Fostè Concept Restaurant

Fostè Concept Restaurant �Ristorante
� Aperitivi

❤️
30/08/2026

❤️

30/08/2026

Una grande soddisfazione, l’ennesima conferma di un percorso costruito negli anni attraverso lavoro, ricerca, attenzione e profondo rispetto per il territorio.

Il Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Campianatu 2024 di Tenute Campianatu è stato riconosciuto dalla Guida Completa ai Migliori Vini della Sardegna 2027 di Vinodabere come miglior Vermentino di Gallura ex aequo, ottenendo il massimo punteggio di 100 su 100 e la Standing Ovation, il riconoscimento riservato dalla Guida ai vini che raggiungono i vertici assoluti della valutazione.

Un risultato che assume per noi un significato ancora più importante perché arriva per il secondo anno consecutivo. Anche il Campianatu 2023 era stato infatti premiato con 100 su 100 nella precedente edizione della Guida.

Le uve del Campianatu provengono dai vigneti situati nella località omonima, nel territorio di Arzachena, in una zona particolarmente vocata e prossima al mare. È proprio questo legame con il territorio che cerchiamo di preservare e valorizzare attraverso il nostro lavoro in cantina.

La prestigiosa Guida, curata da Maurizio Valeriani e Antonio Paolini, descrive il Campianatu 2024 come uno straordinario Vermentino capace di esprimere grande fragranza e vivacità, con un quadro olfattivo complesso che spazia dai fiori alla macchia mediterranea, accompagnato da eleganti note agrumate.

Al palato emerge un sorso ricco e avvolgente, caratterizzato da una marcata mineralità, da una piacevole persistenza e da un lieve finale amaricante che contribuisce a definirne ulteriormente il carattere.

Come enologo, considero questo riconoscimento particolarmente significativo perché premia non soltanto il risultato finale, ma anche la nostra idea di vino. Un vino capace di esprimere la propria identità attraverso il territorio da cui nasce, senza perdere eleganza, equilibrio e personalità.

Il Campianatu nasce ad Arzachena, in Gallura, e porta nel bicchiere il carattere di questo luogo, il rapporto con il mare, la mineralità, la macchia mediterranea e la straordinaria vocazione del Vermentino.

Centrare nuovamente il massimo riconoscimento è motivo di grande orgoglio e rappresenta uno stimolo a continuare sulla strada intrapresa, con la stessa passione e la stessa attenzione per ogni vendemmia.

Grazie a Vinodabere, a Maurizio Valeriani e ad Antonio Paolini per questo prestigioso riconoscimento.

Grazie soprattutto a tutta la squadra di Tenute Campianatu e ad Antonello Orecchioni in particolare il cui lavoro quotidiano rende possibile raggiungere risultati come questo.

Vinodabere Winetodrink

29/08/2026
29/08/2026

Il nostro garum al pane carasatu, dopo 30 giorni di fermentazione, è pronto

Nulla da aggiungere. Come sempre, vi aspettiamo al Fostè ♥️
24/08/2026

Nulla da aggiungere. Come sempre, vi aspettiamo al Fostè ♥️

21/08/2026

Spider steak, guardate come l’abbiamo fatto

Un assaggio di seadas, che puoi trovare come pre-dessert nei nostri menù degustazione, da provare. Solo al Fostè
21/08/2026

Un assaggio di seadas, che puoi trovare come pre-dessert nei nostri menù degustazione, da provare. Solo al Fostè

12/08/2026

Così mi immagino l’idea di seadas, un pre-dessert che puoi trovare nei nostri percorsi

Prima era pane e cipolla, adesso… è ancora pane e cipolla. Solo al Fostè
12/08/2026

Prima era pane e cipolla, adesso… è ancora pane e cipolla. Solo al Fostè

06/08/2026

GABRIELE PIGA: DALLA SARDEGNA AL MONDO, CON L’INSEGNAMENTO DI SERGIO MEI NELLE MANI

Prima di essere un cuoco, Gabriele Piga è stato un uomo che ha imparato a resistere.

A lottare, partire, ascoltare, osservare e ricominciare.

Classe 1976, nato a Porto Torres, porta dentro di sé la Sardegna non come una semplice provenienza geografica, ma come una radice profonda. Una terra severa, concreta, orgogliosa, capace di insegnare il valore del silenzio, del lavoro e della materia prima.

