29/09/2026
𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐚” 𝐬𝐚𝐫𝐝𝐚?
Per scoprirlo siamo andati a 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐮 𝐋𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐠𝐢𝐮, dove 𝐌𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐌𝐮𝐫𝐚 ha creato 𝐒𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐚𝐝𝐨𝐫𝐚, un affittacamere olistico nato dal suo percorso personale e dalla sua profonda relazione con la natura.
Ci ha raccontato di quando ha cominciato a comprendere la propria sensibilità, del 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨 𝐌𝐮𝐬𝐡𝐨𝐢, delle erbe medicinali, della medicina tradizionale sarda tramandata lungo una linea femminile e del significato che lei stessa attribuisce alla parola «magia».
Questo sabato sera (3 ottobre 2026) sarà ospite di Cascina Ovi per la nostra 𝐒𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐚. Occasione nella quale, promette, rivelerà qualche suo segreto.
𝑪𝒉𝒊 𝒆̀ – 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒊𝒏𝒄𝒊𝒑𝒊𝒐! – 𝑴𝒐𝒏𝒊𝒄𝒂 𝑴𝒖𝒓𝒂?
Fin da bambina, amavo osservare i fiori, le piante e le erbe; fin da bambina, mi ritagliavo del tempo da passare sola in natura. Ancora oggi amo conoscere ciò che abita in noi, a quel livello profondo che possiamo definire emozionale e spirituale. Sono convinta che per vivere bene con noi stessi e con gli altri sia fondamentale conoscerci profondamente. Così nasce il mio mondo e anche Sa Sanadora è figlia di tutto questo.
𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒊 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆?
La mia sensibilità ha iniziato a svilupparsi consapevolmente quando mi sono avvicinata al metodo Mushoi, nel 2019. Da qui è iniziato un nuovo cammino, un nuovo percorso. Ma già prima, ricordo, avevo un mondo tutto mio: avevo una sensibilità peculiare, sapevo di possedere una capacità travolgente di percepire, anzi sentire, le emozioni degli altri. Un’empatia quasi esagerata: sentivo, in qualche modo misterioso ma reale, non solo quello che provavano gli altri, ma anche il loro corpo e i loro pensieri. Il metodo Mushoi ha poi agito su tante parti di me, risvegliandole.
𝑰𝒏 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒐?
La parola significa, in giapponese, «senza paura» o «con coraggio». È un metodo di guarigione energetica emozionale che si basa sull’apertura del cuore e della mente. Questi due fattori devono essere uniti. Il Mushoi individua gli elementi di disarmonia del nostro sistema energetico, nati a causa di emozioni bloccate o avvenimenti traumatici che non abbiamo superato. Il Mushoi trasforma questa disarmonia, questo dolore – grazie al potere della comprensione, grazie alle frequenze vibrazionali e grazie a una connessione diretta con i chakra principali – in energia positiva e nuova.
𝑬̀ 𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝑴𝒐𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒊 𝒉𝒂… 𝒎𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐?
Sì, proprio così. Al metodo Mushoi ho scelto di integrare la medicina popolare e tradizionale sarda: questo mi permette di unire alle frequenze Mushoi quelle delle erbe medicinali.
𝑸𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒐 𝑴𝒖𝒔𝒉𝒐𝒊 𝒅𝒐𝒏𝒂 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊𝒔𝒊𝒓𝒆? 𝑶 𝒔𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒇𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒉𝒊, 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒐𝒅𝒐, 𝒄𝒆 𝒍'𝒉𝒂 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒔𝒆́?
Solo chi è in grado di agire con il cuore può maneggiare davvero il metodo Mushoi. Occorre il coraggio di unire mente e cuore. E serve fiducia nel fatto che il metodo funzioni.
𝑬 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒂? 𝑬̀ 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐? 𝑶 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒊? 𝑶 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒂 𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒅𝒊?
Tutte le medicine tradizionali si tramandano. Avviene così da sempre: la medicina condivide questa particolarità con gli antichi rituali e con l'antica sapienza. D'altra parte, la medicina popolare della mia isola ha tanto in comune con quelle del resto del mondo e in particolare con le altre medicine tradizionali mediterranee. In Sardegna la trasmissione avviene passando per una linea di sangue. La linea è femminile: passa dalla donna più anziana alla donna più giovane. Chi tramanda questa conoscenza sceglie l'altra persona come portatrice. Anche a me è stata tramandata per linea di sangue.
𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐, 𝒅𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆, 𝒅𝒆𝒇𝒊𝒏𝒊𝒓𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒂?
