13/05/2026
Avevo deciso di non commentare questo fatto gravissimo, ma alla fine ho ceduto e da operatore della notte, voglio dire la mia. Durante la festa di San Cataldo si è parlato di pace e di “disarmare le parole”. Padre Ibrahim, arrivato a Taranto direttamente da Betlemme, ha detto una frase devastante: “Se Betlemme è una prigione a cielo aperto, Gaza è un cimitero a cielo aperto”. E mentre ci interrogavamo su guerra, odio e umanità, Taranto rispondeva nel modo peggiore possibile: con il sangue sull’asfalto di piazza Fontana.
Sacko Bakary, 35 anni, un lavoratore del Mali, stava andando a lavorare in bicicletta con il suo zainetto. Non stava spacciando, non stava rubando, non stava facendo del male a nessuno. Stava semplicemente lavorando. È stato massacrato da una baby gang per futili motivi. E già questa espressione fa schifo: “futili motivi”. Perché non esiste un motivo futile per togliere la vita a un uomo che tra pochi mesi sarebbe diventato padre.
E basta pure con la frase da vigliacchi: “succede ovunque”. No. È successo qui. Nella nostra città. Sotto le nostre finestre. E la cosa più inquietante non è solo l’omicidio. È l’assuefazione. È vedere gente che minimizza, che giustifica, che quasi si gira dall’altra parte. Come se fosse normale che un ragazzo esca di casa e rischi di non tornarci vivo.
Taranto sta diventando una città dove la paura si sta mangiando tutto. E lo dico da imprenditore che lavora di notte: io oggi ho paura. Paura vera. Perché quando chiudi una birreria a tarda notte e torni a casa, sai che basta trovarti davanti la persona sbagliata, nel momento sbagliato, per finire dentro una tragedia. E questa non è più vita civile. È sopravvivenza.
La verità è che non muore solo Sacko. Muore un pezzo di Taranto ogni volta che accettiamo il degrado come normalità, ogni volta che diciamo “eh ma i ragazzi sono difficili”, ogni volta che lo Stato sparisce e lascia interi quartieri a crescere nella rabbia, nell’abbandono e nella violenza.
E allora basta parole vuote, basta convocazioni di tavoli istituzionali, basta convegni pieni di frasi belle se poi fuori regna la legge del più forte. Perché una città dove un uomo viene ucciso andando a lavorare e la gente quasi si abitua, è una città che deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio e dirsi la verità: così stiamo fallendo tutti.