Cascina Ovi

Cascina Ovi Ristorante Sardo? No! Il ristorante è sempre aperto su prenotazione per eventi ed occasioni speciali.
(521)

il ristorante DI UN Sardo! 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
🍽️ Cucina sarda contemporanea, ingredienti di prima scelta, tecnica e rispetto per la tradizione
🐟 Pesce fresco ogni giorno 🍷 Vini sardi selezionati
📍 Via Olgia, 11, Segrate

12/10/2026

Sembra che stiamo per andare in ferie… invece è solo la pulizia tra pranzo e cena 🫧
Perché una cucina pulita non è un plus: è la base. ✨

Quando si parla di cibo, si parla anche di salute. ❤️💙

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

09/10/2026

Prima volta a Cascina Ovi per un business lunch? 🍽️

Ecco una selezione di piatti e vini che potrebbe fare al caso tuo.

Perché anche un pranzo di lavoro può diventare un’occasione per dare valore ai propri affari. ❤️💙

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

Un dessert che sorprende al primo assaggio ❤️✨Fragole, crumble, crema al cucchiaio, gel al basilico...e una salsa di pep...
07/10/2026

Un dessert che sorprende al primo assaggio ❤️✨

Fragole, crumble, crema al cucchiaio, gel al basilico...
e una salsa di peperoni che cambia tutto

Assaggialo da Cascina Ovi 📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
Per prenotare ☎️ 02 213 9581

05/10/2026

Una di quelle serate che rimangono nel cuore ❤️💙

Il 3 ottobre Cascina Ovi si è riempita di persone, sapori, brindisi e tanta Sardegna.

Tanti ospiti, tanta energia e soprattutto una bellissima atmosfera che difficilmente dimenticheremo. ✨

Grazie a tutti quelli che ne hanno fatto parte.

Ci vediamo alla prossima. 🥂

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

❤️💙 𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐢 ❤️💙Qui con noi a Cascina Ovi.Anzi, dentro di noi.L'abbiamo assaporata, respir...
05/10/2026

❤️💙 𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐢 ❤️💙

Qui con noi a Cascina Ovi.

Anzi, dentro di noi.

L'abbiamo assaporata, respirata, vissuta, goduta nelle danze e nelle tradizioni, nella capacità di far ridere e commuovere, in ogni piatto e in ogni bicchiere.

Era negli occhi e nelle parole di chi era seduto a fianco a noi: 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐚, 𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢 𝐚 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞.

Faccio fatica a descrivere la mia 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞 per ciascuno di voi.

Non posso che ringraziare chi ha reso possibile tutto questo, dalla cucina alla sala.

Qualcuno ha preso due aerei in dodici ore solo per passare questo momento insieme.

𝐒𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐨.

E non vedo l'ora di organizzare la prossima Serata sarda a Cascina Ovi 🧡

𝐀 𝐬𝐢 𝐛𝐢𝐫𝐢 🫵🏻

Non è il solito calamaro 😏 Ripieno di verdure allo zenzero, servito su specchio di pomodoro agli agrumi ❤️💙Un piatto che...
02/10/2026

Non è il solito calamaro 😏 Ripieno di verdure allo zenzero, servito su specchio di pomodoro agli agrumi ❤️💙

Un piatto che non passa inosservato.

Provalo📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
Per prenotare ☎️ 02 213 9581

🟡 «𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐭𝐚? 𝐔𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞 𝐭𝐚𝐛𝐮̀»  🟡«Il comico è nato con me». Ignazio deligia lo dice con la sicurezza...
01/10/2026

🟡 «𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐭𝐚? 𝐔𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞 𝐭𝐚𝐛𝐮̀» 🟡

«Il comico è nato con me». Ignazio deligia lo dice con la sicurezza di chi ha trovato nella propria storia familiare una spiegazione semplice: suo padre era un comico, lui ne ha ereditato la vena e l'ha portata dentro una vita artistica cominciata a 17 anni, nelle metropolitane d'Europa, cantando in sardo con gli Amakiaus. Da allora sono passati trent'anni, tra canzoni, cabaret, teatro e cinema. Ma sotto le risate è rimasta la stessa Sardegna: quella di Is Mirrionis, della parlata cagliaritana, delle canzoni, delle ballate e di una sensibilità che, da bambino, aveva imparato a proteggere «con un'armatura».