Certo. Che cos'è la magia, se non la profonda connessione con il nostro essere autentico e con il nostro cuore? È il risultato del contatto con la nostra parte più profonda e quindi - perché è tutto collegato - con il mondo, con la natura e con la terra. Siamo in grado di avere una buona relazione con il mondo e con la natura solo se altrettanto buona è la nostra relazione con noi stessi, con il nostro spirito.
𝑻𝒊 𝒆̀ 𝒎𝒂𝒊 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒂𝒕𝒂, 𝒅𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒆𝒈𝒂 (𝒆̀ 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒇𝒊𝒏𝒊𝒓𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒊̀?), 𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒄𝒍𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆? 𝑬 𝒖𝒏𝒂 𝒄𝒉𝒆, 𝒊𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆, 𝒔𝒆𝒊 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂 𝒂 𝒔𝒐𝒅𝒅𝒊𝒔𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒂𝒏𝒛𝒂?
«Strega» è uno dei nomi con i quali sono state chiamate le donne a contatto con il loro potere personale. Pertanto, sì: porto anche questo nome, me lo porto come un abito, benché io non ami le definizioni. Mi sarà forse capitato di declinare richieste d'aiuto: quando vedevo, nella persona che si rivolgeva a me, poca fiducia nelle proprie capacità. Io stessa, all'inizio del mio percorso, sentivo un grande bisogno di aiuto e di guida. Conosco, dunque, la sensazione di vedersi rifiutato un aiuto che tanto si desidera: ma poi ho imparato una lezione più grande, che quel rifiuto poteva insegnarmi la fiducia in me stessa, in quelle parti di me risolute, forti, sensibili e intuitive. Senza l'ascolto di queste parti di noi è impossibile essere autosufficienti. Mi conosco, ormai, in profondità: so che posso fidarmi di me stessa. Insegno la stessa cosa anche agli altri. Ecco perché mi è capitato di rifiutare piccole richieste: ho preferito guidare quelle persone verso la capacità di ascoltare se stesse. Sono certa che vi siano situazioni che si possono risolvere contro ogni speranza: magari, in futuro, potrò raccontare anche qualche esempio di questo tipo.
𝑨𝒏𝒄𝒉𝒆 𝑺𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒂𝒅𝒐𝒓𝒂, 𝒍'𝑨𝒇𝒇𝒊𝒕𝒕𝒂𝒄𝒂𝒎𝒆𝒓𝒆 𝑶𝒍𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒂 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒖 𝑳𝒖𝒔𝒔𝒖𝒓𝒈𝒊𝒖, 𝒆̀ 𝒖𝒏'𝒆𝒔𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆? 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝒕𝒖𝒐𝒊 𝒐𝒔𝒑𝒊𝒕𝒊?
Sì, Sa Sanadora è un'espressione di questa mia missione. Il progetto è nato dal mio percorso di crescita personale: sono stata, in qualche modo, guidata in un luogo a me sconosciuto a fare qualcosa che non avevo mai fatto. Ho poi fatto la scoperta che era un'estensione del mio sogno. Anzi, ne ho avuto la conferma. Gli ospiti trovano da me un luogo di pace e di ascolto, nel quale possono stare a contatto con se stessi. Un luogo in cui possono staccare dalla loro quotidianità, spesso soffocante. Alcuni cercano e trovano riposo, altri intuizioni, altri una verità magari scomoda, altri consapevolezza, altri ancora sogni, energia, coraggio.
𝑪𝒐𝒏 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 𝒆 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂, 𝒄𝒐𝒏 𝑪𝒂𝒔𝒄𝒊𝒏𝒂 𝑶𝒗𝒊, 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒆̀ "𝒔𝒄𝒂𝒕𝒕𝒂𝒕𝒐"? 𝑪𝒉𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒆 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐? 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒕𝒊 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒍𝒆𝒓𝒂𝒊 𝒊𝒍 3 𝒐𝒕𝒕𝒐𝒃𝒓𝒆?
Con loro c'è subito stato una sorta di colpo di fulmine. L'incontro, quel giorno d'aprile a Seulo, è stato davvero magico: abbiamo subito trovato una connessione speciale. Poco tempo dopo sono venuti a trovarmi al B&B. Quando mi hanno proposto di partecipare alla serata di sabato, ho accettato con entusiasmo.
𝑪𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒍𝒆𝒓𝒂𝒊, 𝒊𝒏 𝒐𝒄𝒄𝒂𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂 𝑺𝒂𝒓𝒅𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒐 𝒔𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒐?
Magari sì: qualcosa sulle piante, sul loro potere, sulla loro capacità di armonizzare le nostre emozioni. Sarà una bella scoperta.