05/06/2026
CAPITOLO 3 – LA PERFEZIONE
Stamattina ero nell'orto a raccogliere le zucchine.
Una era lunga, una corta, una storta, una grossa, una sottile.
Le guardavo una dopo l’altra e mi sono accorto che non ce n’era una uguale all’altra.
Nemmeno una.
Eppure erano tutte sane, tutte cresciute bene, tutte perfettamente adatte a essere raccolte.
Poi ho aperto Instagram.
E lì sembra di entrare in un altro mondo.
Corpi perfetti, case perfette, famiglie perfette, vacanze perfette, vite perfette.
Bastano pochi minuti a scorrere e ti viene quasi da pensare che tutti abbiano trovato la formula giusta per essere felici.
Tutti tranne te.
Ma la verità è che la realtà assomiglia molto di più al mio orto che ai social.
Le persone vere hanno paure, fragilità, dubbi.
Hanno giornate storte, fanno errori, si sentono inadeguate.
A volte si perdono.
A volte ricominciano.
E proprio come quelle zucchine, ognuna è diversa dall’altra.
La differenza è che nell’orto nessuno si preoccupa di essere uguale alle altre.
Nessuna zucchina cerca di diventare più lunga, più dritta o più bella per essere accettata.
Noi invece passiamo gran parte della nostra vita a confrontarci.
Con immagini ritoccate.
Con momenti scelti con cura.
Con versioni filtrate della realtà.
E così finiamo per credere che il nostro valore dipenda da quanto riusciamo ad avvicinarci a un ideale che, molto spesso, non esiste nemmeno.
Forse la perfezione non è un traguardo da raggiungere.
Forse è un’illusione che ci distrae da ciò che conta davvero.
Perché mentre inseguiamo ciò che ci manca, rischiamo di non vedere ciò che abbiamo già.
Le nostre qualità.
La nostra storia.
La nostra unicità.
E forse sono proprio le imperfezioni a renderci interessanti.
Sono le cicatrici che raccontano le battaglie affrontate.
Gli errori che ci hanno insegnato qualcosa.
Le fragilità che ci rendono umani.
Per questo, invece di passare la vita a rincorrere una versione perfetta di noi stessi, potremmo imparare ad accoglierci per quello che siamo.
Con i nostri limiti.
Con i nostri difetti.
Con le nostre giornate no.
Con tutto ciò che ci rende autentici.
Perché la vita non ci chiede di essere perfetti.