30/09/2026
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LA PAROLA D'UN ASSENTE AD UN ASSENTE: QUANDO SCRIVERE DIVENTA ETERNITÀ
Sfogliando i volumi del nostro archivio capita di imbattersi in libri che sembrano parlarci a tu per tu, oltrepassando un secolo di storia.
È il caso de L'arte dello scrivere di Giovanni Mari, edito nel 1924 da Hoepli a Milano. Non un semplice manuale teorico, ma una straordinaria fucina di pensiero che metteva a confronto i giganti dell'epoca: da Luigi Pirandello a Gabriele D'Annunzio, da Matilde Serao a Benedetto Croce, da Grazia Deledda a Filippo Tommaso Marinetti.
Nel dodicesimo capitolo, intitolato «La tecnica esterna», l'autore si sofferma su una riflessione commovente che tocca da vicino chiunque ami la letteratura:
«Meschino te, o romanziere, il quale non puoi attaccarti troppo a siffatte fonti di suggestione! Il tuo apparato scenico si riduce a povere righe su più poveri fogli...
L'attore ha la voce viva di una Duse o di uno Zacconi, il gesto, l'occhio, le luci dorate e le musiche; ma il magico effetto dello spettacolo dura quanto la rappresentazione.
Se lo scritto è la parola di un assente ad un assente... la parola stampata invece ha possibilità più larghe».
Mentre a teatro l'incanto vive nell'istante effimero della recitazione, il romanziere lavora nell'ombra: depone la propria voce su una pagina nuda, sapendo che verrà raccolta a distanza di giorni, decenni o secoli da uno sconosciuto nel silenzio del suo studiolo.
Scrivere un libro significa proprio questo: affidare il proprio respiro alla fragilità della carta, con la certezza che, quando tutto il resto tacerà, quelle "povere righe" continueranno ancora a parlare.
Un gioiello del 1924 che custodiamo con cura e che ricorda a tutti noi il valore insostituibile dei libri veri.
Ristobibliotecamuseo – Osteria del Buonconvento
Associazione Culturale Templum Taxi, Sorrento
Il filo è teso, e domani è un altro giorno.
Giancarlo Esposito
Artigiano della materia, ricercatore dello spirito e fiero custode del tempo. Dalle mani che restaurano il legno, alla mente che decifra il mistero... il filo è teso, e domani è un altro giorno.