15/07/2026
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Ad Acri, la porta nord della Sila, da dove nelle giornate limpide si vedono le cime del Pollino e le valli del Mucone e del Crati, lo ricordano ancora bambino. Con la scopa in mano, a spazzare i pavimenti delle officine pur di restare qualche minuto in più vicino ai motori. La passione per la meccanica gliel'aveva contagiata il fratello maggiore Francesco, oggi laureato in Legge. Kevin Perri, invece, quei motori ha finito per capirli meglio di chiunque.
A soli 21 anni si è laureato in ingegneria meccanica. Poi ha fatto la valigia: prima l'esperienza alla base della Marina Militare di La Maddalena e all'Alfa Romeo di Arese, poi il salto oltre oceano, all'Università di Rhode Island, nel New England, lontanissimo dalla sua Calabria. Lì ha trasformato le sue intuizioni in ricerca.
Il problema di cui si occupa è di quelli che non si vedono finché non è troppo tardi: le fratture improvvise delle parti meccaniche dei mezzi di trasporto, quei cedimenti che arrivano senza preavviso e a volte fanno vittime. Kevin ha sviluppato un modello predittivo basato su una tecnica chiamata Digital Image Correlation, che osserva come un componente si deforma sotto sforzo. In parole semplici: il suo metodo guarda una parte meccanica mentre lavora e calcola in anticipo dove e quando si romperà. Applicato alle revisioni periodiche dei mezzi, vuol dire una cosa sola: più sicurezza per tutti.
I riconoscimenti sono arrivati dai suoi docenti, americani e italiani. Le sue ricerche sono oggi raccolte in un libro depositato all'Albo delle opere protette del Ministero della Cultura. Il Comune di Acri gli ha concesso il patrocinio, orgoglioso di un ragazzo che ha portato il nome del paese ben oltre i confini nazionali.
Fonte: news-24.it