Sabato sera la porterà anche a Cascina Ovi, dove promette di mescolare sardi e milanesi, girare tra i tavoli e improvvisare: «Sarà una Serata sarda esplosiva».

𝑪𝒐𝒎𝒊𝒄𝒐 𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆, 𝒄𝒂𝒃𝒂𝒓𝒆𝒕𝒕𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆: 𝒔𝒆𝒊 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒆𝒅𝒓𝒊𝒄𝒐. 𝑸𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒆𝒔𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒗𝒐?
Avevo 17 anni. Giravo l’Europa, metropolitana dopo metropolitana. Cantavamo nelle stazioni sotterranee, con gli . Le nostre cover in sardo di grandi successi internazionali avevano in sé una vena comica e una malinconica. Ho passato così cinque anni: poi, ho firmato il primo contratto discografico. Abbiamo iniziato a fare pezzi nostri, autografi: e trent’anni dopo non abbiamo ancora smesso. Nasco, dunque, come cantante e autore di canzoni.

𝑬 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒄𝒐? 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒆̀ "𝒏𝒂𝒕𝒐"?
Il comico… è nato con me. Posso dirlo con certezza, dal momento che la questione è genetica: mio padre è stato un bravo comico, con un successo non dico regionale, ma senz’altro provinciale, a Cagliari e dintorni. La vena comica che «mi ha passato» è stato uno dei suoi più grandi doni. D’altra parte, anche come autore di canzoni mettevo, sulla scia di gruppi come gli , un bel po’ di vivacità comica. Credo davvero sia una questione semplice: una questione di DNA.

𝑰𝒍 𝒒𝒖𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆 𝑰𝒔 𝑴𝒊𝒓𝒓𝒊𝒐𝒏𝒊𝒔, 𝒍𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂𝒓𝒊, 𝒍𝒂 𝑺𝒂𝒓𝒅𝒆𝒈𝒏𝒂 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒄’𝒆̀ 𝒅𝒊 𝒄𝒊𝒂𝒔𝒄𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒂𝒓𝒕𝒆?
Parto sempre dal mio quartiere nel quale convivono, come nella stessa comicità, cose che fanno ridere e altre che fanno piangere. Non esistono comici, credo, che non vivano, magari nascosta, una qualche forma di malinconia. Io stesso la esprimo, qualche volta, negli spazi tra una risata e l’altra: mi viene in mente, per esempio, il nostro brano “Innoghe”, che in sardo significa «qui». Racconta la storia di un uomo che, espatriato in continente, sogna di tornare in Sardegna a terminare i suoi giorni. Sarei stato lo stesso comico se non fossi sardo, se non fossi cagliaritano? Non lo so, lo dico sinceramente. Ma qualcosa di profondamente casteddaiu in me rimane: non avrei bisogno, per esempio, di cambiare leggermente la mia parlata per farmi capire o di passare decisamente all’italiano quando mi esibisco nel nord dell’isola.

𝑳𝒊𝒏𝒈𝒖𝒂 𝒄𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂𝒓𝒊𝒕𝒂𝒏𝒂 𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂𝒕𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒆 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒕𝒊: 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂 𝒕𝒓𝒂 𝒍’𝒖𝒏𝒂 𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒕𝒆?
La parlata cagliaritana, melodiosa e cantilenante, si presta alla comicità. Quando scrivo qualcosa di struggente – una canzone, una ballata – passo invece al sardo logudorese: sulla scia dei Tazenda sulla scia dei Piero Marras.

𝑪’𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒕𝒂𝒃𝒖̀ 𝒔𝒖𝒍 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒆̀ 𝒎𝒆𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒄𝒉𝒆𝒓𝒛𝒂𝒓𝒆?
Molti sardi sono particolarmente sensibili su un tema particolare: la bellezza del nostro mare. Meglio non avventurarsi in paragoni, nemmeno positivi, con il mare di altri luoghi. Conosco diverse persone che non li prenderebbero bene per niente.