«Prima di essere Gabriele Piga, il cuoco, sono stato uno che non ha mai smesso di lottare, imparare, ascoltare e rispettare la materia prima. Sì, la materia prima… il mio sangue che scorre nelle vene, il motivo per cui muoio per essere cuoco».

A diciotto anni lascia Porto Torres.

Non parte per inseguire la fama, ma per imparare il mestiere. Quello vero. Quello che non si costruisce attraverso una fotografia, un titolo altisonante o qualche apparizione pubblica, ma attraverso anni di lavoro, disciplina, errori, sacrifici e confronto quotidiano.

Il suo percorso attraversa Monaco di Baviera, Parigi, Dublino, Istanbul, New York, Shanghai, Londra e Milano.

Città diverse, culture lontane, cucine con linguaggi differenti. Ogni esperienza aggiunge qualcosa alla sua formazione: una tecnica, un sapore, una sensibilità, un modo nuovo di leggere gli ingredienti e il lavoro di brigata.

Ma è a Milano, durante i quattro anni trascorsi nelle cucine del Four Seasons Hotel, che avviene uno degli incontri decisivi della sua carriera.

Quello con Sergio Mei.

SERGIO MEI, IL MAESTRO CHE INSEGNA A PENSARE

Sergio Mei non ha semplicemente insegnato a Gabriele Piga una tecnica o una ricetta.

Gli ha insegnato ad aprire la mente.

Ed è probabilmente questo uno dei più grandi insegnamenti che un maestro possa lasciare a un giovane cuoco: non obbligarlo a diventare una copia, ma offrirgli gli strumenti per costruire una propria identità.

Mei appartiene a quella generazione di cuochi che ha contribuito a dare struttura, autorevolezza e respiro internazionale alla cucina italiana.

Un padre professionale per moltissimi uomini e donne passati dalle sue brigate. Un maestro capace di unire il rigore della grande scuola alberghiera alla conoscenza della cucina regionale, della tecnica classica e del prodotto italiano.

Dal Maestro Sergio Mei, Gabriele Piga comprende che la cucina non può fermarsi all’esecuzione.

Un piatto può essere tecnicamente impeccabile e rimanere vuoto. Può essere elegante, preciso, perfino sorprendente, ma non dire nulla.

La tecnica è fondamentale, ma deve diventare uno strumento al servizio di una visione.

Dietro ogni preparazione devono esistere un pensiero, una storia, una cultura e una responsabilità.

L’insegnamento di Sergio Mei porta Piga a guardare oltre l’apparenza, a non accontentarsi del gesto corretto, a interrogarsi sul senso di ciò che cucina.

Da dove arriva un ingrediente?

Chi lo ha coltivato, allevato o pescato?

Quale territorio rappresenta?

Come può essere trasformato senza essere tradito?

Sono domande che sembrano elementari, eppure una parte della ristorazione contemporanea pare averle dimenticate, troppo occupata a decorare piatti destinati a durare il tempo di una fotografia.

IL RITORNO IN SARDEGNA

Dopo molti anni trascorsi lontano, Gabriele Piga sceglie di tornare nella sua terra.

Non è un ritorno nostalgico.

Non torna per ripetere il passato, ma per restituire alla Sardegna tutto ciò che il mondo gli ha insegnato.

Rientra con un bagaglio internazionale fatto di tecniche, contaminazioni, disciplina, conoscenza delle grandi strutture alberghiere e confronto con culture gastronomiche differenti.

Ma soprattutto torna con una consapevolezza nuova: per essere contemporanei non è necessario rinnegare la propria origine.

Al contrario, più si conosce il mondo, più si comprende il valore della propria terra.

La Sardegna diventa così il centro della sua cucina, osservata però con occhi più maturi. Non un museo immobile di ricette tradizionali, ma un organismo vivo, da studiare, proteggere e accompagnare nel futuro.

LA MATERIA PRIMA COME RESPONSABILITÀ

La cucina di Gabriele Piga nasce dalla materia prima.

Non dal desiderio di stupire a ogni costo. Non dall’ossessione per la spettacolarizzazione. Non dalla ricerca di una modernità artificiale.

Per lui il prodotto è l’inizio e la fine di ogni ragionamento.

La materia prima non è un accessorio da piegare all’ego del cuoco. È qualcosa da comprendere, rispettare e valorizzare.

