Le città hanno un bisogno impellente di nuova mobilità, portata avanti da attori locali, in armonia sia con le scelte dei governi locali, sia con la cittadinanza, per ridefinire insieme le linee guida e i progetti che porteranno quei cambiamenti necessari alla viabilità e alla riduzione dell'uso dei mezzi inquinanti. Molte sono le associazioni e le organizzazioni sportive e popolari che si battono
quotidianamente per migliorare la situazione, in un contesto dove l'uso del mezzo privato corrisponde a una larghissima percentuale di spostamenti urbani. Uno degli aspetti più interessanti sotto questo punto di vista é stato il rifiorire negli ultimi anni dell'uso della bicicletta, inteso come mezzo di spostamento quotidiano, da sempre più cittadini.
- I ciclisti urbani sono custodi non solo della mobilità ciclabile ma anche della pacificazione della strada per gli altri utenti deboli. I ciclisti militanti che operano nelle associazioni cittadine pro bici sono i primi garanti dei servizi dell'intera collettività (nazionale e internazionale).
- Essi sono amanti dei beni comuni, sono alleati della natura, perché riducono i consumi, ponendosi le questioni più difficili in termine di impronta ecologica. Custodire la propria città con modalità che rispettano l'ambiente può diventare un fattore chiave di rivoluzione partecipativa, gioiosa e libera da interessi personali o privati.
- Gli amministratori locali possono e devono essere il vettore per rinsaldare il patto tra cittadini ciclisti e cittadini comuni: l'attenzione su questi temi va tenuta alta, anche perché risponde alle politiche europee di valorizzazione dell'intermodalità come attività multifunzionale, nel pieno rispetto del concetto stesso di sostenibilità. In estrema sintesi: pedalo per salvaguardare la mia città, il mio benessere, e quello degli altri cittadini