03/06/2024
Arezzo, 1.3 milioni di presenze per la Città del Natale
75 mila pernottamenti, aumento del 17% rispetto a un anno fa. Giro d'affari da 20 milioni di euro.
Eravamo in centomila, come a San Siro nella canzone d'antan di Celentano? No, erano un milione, anzi 1,3 milioni, ossia le presenze totali della Città di Natale che ha occupato il centro storico di Arezzo dal penultimo week-end di novembre fino a domenica scorsa, sfruttando la scia dell'ultimo ponte, quello che comprendeva anche l'Epifania. Non è il record, perché eguaglia soltanto quello del 2021, ma da record sono tutti gli altri numeri di un evento extralarge: 75 mila pernottamenti (55 mila negli hotel), con un aumento del 17 per cento rispetto a un anno fa, otto milioni di giro d'affari solo nelle strutture ricettive e 20 milioni totali, almeno secondo le stime. La conferma, insomma, che la Città di Natale aretina resta la principale kermesse delle feste in tutto il centrosud, come evidenziato oggi nella conferenza stampa di bilancio. Dire che i dati avrebbero potuto essere ben più consistenti se di mezzo non ci si fosse messo il maltempo, che ha flagellato implacabile tutti o quasi i weekend prenatalizi, quelli in cui le previsioni erano del pienone e che per metà sono stati frenati dalla pioggia, che inesorabile si ripresentava al sabato o alla domenica. Unica eccezione l'8 dicembre dell'Immacolata Concezione, quando infatti, in una sola giornata, arrivarono almeno in 150 mila, invadendo quasi manu militari tutte le strade e le piazze del centro, calamitati inesorabilmente verso i due principali poli di attrazione: piazza Grande con i suoi mercatini tirolesi, gli unici al di fuori del Trentino-Alto Adige, di gran lunga il luogo più visitato e ambito dai turisti, e il parco del Prato con la Ruota Panoramica, cui si aggiungevano altri banchi di specialità, soprattutto gastronomiche, provenienti dal resto d'Italia. Poi i mercatini tirolesi hanno chiuso per Santo Stefano, ma è bastato quel che rimaneva a favorire un poderoso recupero fra Natale, Capodanno e la Befana: 100 mila presenze il 26 dicembre, altrettante il primo gennaio (in coincidenza con la Fiera Antiquaria), almeno 70-80 mila nel gran finale dell'Epifania. Il traguardo del milione che era stato raggiunto la sera di Natale è stato così abbondantemente superato, con 300 mila presenze fra ultimo scorcio del 2022 e primi giorni del 2023, che hanno consentito di pareggiare i numeri del 2021, ma con un maggior margine economico. Perché l'aumento nel tasso di occupazione di hotel, bed and breakfast e agriturismi significa che chi si ferma, dorme e mangia almeno per 24 ore contribuisce di più al fatturato cittadino rispetto al classico mordi e fuggi, ossia quelli che arrivano la mattina per ripartire la sera e che pure rappresentano ancora oltre il 90 per cento del totale.
Si rivela dunque vincente la scommessa lanciata da Confcommercio nel 2015, prima edizione con i banchi dei tirolesi, poi arricchita nel corso di questi sette anni dal secondo polo del Prato, quello che viene allestito direttamente a cura del Comune. Certo, i mugugni dei puristi restano e anche quelli dei commercianti della zona bassa del centro, che lamentano come i turisti dirottati verso la città alta a loro portino poco e niente. Nè bisogna dimenticare quanti storcono la bocca sull'innesto in piazza Grande, scenario d'arte medioevale e rinascimentale, di banchi che con lo spirito del luogo c'entrano poco e niente. Ma alla fine sono i grandi numeri che contano e quelli danno ragione agli organizzatori: Arezzo, classica meta di nicchia, si è arrampicata con la Città di Natale al trentaseiesimo posto fra i luoghi più visitati d'Italia. Non era mai successo, nonostante tutta la sporcizia, il consumo del territorio e i disagi lasciati dal turismo mordi e fuggi.