𝑬 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒖𝒍𝒕𝒊𝒎𝒊 𝒅𝒊𝒆𝒄𝒊 𝒂𝒏𝒏𝒊? 𝑪𝒉𝒊𝒂𝒎𝒊𝒂𝒎𝒐𝒍𝒐, 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒄𝒊, “𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐”: 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒉𝒂 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒎𝒆𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆?
Per nulla, direi. Non ho tabù e, di contro, non amo la volgarità. Invece, la nuova sensibilità può rappresentare una limitazione per quei comici – ce ne sono parecchi - che provano a imitare stile e stilemi degli stand-up comedians americani. Ma in sardo quel tipo di comicità, ne sono convinto, non funziona. Non funzionava neppure prima, intendo, di questo cambio culturale. C’è un’espressione sarda che possiamo usare nei confronti di costoro che, parafrasando Renato Carosone, «vogliono fare gli americani», ed è «Ses tocchendi pisci e carinu», ovvero all'incirca «Stai mettendo le mani nel posto in cui sto pescando io». Come dire: stai uscendo dai binari.

𝑸𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒖𝒕𝒂 𝒕𝒊 𝒉𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒓𝒆 «𝒂𝒄𝒄𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊, 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒍’𝒂𝒗𝒓𝒆𝒊 𝒗𝒐𝒍𝒖𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒐»?
Le battute dei comici sono un po’ come le barzellette e un po’ come le canzoni popolari: difficilmente hanno un autore individuale e specifico, difficilmente hanno un copyright. Ci sono battute che mi hanno colpito: le ho fatte mie, le ho reinterpretate. Sono diventate mie a tutti gli effetti, alla fine.

𝑪𝒐𝒎’𝒆𝒓𝒊 𝒅𝒂 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒐?
Ignazio bambino era… il capo dei casinisti. Ma attenzione: anche questa è una maschera, o meglio un’armatura, uno schermo. Avevo una sensibilità peculiare e dovevo difenderla.

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆?
Deligia attore è… un soldatino. Faccio quanto la regia e la produzione mi chiedono. Per “La vita va così” mi hanno chiesto se volessi fare il sindaco o il carabiniere: «Il sindaco» ho risposto. «Sarai allora il carabiniere» hanno ribattuto. Così è stato, con mia soddisfazione.

𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕’𝒖𝒍𝒕𝒊𝒎𝒂 𝒇𝒓𝒂𝒔𝒆 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒖𝒈𝒏𝒐: 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒕𝒓𝒖𝒄𝒄𝒐?
Uno solo: divertirsi sempre in quello che si fa. Da “carabiniere” mi sono, in effetti, molto divertito.

𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒊 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒔𝒂𝒃𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂 𝑺𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂 𝑺𝒂𝒓𝒅𝒂? 𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒊𝒓𝒂𝒊 𝒊𝒍 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂 𝑶𝒗𝒊?
Preparatevi: il mix di milanesi e sardi è potenzialmente esplosivo, dal punto di vista comico. Giocherò probabilmente su questo. Coinvolgerò tutti, girerò tra i tavoli. Annuserò l’aria, capterò l’atmosfera e improvviserò. Sono sicuro che sarà tutto splendido.

Delicato nell'aspetto. Deciso nel gusto ❤️💙Turbante di orata alle erbe in guazzetto di mare.Semplicità apparente, grande...
30/09/2026

Delicato nell'aspetto. Deciso nel gusto ❤️💙

Turbante di orata alle erbe in guazzetto di mare.

Semplicità apparente, grande carattere nel piatto ✨

Provalo da Cascina Ovi📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
Per prenotare ☎️ 02 213 9581

𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐚” 𝐬𝐚𝐫𝐝𝐚? Per scoprirlo siamo andati a 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐮 𝐋𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐠𝐢𝐮, dove 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐌𝐮𝐫𝐚 ha creato 𝐒𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐚𝐝𝐨𝐫𝐚,...
29/09/2026

𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐚” 𝐬𝐚𝐫𝐝𝐚?

Per scoprirlo siamo andati a 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐮 𝐋𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐠𝐢𝐮, dove 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐌𝐮𝐫𝐚 ha creato 𝐒𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐚𝐝𝐨𝐫𝐚, un affittacamere olistico nato dal suo percorso personale e dalla sua profonda relazione con la natura.

Ci ha raccontato di quando ha cominciato a comprendere la propria sensibilità, del 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐡𝐨𝐢, delle erbe medicinali, della medicina tradizionale sarda tramandata lungo una linea femminile e del significato che lei stessa attribuisce alla parola «magia».

Questo sabato sera (3 ottobre 2026) sarà ospite di Cascina Ovi per la nostra 𝐒𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚. Occasione nella quale, promette, rivelerà qualche suo segreto.

