Cascina Ovi

Cascina Ovi Ristorante Sardo? No! Il ristorante è sempre aperto su prenotazione per eventi ed occasioni speciali.
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il ristorante DI UN Sardo! 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿
🍽️ Cucina sarda contemporanea, ingredienti di prima scelta, tecnica e rispetto per la tradizione
🐟 Pesce fresco ogni giorno 🍷 Vini sardi selezionati
📍 Via Olgia, 11, Segrate

Morbida. Succosa. Avvolgente. 🐟La ventresca di tonno è il taglio che conquista al primo assaggio ✨La scottatura è delica...
27/05/2026

Morbida. Succosa. Avvolgente. 🐟

La ventresca di tonno è il taglio che conquista al primo assaggio ✨

La scottatura è delicata, studiata per lasciarla quasi cremosa nel cuore, mentre la salsa ponzu aggiunge quella nota agrumata che accende ogni boccone 💡

È un equilibrio sottile tra carattere e leggerezza ✅

Un piatto per chi sa riconoscere la qualità, senza bisogno di troppe parole.

Ti aspettiamo da Cascina Ovi 📍Via Olgia, 11, Segrate (MI)
Prenota il tuo tavolo ☎️ 02 213 9581

🎶 «𝐀𝐢 𝐍𝐨𝐦𝐚𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐨» 🎶Cinque voci, altrettanti strumenti, tanti anni di storia e un solo obiettiv...
26/05/2026

🎶 «𝐀𝐢 𝐍𝐨𝐦𝐚𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐨𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐨» 🎶

Cinque voci, altrettanti strumenti, tanti anni di storia e un solo obiettivo: trascinare il pubblico con la musica dei Nomadi. La Corpo Estraneo Nomadi Tribute Band tappa, nel loro "Un amore che non può finire tour" anche qui in via Olgia, nell'ambito della clamorosa estate di Cascina Ovi.

Per presentare la grande serata di sabato 6 giugno, abbiamo scelto la formula dell'intervista collettiva: una domanda e una risposta per ciascun musicista, più due quesiti ai quali tutti i componenti della band hanno risposto con una sola voce.

Appunto: come un coro.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑳𝒖𝒄𝒂 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒂𝒕𝒊 (𝒗𝒐𝒄𝒆) - 𝑳𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒄𝒆𝒏𝒏𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒊𝒕𝒂̀. 𝑻𝒖 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒊 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅𝒊 “𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆” 𝑨𝒖𝒈𝒖𝒔𝒕𝒐 𝑫𝒂𝒐𝒍𝒊𝒐 𝒐 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒍𝒐 𝑺𝒂𝒄𝒄𝒐 𝒆 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒊 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒐?

Senz'altro provo a evitare questo rischio! Anche perché imitare le loro voci, oggettivamente inimitabili, sarebbe peggio che irrispettoso: sarebbe inutile. Nei brani metto, invece, la mia anima: so bene che cantare canzoni che hanno fatto la Storia del nostro Paese è una grande responsabilità. Una responsabilità grande come l'emozione e l'onore che porta con sé.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑺𝒊𝒎𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒄𝒖 (𝒄𝒉𝒊𝒕𝒂𝒓𝒓𝒂) - “𝑫𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒐”, “𝑰𝒐 𝒗𝒂𝒈𝒂𝒃𝒐𝒏𝒅𝒐”, “𝑼𝒏 𝒑𝒖𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂”: 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆 𝒂 𝒎𝒆𝒎𝒐𝒓𝒊𝒂. 𝑴𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒊𝒍 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒊𝒕𝒂𝒓𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒏𝒐𝒕𝒂 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒕𝒊 𝒇𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒛𝒛𝒊𝒓𝒆?

