Tecnica Pittorica
Io amo dipingere ,con qualsiasi mezzo: olio su tela, olio su carta di riso, olio su masonite e vetro, acrilico,
ecc....Ma forse più di tutto preferisco l’uso del colore ad olio su masonite perchè il pennello
scivola più facilmente sulla superficie del legno: questo rispecchia anche il mio carattere e mi consente
di dipingere di getto, senza ripensamenti e ritocchi, lasciando il c
olore fresco e non impastato come piace
a me e sfruttando anche il colore ocra del supporto. E un metodo che ho appreso dal mio maestro, che
richiede molto allenamento e una mano sicura così come avviene per un musicista a cui non è concesso di
sbagliare una nota durante l’esecuzione. Ci vuole molta concentrazione, occorre avere il quadro in mente
prima di averlo iniziato e disegnare molto, tutti i giorni, perchè il disegno è alla base di tutto e, in
fondo, si disegna anche mentre si dipinge. Io osservo e studio l’arte moderna e contemporanea. Del resto il mio maestro, proprio perchè nato agli inizi
del ‘900, ha attraversato tutti i movimenti più importanti e il periodo di più profonda rivoluzione nel
campo artistico. Quindi è tornato al figurativo per una scelta consapevole e, allora, anche controcorrente. Del resto nessun grande artista astrattista, informale o altro è arrivato a quel traguardo senza essere
passato attraverso gli studi “classici”; è vero che in arte non si parla di progresso, ma solo di un filo
che lega fra loro le diverse personalità....però non esisterebbe Michelangelo senza Giotto......
Io, nel mio piccolo, amo il figurativo e faccio quadri astratti o informali solo se li sento profondamente,
perchè la “lotta” fra me e l’immagine mi stimola a raggiungerla, superarla semplificarla (in arte il difficile
è sapersi fermare) e poi trarne “altro”. C’è anche un problema di linguaggio comune fra chi crea e
chi osserva. Io non credo che un quadro abbia necessità di un titolo. Il quadro, l’opera, è il mio mezzo
di espressione e io devo sapermi fare capire attraverso questa. Che poi chi osserva sia condizionato dalla
sua esperienza è qualcosa di più..Oggi alcuni sostengono che la creatività non debba essere limitata per
esprimersi; io penso invece che i limiti siano uno stimolo. Altrimenti non ci sarebbero stati contemporaneamente
Raffaello, Leonardo e Michelangelo. Il quadro, comunque, è una realtà a sè e, come dice Gombgrich
nella “Storia dell’arte”, deve essere “tutto a posto”. C’è un equilibrio interno fra luci, colori, forme,
linee....C’è una definizione bellissima di un artista grandissimo, Duilio Cambellotti, che mi ha colpit:
"Si tratta di raccogliere una forma intorno ad un pensiero"