𝑪𝒉𝒊 𝒆̀ – 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒊𝒏𝒄𝒊𝒑𝒊𝒐! – 𝑴𝒐𝒏𝒊𝒄𝒂 𝑴𝒖𝒓𝒂?
Fin da bambina, amavo osservare i fiori, le piante e le erbe; fin da bambina, mi ritagliavo del tempo da passare sola in natura. Ancora oggi amo conoscere ciò che abita in noi, a quel livello profondo che possiamo definire emozionale e spirituale. Sono convinta che per vivere bene con noi stessi e con gli altri sia fondamentale conoscerci profondamente. Così nasce il mio mondo e anche Sa Sanadora è figlia di tutto questo.

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆?
La mia sensibilità ha iniziato a svilupparsi consapevolmente quando mi sono avvicinata al metodo Mushoi, nel 2019. Da qui è iniziato un nuovo cammino, un nuovo percorso. Ma già prima, ricordo, avevo un mondo tutto mio: avevo una sensibilità peculiare, sapevo di possedere una capacità travolgente di percepire, anzi sentire, le emozioni degli altri. Un’empatia quasi esagerata: sentivo, in qualche modo misterioso ma reale, non solo quello che provavano gli altri, ma anche il loro corpo e i loro pensieri. Il metodo Mushoi ha poi agito su tante parti di me, risvegliandole.

𝑰𝒏 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒐?
La parola significa, in giapponese, «senza paura» o «con coraggio». È un metodo di guarigione energetica emozionale che si basa sull’apertura del cuore e della mente. Questi due fattori devono essere uniti. Il Mushoi individua gli elementi di disarmonia del nostro sistema energetico, nati a causa di emozioni bloccate o avvenimenti traumatici che non abbiamo superato. Il Mushoi trasforma questa disarmonia, questo dolore – grazie al potere della comprensione, grazie alle frequenze vibrazionali e grazie a una connessione diretta con i chakra principali – in energia positiva e nuova.

𝑬̀ 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝑴𝒐𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒊 𝒉𝒂… 𝒎𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐?
Sì, proprio così. Al metodo Mushoi ho scelto di integrare la medicina popolare e tradizionale sarda: questo mi permette di unire alle frequenze Mushoi quelle delle erbe medicinali.

𝑸𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒐 𝑴𝒖𝒔𝒉𝒐𝒊 𝒅𝒐𝒏𝒂 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊𝒔𝒊𝒓𝒆? 𝑶 𝒔𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒇𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒉𝒊, 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒐𝒅𝒐, 𝒄𝒆 𝒍'𝒉𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒔𝒆́?
Solo chi è in grado di agire con il cuore può maneggiare davvero il metodo Mushoi. Occorre il coraggio di unire mente e cuore. E serve fiducia nel fatto che il metodo funzioni.

𝑬 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒂? 𝑬̀ 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐? 𝑶 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒊? 𝑶 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒊?
Tutte le medicine tradizionali si tramandano. Avviene così da sempre: la medicina condivide questa particolarità con gli antichi rituali e con l'antica sapienza. D'altra parte, la medicina popolare della mia isola ha tanto in comune con quelle del resto del mondo e in particolare con le altre medicine tradizionali mediterranee. In Sardegna la trasmissione avviene passando per una linea di sangue. La linea è femminile: passa dalla donna più anziana alla donna più giovane. Chi tramanda questa conoscenza sceglie l'altra persona come portatrice. Anche a me è stata tramandata per linea di sangue.

𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐, 𝒅𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆, 𝒅𝒆𝒇𝒊𝒏𝒊𝒓𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒂?
Certo. Che cos'è la magia, se non la profonda connessione con il nostro essere autentico e con il nostro cuore? È il risultato del contatto con la nostra parte più profonda e quindi - perché è tutto collegato - con il mondo, con la natura e con la terra. Siamo in grado di avere una buona relazione con il mondo e con la natura solo se altrettanto buona è la nostra relazione con noi stessi, con il nostro spirito.

