14/05/2026
❤️ «𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞: 𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢» ❤️
Roberto Matta, voce e frontman dei "Just Pino", si racconta ai nostri "microfoni": si esibirà a Cascina Ovi sabato 23 maggio e sabato 27 giugno 2026, due degli appuntamenti de "La clamorosa estate di Cascina Ovi", omaggiando Pino Daniele.
Roberto Matta parla della voce che lo ha reso celebre, della nascita dei , dell’eredità musicale di Pino Daniele e di come nasce un omaggio che va ben oltre la semplice cover band.
𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞 «𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞»: 𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢?
Erano gli anni '80, facevo musica da non troppo tempo: Pino Daniele era già un grande della scena italiana, ma non era ancora il faro del mio personale pantheon. Ai tempi di "Nero a metà" e "Vai mo'" mi capitava di canticchiare - distrattamente, magari in macchina - qualche sua canzone: chi era con me riscontrava, con mia sorpresa, una somiglianza tra la voce mia e quella di Pino. Passano vent'anni, arriva il nuovo millennio: nei primi Duemila mi ritrovo a provare con amici che, a tutti i costi, vogliono farmi cantare "Napul'è" e "Quanno chiove", al grido: «Le vostre voci sono uguali».
𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞, 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 "𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞" 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨? 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚?
Inverno 2016-17: transito in una saletta dove stavano suonando alcuni amici. Entro, li saluto. Il tastierista (uno bravo: seguiva i Ricchi e Poveri) sta facendo un tributo ai Beatles. Il microfono è acceso. Ed è libero. Mi metto a cantare, lui mi segue: «Impressionante», mi dice. «La tua voce è uguale alla sua», L'idea del tributo nasce lì e lì nasce la "A me me piace 'o blues" Band. A questo progetto dedico tutto: il mio talento e il mestiere appreso e migliorato in anni di musica. Anche a me, come a Pino, piace cantare con la chitarra in mano. No, non voglio fare paragoni, naturalmente: lui resta di un altro pianeta. Ma voglio sottolineare che è così che, oltre all'omaggio, riesco a introdurre un elemento di originalità: la musica di Pino diventa, in qualche misura, anche la mia musica.
𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒑𝒓𝒆𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 (𝐬𝐞𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞): 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆?
Questa è una buona domanda. Il segreto è semplice: io non imito Pino Daniele. Pino Daniele, tra l'altro, ha sempre dichiarato di non amare la propria voce, in effetti molto lontana dalla stereotipica profondità blues. Eppure, per una di quelle vie misteriose che talvolta ci riserva il destino, è stata proprio la voce a diventare il suo marchio di fabbrica. La mia voce non assomiglia alla voce di Pino Daniele tout court: assomiglia, semmai, alla voce di Pino Daniele degli anni '80. prima dei problemi cardiaci. Di due cose sono, in ogni caso, orgoglioso: sono in grado di trasmettere emozioni e nessuno - neppure i napoletani! - mi ha mai "accusato" di imitare Pino Daniele.
𝐒𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞, 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞?
Una sola? Sei crudele: ne vorrei fare milioni! Ma accetto le regole del gioco: gli chiederei se l'omaggio della nostra cover band gli faccia piacere e gli chiederei, umilmente, il permesso di continuare.
𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐜𝐢 𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐉𝐮𝐬𝐭 𝐏𝐢𝐧𝐨.
Ancora una volta, accetto le regole del gioco. Facciamo finta di essere sul palco, d'accordo? Il cantante prende il microfono, indica uno a uno i membri della band e scandisce: «𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐢 al , pianista straordinario (lo dico in virtù del mio orecchio molto educato) e grande arrangiatore in stile jazz dei pezzi di Pino Daniele. Candido Mormile alla chitarra: altro grande musicista, eclettico e geniale, unico napoletano della formazione (che talvolta ci corregge il dialetto). 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐞𝐥𝐥𝐢 al basso, con il quale avevo già collaborato in passato e con il quale è un onore esserci sorprendentemente ritrovati: è un vero talento del jazz. Mauro Colangelo alla batteria, cui devo l'invito a partecipare a questo progetto, altro straordinario musicista e arrangiatore, con un gusto musicale in grado, come i grandi batteristi di Pino Daniele, di fare la differenza. Alla voce, chi vi parla: Roberto Matta».
𝐏𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨: 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢?
Altra domanda molto cattiva: quanti ne inviterei, che fatica sceglierne uno solo! Mi facilito il compito escludendo tutti gli artisti anglofoni: sarebbe troppo faticoso per il mio inglese scolastico reggere un'intera cena. Rinuncio dunque a invitare due dei miei miti assoluti, Mick Hucknall dei Simply Red e Charles Roger Pomfret Hodgson dei Supertramp. Scelgo allora un componente della band di Pino Daniele: Tullio De Piscopo è un grande narratore e una fonte infinita di aneddoti. Allora, quando organizziamo?
𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥 𝐝𝐮𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚? 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜'𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞?
Faccio emergere, per rispondere, il Roberto Matta chitarrista: cito dunque Pat Metheny, che tra l'altro sarebbe stato un altro ottimo candidato per la cena di cui alla domanda precedente, al netto della sua incomprensibile pronuncia americana. Ho visto, credo, almeno dieci dei suoi concerti: un gigante. Poi, indimenticabile il duetto con Giorgia. Quanto mi sarebbe piaciuto vedere un concerto di Pino e Lucio Dalla insieme...
𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞? 𝐄 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚?
Con Pino succede una cosa curiosissima: mi posso definire un esperto della sua musica, eppure scopro continuamente suoi brani inediti, che spuntano magicamente dalla sua produzione sterminata. Anche per questo, per me, è impossibile parlare di Pino al passato. Aggiungo che anche i suoi pezzi più apparentemente commerciali, quelli bistrattatissimi degli ultimi dischi, sono di un livello tecnico e musicale strepitoso.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐎𝐯𝐢 (𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐝𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞, 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨)? 𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚?
Lo scopriremo! Ma posso già dire che la prospettiva mi emoziona. Sarà l'esordio di questo progetto e metterò in campo tutta la mia esperienza. E, cosa più importante, la mia passione. Suono spesso nei ristoranti e la cosa mi piace: sono sicuro che a Cascina Ovi mi sentirò a casa. Sarà bello trasmettere al pubblico della Cascina, che mi dicono caldissimo e musicalmente colto, l'emozione di cantare e suonare Pino Daniele.