C'è una cosa, nei Nomadi, che mi ha sempre colpito: provate ad andare oltre l'apparente semplicità e troverete una cura dei dettagli musicali semplicemente clamorosa. Io sono cresciuto con le loro canzoni: il mio amore per la chitarra nasce proprio grazie a loro. I pezzi cui la domanda fa riferimento sembrano semplici, quasi immediati, ma a un'analisi più attenta ecco che si coglie come una frase di chitarra o un piccolo assolo diventino fondamentali per l’identità del pezzo. Nei Nomadi ogni nota ha un senso, ogni nota è pregnante: non esiste vuoto virtuosismo; lo sacrificano per due elementi ben più importanti: donare emozioni e servire la canzone. Questa, proprio questa è la cosa che, di loro, mi fa impazzire.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑬𝒎𝒊𝒍𝒊𝒐 𝑰𝒛𝒛𝒊 (𝒕𝒂𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆) - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒖𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆, 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 𝒍𝒊𝒕𝒖𝒓𝒈𝒊𝒄𝒐, 𝒑𝒖𝒓 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊. 𝑳𝒆 𝒕𝒂𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒕𝒎𝒐𝒔𝒇𝒆𝒓𝒂 𝒔𝒐𝒔𝒑𝒆𝒔𝒂. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂, 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒕𝒆, 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂?

Nei Nomadi, il non detto è fondamentale. Spesso, le tastiere non "servono" a stare in primo piano, ma a creare proprio questa loro atmosfera sospesa, in grado di accompagnare il testo senza invaderlo. È proprio quello spazio tra le note, quei suoni tenuti, che fanno arrivare le emozioni. Ecco perché, soprattutto dal vivo, cerco di non turbare questo equilibrio: suonare quello che serve… e lasciare respirare la musica.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒆𝒍𝒆 𝑹𝒂𝒅𝒊𝒄𝒆 (𝒃𝒂𝒔𝒔𝒐) - 𝑴𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒊 𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊, 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒂𝒕𝒊 𝒔𝒊 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒓𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒃𝒂𝒔𝒔𝒐 𝒔𝒊𝒂 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂. 𝑸𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒃𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒍𝒊𝒗𝒆 𝒊𝒏 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂, 𝒅𝒂 𝒃𝒂𝒔𝒔𝒊𝒔𝒕𝒂, 𝒕𝒊 𝒇𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆: «𝑸𝒖𝒊 𝒄’𝒆̀ 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊»?

I bassisti che si sono succeduti nei Nomadi hanno sempre avuto lo stesso approccio: linee di basso a servizio delle canzoni. Un approccio che condivido e cerco, a mia volta, di attuare. I brani per me più interessanti? Tra quelli nella nostra scaletta a Cascina Ovi dico "Naracauli" dal punto di vista armonico e nell’utilizzo di rivolti; "Gordon" per l’aspetto ritmico.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒂 𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑹𝒂𝒅𝒊𝒄𝒆 (𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂) - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒖𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒓𝒊𝒕𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆: 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒏𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆, 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆, 𝒎𝒂𝒊 “𝒗𝒊𝒓𝒕𝒖𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂”, 𝒎𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆. 𝑫𝒂 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒊𝒔𝒕𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒍 𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒍𝒆? 𝑹𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒆𝒅𝒆𝒍𝒊 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆? 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 “𝒎𝒐𝒅𝒆𝒓𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒍𝒐” 𝒕𝒓𝒐𝒑𝒑𝒐? 𝑨𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂?

La vera sfida, dal mio punto di vista, è riuscire a cogliere tutti i dettagli tecnici e interpretativi che Daniele Campani (batterista dei Nomadi dal 1990 al 2023) ha portato nei brani di questo gruppo straordinario, soprattutto dal vivo. Attenzione: per «tutti» intendo «tutti davvero». Parliamo di sfumature che magari il pubblico non percepisce subito, ma che fanno enorme differenza nel , nella dinamica e nell’energia di un brano. Il bello è proprio cercare di riportare quei dettagli sul palco insieme ai miei compagni di gruppo: non solo suonare le canzoni, ma trasmettere quello spirito, quell’intensità e quella precisione che hanno sempre caratterizzato i Nomadi. È la cosa più bella, dicevo. E, insieme, è la cosa più difficile.