𝑻𝒊 𝒆̀ 𝒎𝒂𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒂𝒕𝒂, 𝒅𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒆𝒈𝒂 (𝒆̀ 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒇𝒊𝒏𝒊𝒓𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒊̀?), 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒄𝒍𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆? 𝑬 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒉𝒆, 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆, 𝒔𝒆𝒊 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂 𝒂 𝒔𝒐𝒅𝒅𝒊𝒔𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒂?
«Strega» è uno dei nomi con i quali sono state chiamate le donne a contatto con il loro potere personale. Pertanto, sì: porto anche questo nome, me lo porto come un abito, benché io non ami le definizioni. Mi sarà forse capitato di declinare richieste d'aiuto: quando vedevo, nella persona che si rivolgeva a me, poca fiducia nelle proprie capacità. Io stessa, all'inizio del mio percorso, sentivo un grande bisogno di aiuto e di guida. Conosco, dunque, la sensazione di vedersi rifiutato un aiuto che tanto si desidera: ma poi ho imparato una lezione più grande, che quel rifiuto poteva insegnarmi la fiducia in me stessa, in quelle parti di me risolute, forti, sensibili e intuitive. Senza l'ascolto di queste parti di noi è impossibile essere autosufficienti. Mi conosco, ormai, in profondità: so che posso fidarmi di me stessa. Insegno la stessa cosa anche agli altri. Ecco perché mi è capitato di rifiutare piccole richieste: ho preferito guidare quelle persone verso la capacità di ascoltare se stesse. Sono certa che vi siano situazioni che si possono risolvere contro ogni speranza: magari, in futuro, potrò raccontare anche qualche esempio di questo tipo.

𝑨𝒏𝒄𝒉𝒆 𝑺𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒂𝒅𝒐𝒓𝒂, 𝒍'𝑨𝒇𝒇𝒊𝒕𝒕𝒂𝒄𝒂𝒎𝒆𝒓𝒆 𝑶𝒍𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒖 𝑳𝒖𝒔𝒔𝒖𝒓𝒈𝒊𝒖, 𝒆̀ 𝒖𝒏'𝒆𝒔𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆? 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝒕𝒖𝒐𝒊 𝒐𝒔𝒑𝒊𝒕𝒊?
Sì, Sa Sanadora è un'espressione di questa mia missione. Il progetto è nato dal mio percorso di crescita personale: sono stata, in qualche modo, guidata in un luogo a me sconosciuto a fare qualcosa che non avevo mai fatto. Ho poi fatto la scoperta che era un'estensione del mio sogno. Anzi, ne ho avuto la conferma. Gli ospiti trovano da me un luogo di pace e di ascolto, nel quale possono stare a contatto con se stessi. Un luogo in cui possono staccare dalla loro quotidianità, spesso soffocante. Alcuni cercano e trovano riposo, altri intuizioni, altri una verità magari scomoda, altri consapevolezza, altri ancora sogni, energia, coraggio.

𝑪𝒐𝒏 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 𝒆 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂, 𝒄𝒐𝒏 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂 𝑶𝒗𝒊, 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒆̀ "𝒔𝒄𝒂𝒕𝒕𝒂𝒕𝒐"? 𝑪𝒉𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒆 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐? 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒕𝒊 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒍𝒆𝒓𝒂𝒊 𝒊𝒍 3 𝒐𝒕𝒕𝒐𝒃𝒓𝒆?
Con loro c'è subito stato una sorta di colpo di fulmine. L'incontro, quel giorno d'aprile a Seulo, è stato davvero magico: abbiamo subito trovato una connessione speciale. Poco tempo dopo sono venuti a trovarmi al B&B. Quando mi hanno proposto di partecipare alla serata di sabato, ho accettato con entusiasmo.

𝑪𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒍𝒆𝒓𝒂𝒊, 𝒊𝒏 𝒐𝒄𝒄𝒂𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂 𝑺𝒂𝒓𝒅𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒐 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐?
Magari sì: qualcosa sulle piante, sul loro potere, sulla loro capacità di armonizzare le nostre emozioni. Sarà una bella scoperta.

28/09/2026

Un wrap di pesce spada, ma fatto a modo nostro 🌯🐟

Adagiato su pomodoro, olive e melanzana, in una preparazione che richiama la caponata ✨

Poi zest di limone e olio al basilico a completare il piatto ❤️💙

Vieni a provarlo ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

Indirizzo

Via Olgia, 11
Segrate
20090

Orario di apertura

Martedì 12:30 - 14:30
19:30 - 23:45
Mercoledì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Giovedì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Venerdì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Sabato 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Domenica 12:30 - 14:30

Telefono

+39022139581

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Cascina Ovi pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Cascina Ovi:

Scelte rapide

Condividi