Questa visione nasce certamente dalla sua terra, ma si rafforza attraverso il percorso internazionale e attraverso l’incontro con Sergio Mei.

Piga guarda al passato con rispetto, ma anche con spirito critico.

Non cerca una cucina nostalgica, ferma nella ripetizione. Vuole prendere ciò che il passato ha lasciato di autentico, studiarlo, comprenderlo e trasportarlo nel presente senza cancellarne l’identità.

È qui che memoria ed evoluzione possono convivere.

La tradizione, quando è viva, non è una gabbia.

È una base dalla quale partire.

UNA CARRIERA COSTRUITA SUL CAMPO

Nel corso della sua carriera Gabriele Piga raggiunge risultati importanti.

Ottiene la medaglia d’argento alle competizioni internazionali di Massa Carrara e raggiunge il punteggio di 19,5 su 20 durante l’esperienza presso il ristorante La Romantica di Parigi.

Negli anni più recenti ricopre il ruolo di Executive Chef presso Mine & Yours e La Bocca, a Lecce.

Oggi è Executive Chef del Ristorante Pentumas, all’interno del consorzio di Puntaldia, nel comune di San Teodoro, in provincia di Sassari.

Un ritorno in Sardegna che chiude idealmente un cerchio, senza interrompere il viaggio.

Perché un cuoco autentico non smette mai di formarsi. Può cambiare ristorante, città, brigata o responsabilità, ma deve continuare a studiare.

Piga indica cinque ingredienti fondamentali della propria cucina: passione, dedizione, studio, rispetto della materia prima e molta, molta cucina.

Non teoria separata dalla pratica.

Non personaggi costruiti lontano dai fornelli.

Molta cucina.

Ore di lavoro, prove, errori, servizio, organizzazione, pressione, responsabilità e presenza quotidiana.

LA MUSICA, IL RITMO, LA CUCINA

Accanto alla cucina, nella vita di Gabriele Piga esiste un’altra presenza costante: la musica.

Una compagna capace di attraversare gli anni, i viaggi e i cambiamenti della sua carriera.

Musica e cucina condividono una struttura invisibile.

Entrambe richiedono ritmo, ascolto, equilibrio, pause e intensità.

Una brigata funziona come un’orchestra. Ogni elemento deve conoscere il proprio ruolo, ma deve anche essere capace di ascoltare gli altri.

Anche questo significa apertura mentale.

Anche questo è uno degli insegnamenti che può nascere dall’incontro con un grande maestro.

L’EREDITÀ DI SERGIO MEI

La storia di Gabriele Piga dimostra che l’eredità di un maestro non si misura dal numero di ricette ripetute dai suoi allievi.

Si misura dalla capacità di generare pensiero.

Sergio Mei ha formato generazioni di professionisti senza chiedere loro di diventare Sergio Mei.

Ha trasmesso rigore, cultura, curiosità, disciplina e libertà mentale.

Gabriele Piga rappresenta uno dei tanti percorsi nati da quella scuola. Un cuoco sardo che ha attraversato il mondo e che oggi torna alla propria terra con una visione più ampia, ma con la stessa convinzione di sempre: senza rispetto per la materia prima, la cucina perde il proprio significato.

«Cucinare non è solo un ruolo. È un modo di lavorare. È una scelta di vita. È mettere il corpo, l’anima, tutto quello che hai, per proteggere qualcosa che senti tuo. Qualcosa che è dentro di te».

In queste parole c’è il senso di una carriera.

Ma c’è anche una verità che il mondo della ristorazione dovrebbe tornare a comprendere.

Essere cuoco non significa semplicemente occupare una posizione.

Significa assumersi una responsabilità.

Verso il prodotto, verso il territorio, verso la brigata, verso gli ospiti e verso i maestri che hanno costruito la strada prima di noi.

Gabriele Piga quella strada continua a percorrerla.
Con la Sardegna nel sangue, il mondo negli occhi e l’insegnamento di Sergio Mei nelle mani.

Un ringraziamento prezioso
a Sergio Mei e Silvano Prada

Indirizzo

Via Roma 22
Siniscola
08029

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30
Martedì 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30
Mercoledì 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30
Venerdì 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30
Sabato 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30
Domenica 08:30 - 14:30
17:30 - 22:30

Telefono

+393933283731

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Fostè Concept Restaurant pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Fostè Concept Restaurant:

Scelte rapide

Condividi

Digitare