𝑷𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒂 - 𝑰 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒐𝒄𝒉𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒆 𝒃𝒂𝒏𝒅 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒑𝒊𝒂𝒛𝒛𝒆, 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊: 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒊, 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒐𝒓𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒗𝒂𝒔𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒍𝒈𝒊𝒂, 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒊𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊. 𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒗𝒐𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒛𝒐𝒏𝒊, 𝒐𝒈𝒈𝒊, 𝒇𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒎𝒂𝒍𝒆… 𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆?

La risposta è semplice: i Nomadi "funzionano" perché le loro canzoni sono vere. Parlano di cose semplici ma profonde: amicizia, vita, perdita, speranza… temi che toccano tutti, a qualsiasi età. I loro testi fanno male, è vero: e fanno, è vero anche questo, altrettanto bene. Perché sono incredibilmente attuali, raccontano (anzi: hanno fatto!) pagine importanti della storia del nostro Paese. Il "trucco"? Paradossalmente, l'assenza di ogni trucco: non sono canzoni costruite per piacere a tutti i costi, ma se arrivano, arrivano dritte, senza filtri. Spesso ti entrano dentro. In tutti gli altri casi, ti lasciano comunque un segno potente.

𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒍𝒍𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒂 - 𝑻𝒂𝒗𝒐𝒍𝒊 𝒊𝒎𝒃𝒂𝒏𝒅𝒊𝒕𝒊, 𝒖𝒏 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒖𝒏 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂: 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒂̀ 𝒔𝒖𝒐𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂 𝑶𝒗𝒊?

Sarà, siamo convinti, una situazione particolare e bella. L'ambiente e l'atmosfera ci porteranno a suonare in modo più raccolto e più attento. Non ci limiteremo a fare musica: proveremo a contribuire alla costruzione di questa stessa atmosfera, mentre le persone vivono la loro serata. Sarà proprio questo il bello: entrare in punta di piedi… e accompagnare quel momento.

25/05/2026

Quanti sacrifici facciamo noi ristoratori? ✨

Giorni lunghi.
Feste saltate.
Momenti persi con la famiglia.

Dietro a ogni piatto c’è molto più di quello che si vede ❤️

E voi colleghi, voi come la vivete? ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581

Uno degli articoli più belli che abbiano scritto ultimamente su di noi
24/05/2026

Uno degli articoli più belli che abbiano scritto ultimamente su di noi

Alle porte di Milano, dove il fermento della metropoli lascia spazio alla quiete di un borgo che sembra sospeso nel tempo, sorge Cascina Ovi. Questo luogo non è semplicemente un ristorante, ma un progetto di vita dove la Sardegna viene raccontata attraverso la passione di Francesco

22/05/2026

Parliamo di tempi di attesa ⏳

Fino a che punto sono accettabili? 🤔

Attesa per lavorazione → giusta ⏱️
Attesa per errore di servizio → no ❌

Ci sono piatti che richiedono tempo e clienti che hanno esigenze diverse ✅

Ma il servizio deve sempre essere chiaro!

Ti è mai successo?
Raccontami la tua esperienza ⬇️

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20/05/2026

Pulled pork? No ❌

Per noi sono sfilacci di spalla affumicata ❤️💙

4 giorni di marinatura con cipollotto, carote, aji amarillo e mela verde.
4,5 ore di affumicatura, una notte di cottura 🔥

E poi riposo e sfilacciatura ✨

Serviti con bun al vapore, crema di carota e un filo di olio verde ✅

Vieni a scoprirlo! ⬇️

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)
☎️ 02 213 9581


Allora,  faccio bene ad arrabbiarmi? 😡😠🤬Link all'articolo nei commenti ⤵️
19/05/2026

Allora, faccio bene ad arrabbiarmi? 😡😠🤬
Link all'articolo nei commenti ⤵️

18/05/2026

Tornano gli eventi di Cascina Ovi ❤️💙

Dal 21 maggio riparte il giovedì più richiesto della zona .experience🍸🔥

A seguire eventi con musica live, tributi, jazz, special guests…
fino alla grande festa sarda del 12 settembre 👀

