Era il 1948 quando Maria, dopo avere aperto con il marito Corino una latteria a Salsomaggiore Terme, ha iniziato a ingegnarsi nel reperire ricette di gelato attraverso le amiche che lavoravano nei bar/gelateria della zona (a qui tempi non esistevano corsi per gelateria), mettendo a punto a poco a poco il suo gelato, quello che sarebbe diventato il gelato Sanelli. E intanto il piccolo Corrado, figlio della coppia, cresceva fra i profumi di preparazioni come la mitica crema pasticcera, il primo gusto che apriva la stagione, fatto solo di uova fresche, vaniglia Bourbon, latte, panna e zucchero. Ricetta che, prese le redini dell’attività, ha continuato a perpetrare, insieme a quel modo di fare il gelato artigianale come una volta, seppur con i dovuti bilanciamenti acquisiti con le moderne conoscenze. E sempre e solo ingredienti di alta qualità, bando alle basi preparate dall'industria, e la frutta raccolta nel suo piccolo terreno o nelle aziende agricole del circondario. Su tutto la consapevolezza ripetuta a se stesso come un mantra che “se prendo una cosa buona e sto attento a non rovinarla ho risultati eccezionali” e il volerlo trasmettere ai suoi clienti, raccontando dell’origine delle materie prime, di chi le produce, mentre assembla il gelato sul cono o nello scodellino, come un rito per gli occhi che già pregustano. E quella curiosità, la vera molla di Corrado Sanelli, che nel 2005 lo ha portato a sperimentare con entusiasmo, sotto la guida del prof Davide Cassi, docente di Fisica della Materia presso l’università di Parma una nuova tecnica di raffreddamento istantaneo della miscela attraverso l’azoto liquido, possibile solo se non c’è alcuna aggiunta di additivi. Molteplici sono i vantaggi di questa tecnica, a partire dalla consistenza setosa del gelato (cristalli di ghiaccio 700 volte più piccoli che non 'surgelano' il palato) e dalla massima esaltazione dei sapori dovuta al rapido refrigeramento che li ha mantenuti intatti. Da buon pioniere del gelato refrigerato con azoto liquido, Corrado Sanelli, facente parte dei Maestri della Gelateria Italiana presso l'Università dei Sapori di Perugia, insegna questa tecnica nella stessa Università. E poi partecipa attivamente dal 2008 alla Mostra Internazionale del gelato artigianale (MIG) a Longarone dove fa un sodalizio con i Gelatieri Veneti. Aderisce a Gelatieri per il Gelato associazione con sede a Bologna, alle Gelaterie del Territorio con sede a Longarone e alla associazione Gelato Veneto nata a Caorle l'1 agosto 2019. Si impegna con le giovani generazioni, a partire dai piccolissimi perché imparino che “il gelato non viene dal camion” (come ha detto un bimbo) ma anche e soprattutto con gli studenti degli Istituti Alberghieri, per tirar fuori chi merita. A fianco di Corrado, ormai da diversi anni, il figlio Costantino che, come il padre a suo tempo, ha fatto proprio quel modo di lavorare il gelato, quella meticolosità e dedizione che non concedono sconti ma la soddisfazione grande di essere sempre sulla breccia dell’onda con un gelato unico, per cui si è disposti a percorrere anche diversi km. Una sola gelateria e non più d’una per quel voler esserci sempre in prima persona e per di più dislocata in una zona collinare, capace di regalare direttamente quei frutti che conferiscono al gelato Sanelli un’anima pulsante, riconoscibile dai palati più fini! Gusti più amati dalla clientela
crema Sanelli (sulla falsa riga dello spumone siciliano), bacio di montagna (gelato a base di ricotta e mascarpone arricchito da noci di Belluno e miele parmense), Barozzi (ispirato alla celebre torta Barozzi di Vignola), dolce e salato (alla mandorla e sale di Salsomaggiore), nocciola, la frutta di stagione in tutte le sue varianti: l’amarena, il fico, il limone al basilico…
Testo di Simona Vitali