30/09/2026
L'intelligenza artificiale sta rovinando tutto. Non lo dico da vecchio che odia la tecnologia, ma da persona appassionata di tutte le cose nuove.
– Adesso non posso più guardare il video di un animaletto che fa una cosa buffa perché non so se è vero. Sembra poco, invece mi hanno rubato lo stupore e la tenerezza.
– Adesso tutti i manifesti delle sagre di paese fanno schifo e sono tutti uguali.
– Adesso tutte le copertine dei libri sono senza anima.
– Adesso hanno cominciato persino a scriverci i libri con l'intelligenza artificiale.
Sapete che cosa ho capito? Cari scrittori dell'intelligenza artificiale?
Che a voi non piaceva scrivere. A voi piaceva aver scritto.
Anzi, a voi piaceva dire di aver scritto.
Perché se vi fosse piaciuto scrivere, ora scrivereste. Invece di farvi scrivere i libri.
Si può usare l'intelligenza artificiale in mille modi belli e profondi. La si può usare per soddisfare le proprie curiosità, per approfondire qualcosa e colmare le proprie lacune, per farsi costruire percorsi di studio, le possibilità sono illimitate.
Ad esempio l'AI:
– consente di scrivere a chi non sapeva scrivere;
– consente di fare una grafica a chi non è grafico;
– consente di comporre musica a chi non sa suonare.
Purtroppo però...
Una macchina fotografica non ti rende un fotografo.
Un pianoforte non ti rende un musicista.
E l'intelligenza artificiale non ti rende nessuna di queste cose.
Perché il mestiere non è soltanto produrre il risultato finale.
Il mestiere è tutto quello che c'è prima.
Sono gli anni passati a sbagliare.
È il gusto che si forma.
È sapere che cosa togliere.
È capire quando una frase è falsa, anche se grammaticalmente perfetta.�
Adesso state producendo una quantità spaventosa di cose formalmente corrette, ma brutte, identiche tra loro e profondamente inutili.
Forse è questo che mi inquieta davvero.
Non che le macchine abbiano imparato a creare.
Ma che così tante persone abbiano scoperto di non aver mai amato creare.
Amavano soltanto poter dire: «L'ho fatto io».
Solo una cura esiste.
Leggere libri classici. Studiare davvero, approfondire. Col sudore della fronte. Ore ed ore. Formarci un gusto che sappia discernere il grano dal saraceno.