicenda della Favette è, a modo suo, una storia di fallimento che diventa fortuna. Alla fine degli anni Cinquanta, un'azienda sementiera francese propose agli agricoltori pontini di sperimentare una nuova varietà. L'intenzione era diffonderla in tutto il mondo. Non funzionò. La fragola attecchì magnificamente qui, ma non altrove. L'azienda non rinnovò il brevetto e abbandonò il progetto.
Gli agricoltori, però, non abbandonarono la fragola. Da allora custodiscono il seme da soli, mandando a fioritura le piantine ogni anno, in una catena di cura che dura da mezzo secolo.
La stagione, il campo, la tavola.
La campagna inizia a fine marzo nelle serre e si estende fino a giugno in pieno campo, con una maturazione scaglionata che consente di portare il prodotto sul mercato con continuità per tutta la primavera. La particolarità delle condizioni pedoclimatiche della zona — quel mix specifico di suolo, umidità e temperature — sembra essere la ragione per cui la Favette è rimasta prigioniera di questo territorio. Una prigione dorata, verrebbe da dire.
Confrontata con le varietà industriali oggi dominanti, la Favette perde in consistenza e durata — due qualità che contano molto nella grande distribuzione — ma vince su tutto il resto: è più dolce, più profumata, più fragile. Una fragola che chiede di essere mangiata subito, vicino a dove è nata.
Un punto di forza che sembra una debolezza.
Nel mondo della fragolicoltura, il turn-over varietale è rapidissimo. Le zone produttive italiane si adeguano di continuo alle nuove cultivar, più produttive, più resistenti, più adatte al trasporto. Terracina, in apparenza, è rimasta indietro. In realtà ha tenuto duro su qualcosa che nessun altro ha più.
La Favette è l'unica varietà al mondo coltivata esclusivamente in un solo areale geografico. Non è un primato commerciale. È qualcosa di più difficile da spiegare — e forse proprio per questo più prezioso.
Un frutto che, raccontano i testi antichi, già Ovidio, Plinio e Virgilio avevano trovato degno di menzione. Loro non sapevano di parlare di Terracina. Ma probabilmente, se avessero potuto assaggiare una Favette di aprile, ci avrebbero fatto un poema. (e)
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