22/06/2026
Leggo il comunicato del Gruppo Consiliare di Maggioranza e prendo atto della solidarietà espressa al Sindaco, al Vice Sindaco e agli uffici comunali.
Tuttavia, ancora una volta, noto che si parla molto dei toni utilizzati da chi attendeva una risposta e molto poco delle ragioni che hanno portato un imprenditore ad attendere per oltre 50 giorni una decisione su una pratica amministrativa.
Si parla di "tempesta in un bicchiere".
Si parla di "strumentalizzazioni".
Si parla di "attacchi".
Si parla addirittura di "tifoserie politiche".
Ma non si parla delle date.
E soprattutto si dimentica un dettaglio fondamentale: io non ho bisogno di tifoserie politiche.
Ho una famiglia da mantenere, dipendenti da organizzare, investimenti da sostenere e un'attività da mandare avanti.
La mia non è mai stata una battaglia politica.
È stata una battaglia per il diritto di ricevere una risposta e di poter programmare il lavoro della mia azienda.
Leggendo il comunicato si potrebbe pensare a una serie di episodi e comportamenti rivolti contro amministratori e uffici comunali.
In realtà, al di là delle legittime critiche pubbliche sulla gestione della pratica, l'unico momento di tensione personale è stato un acceso confronto avuto con il Vice Sindaco, nato da oltre 50 giorni di attesa, dall'esasperazione di chi aveva già sostenuto costi importanti, incaricato ditte, programmato il lavoro, organizzato personale e investimenti proprio per il periodo richiesto nell'istanza e che, nonostante tutto ciò, continuava a non avere una risposta definitiva.
Uno sfogo dettato dalla concreta preoccupazione di vedere compromessi mesi di programmazione, sacrifici economici e opportunità di lavoro costruite con impegno, responsabilità e sacrificio.
Per oltre 50 giorni la mia attività è rimasta senza una decisione definitiva.
Per oltre 50 giorni sono stati sostenuti costi, programmati lavori, incaricate ditte, organizzata una stagione e assunti impegni economici senza sapere se sarebbe stato possibile lavorare.
E proprio leggendo gli atti emerge una domanda che credo molti cittadini si stiano ponendo.
La richiesta era stata presentata il 28 aprile.
Il periodo richiesto iniziava l'8 giugno.
Un imprenditore organizza la propria attività con settimane e mesi di anticipo.
Allo stesso modo, un'Amministrazione conosce con largo anticipo gli eventi, le manifestazioni, la viabilità, le esigenze organizzative del territorio e tutto ciò che può incidere sulle attività economiche del paese.
La vera domanda non è perché siano state fatte delle verifiche.
La vera domanda è perché tali verifiche e decisioni siano arrivate quando il periodo richiesto era già iniziato.
Alla fine l'autorizzazione è stata rilasciata.
Ed è proprio questo il punto.
Se l'autorizzazione poteva essere concessa, è legittimo chiedersi perché sia stato necessario attendere oltre 50 giorni.
Non ho mai chiesto privilegi.
Non ho mai chiesto favoritismi.
Ho chiesto semplicemente una risposta chiara in tempi ragionevoli.
Detto ciò, non ho alcuna intenzione di continuare questa vicenda con ulteriori polemiche o battaglie.
Ho già dedicato abbastanza tempo, energie e preoccupazioni a questa situazione.
Oggi che l'autorizzazione è stata finalmente rilasciata desidero soltanto voltare pagina, lavorare serenamente, accogliere i miei clienti e portare avanti con dignità l'attività che rappresenta il mio presente e il mio futuro.
Per il resto lascio che siano gli atti, le date e i documenti ufficiali a parlare.
Le opinioni dividono.
Le date no.
I fatti no.
Adesso lasciamo parlare il lavoro.
Danilo Anfuso
Amministratore Divini Sapori S.r.l.s.