Quest’estate non puoi mancare!
Prenota ora ➡️ ☎️ 02 213 9581

📍 Via Olgia, 11, Segrate (MI)

Il caso è scoppiato 😱
17/05/2026

Il caso è scoppiato 😱

Sta circolando rapidamente sui social il video pubblicato da Francesco Rizzo, ristoratore cagliaritano residente a Segrate e volto noto online, che riaccende il dibattito sulla continuità territoriale aerea… un tema che torna sotto i riflettori proprio nei primi mesi di applicazione del nuovo sis...

15/05/2026

SONO STATO TRUFFATO ⚠️

Fate attenzione a queste situazioni!
Ora aspetto delle spiegazioni pubbliche da Aeroitalia !!! 🤬

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❤️ «𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞: 𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢» ❤️Roberto Matta, voce e frontman dei "Just Pino", si rac...
14/05/2026

❤️ «𝐈𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐢𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞: 𝐥𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢» ❤️

Roberto Matta, voce e frontman dei "Just Pino", si racconta ai nostri "microfoni": si esibirà a Cascina Ovi sabato 23 maggio e sabato 27 giugno 2026, due degli appuntamenti de "La clamorosa estate di Cascina Ovi", omaggiando Pino Daniele.

Roberto Matta parla della voce che lo ha reso celebre, della nascita dei , dell’eredità musicale di Pino Daniele e di come nasce un omaggio che va ben oltre la semplice cover band.

𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞 «𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞»: 𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢?
Erano gli anni '80, facevo musica da non troppo tempo: Pino Daniele era già un grande della scena italiana, ma non era ancora il faro del mio personale pantheon. Ai tempi di "Nero a metà" e "Vai mo'" mi capitava di canticchiare - distrattamente, magari in macchina - qualche sua canzone: chi era con me riscontrava, con mia sorpresa, una somiglianza tra la voce mia e quella di Pino. Passano vent'anni, arriva il nuovo millennio: nei primi Duemila mi ritrovo a provare con amici che, a tutti i costi, vogliono farmi cantare "Napul'è" e "Quanno chiove", al grido: «Le vostre voci sono uguali».

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞, 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 "𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞" 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨? 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚?
Inverno 2016-17: transito in una saletta dove stavano suonando alcuni amici. Entro, li saluto. Il tastierista (uno bravo: seguiva i Ricchi e Poveri) sta facendo un tributo ai Beatles. Il microfono è acceso. Ed è libero. Mi metto a cantare, lui mi segue: «Impressionante», mi dice. «La tua voce è uguale alla sua», L'idea del tributo nasce lì e lì nasce la "A me me piace 'o blues" Band. A questo progetto dedico tutto: il mio talento e il mestiere appreso e migliorato in anni di musica. Anche a me, come a Pino, piace cantare con la chitarra in mano. No, non voglio fare paragoni, naturalmente: lui resta di un altro pianeta. Ma voglio sottolineare che è così che, oltre all'omaggio, riesco a introdurre un elemento di originalità: la musica di Pino diventa, in qualche misura, anche la mia musica.

𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒑𝒓𝒆𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 (𝐬𝐞𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞): 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝒃𝒖𝒐𝒏𝒂 𝒊𝒎𝒊𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆?
Questa è una buona domanda. Il segreto è semplice: io non imito Pino Daniele. Pino Daniele, tra l'altro, ha sempre dichiarato di non amare la propria voce, in effetti molto lontana dalla stereotipica profondità blues. Eppure, per una di quelle vie misteriose che talvolta ci riserva il destino, è stata proprio la voce a diventare il suo marchio di fabbrica. La mia voce non assomiglia alla voce di Pino Daniele tout court: assomiglia, semmai, alla voce di Pino Daniele degli anni '80. prima dei problemi cardiaci. Di due cose sono, in ogni caso, orgoglioso: sono in grado di trasmettere emozioni e nessuno - neppure i napoletani! - mi ha mai "accusato" di imitare Pino Daniele.

