24/07/2026
FRUTTANTICA. In estate non v’è nulla di più esaltante che passare lungo il filare del frutteto cogliere e mangiare sul posto una buona pesca maturata sulla pianta. Un sapore unico, ben diverso da quelle del supermercato. Un vero peccato che questi sapori di antiche varietà si stia esaurendo. E qui il mio sermone quotidiano, per chi ha la fortuna di possedere un fazzoletto di terra, recuperi un sapore, pianti una di queste antiche varietà, per i prossimi 40 anni quel sapore continuerò a camminare. Verrà il giorno (e avanti di questo passo sarà molto presto) in cui saremo costretti a mangiare solo quello che ci propina il la grande distribuzione alla quale al posto del sapore interessa, la frigoconservazione, il colore, la dimensione, la resistenza all’ammaccamento, e la confezione, dimenticavo e il valore aggiunto! Leggo che i clienti della grande distribuzione trovano antipatica la peluria della pesca, però accettano la buccia dell’Ananas dalla parvenza di peste bubbonica! Condivido totalmente Slow Food e i sermoni che hanno accompagnato la vita del grande Carlo Petrini. Ma fortuna vuole che ci siano in giro per l'Italia parecchi vivai che si adoperano per riprodurre queste profumate pesche d’altri tempi come la pesca ‘Sant’Anna Balducci’ (in foto) una antica varietà a polpa bianca tra le primissime ad esser coltivate nella fantastica Romagna frutticola. Sul finire degli anni 30 fu individuata una mutazione dalla buccia più rossastra, dal profumo intenso ma soprattutto dall’aroma inconfondibile, ciò avvenne in una azienda imolese di nome Balducci dove finì per prenderne il nome. La tenuta di maturazione e molto breve, l’ultima decade di luglio, motivo per il quale è stata soppiantata da nuove varietà, bellissime, autentiche p***o pesche, dure come autentiche bocce da biliardo, peccato che ad ogni morso serve ricorrere dal dentista! E il sapore profumato delle pesche succose? Quello ve lo fate raccontare dal nonno!