𝐒𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞, 𝐨𝐠𝐠𝐢, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞?
Una sola? Sei crudele: ne vorrei fare milioni! Ma accetto le regole del gioco: gli chiederei se l'omaggio della nostra cover band gli faccia piacere e gli chiederei, umilmente, il permesso di continuare.

𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐜𝐢 𝐢 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐉𝐮𝐬𝐭 𝐏𝐢𝐧𝐨.
Ancora una volta, accetto le regole del gioco. Facciamo finta di essere sul palco, d'accordo? Il cantante prende il microfono, indica uno a uno i membri della band e scandisce: «𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐁𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐢 al , pianista straordinario (lo dico in virtù del mio orecchio molto educato) e grande arrangiatore in stile jazz dei pezzi di Pino Daniele. Candido Mormile alla chitarra: altro grande musicista, eclettico e geniale, unico napoletano della formazione (che talvolta ci corregge il dialetto). 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐞𝐥𝐥𝐢 al basso, con il quale avevo già collaborato in passato e con il quale è un onore esserci sorprendentemente ritrovati: è un vero talento del jazz. Mauro Colangelo alla batteria, cui devo l'invito a partecipare a questo progetto, altro straordinario musicista e arrangiatore, con un gusto musicale in grado, come i grandi batteristi di Pino Daniele, di fare la differenza. Alla voce, chi vi parla: Roberto Matta».

𝐏𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨: 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢?
Altra domanda molto cattiva: quanti ne inviterei, che fatica sceglierne uno solo! Mi facilito il compito escludendo tutti gli artisti anglofoni: sarebbe troppo faticoso per il mio inglese scolastico reggere un'intera cena. Rinuncio dunque a invitare due dei miei miti assoluti, Mick Hucknall dei Simply Red e Charles Roger Pomfret Hodgson dei Supertramp. Scelgo allora un componente della band di Pino Daniele: Tullio De Piscopo è un grande narratore e una fonte infinita di aneddoti. Allora, quando organizziamo?

𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥 𝐝𝐮𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚? 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜'𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞?
Faccio emergere, per rispondere, il Roberto Matta chitarrista: cito dunque Pat Metheny, che tra l'altro sarebbe stato un altro ottimo candidato per la cena di cui alla domanda precedente, al netto della sua incomprensibile pronuncia americana. Ho visto, credo, almeno dieci dei suoi concerti: un gigante. Poi, indimenticabile il duetto con Giorgia. Quanto mi sarebbe piaciuto vedere un concerto di Pino e Lucio Dalla insieme...

𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞, 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐧𝐨 𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞? 𝐄 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚?
Con Pino succede una cosa curiosissima: mi posso definire un esperto della sua musica, eppure scopro continuamente suoi brani inediti, che spuntano magicamente dalla sua produzione sterminata. Anche per questo, per me, è impossibile parlare di Pino al passato. Aggiungo che anche i suoi pezzi più apparentemente commerciali, quelli bistrattatissimi degli ultimi dischi, sono di un livello tecnico e musicale strepitoso.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐬𝐮𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐎𝐯𝐢 (𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐝𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞, 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐨 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨)? 𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚?
Lo scopriremo! Ma posso già dire che la prospettiva mi emoziona. Sarà l'esordio di questo progetto e metterò in campo tutta la mia esperienza. E, cosa più importante, la mia passione. Suono spesso nei ristoranti e la cosa mi piace: sono sicuro che a Cascina Ovi mi sentirò a casa. Sarà bello trasmettere al pubblico della Cascina, che mi dicono caldissimo e musicalmente colto, l'emozione di cantare e suonare Pino Daniele.

Indirizzo

Via Olgia, 11
Segrate
20090

Orario di apertura

Martedì 12:30 - 14:30
19:30 - 23:45
Mercoledì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Giovedì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Venerdì 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Sabato 12:30 - 14:30
20:00 - 23:30
Domenica 12:30 - 14:30

Telefono

+39022139581

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