16/07/2026
𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗩𝗜𝗚𝗡𝗔𝗜𝗢𝗟𝗢, 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘! 🍇
Anche oggi una nuova giornata nel mio amato mondo.
Adoro uscire di casa e affondare le mie scarpe nella mia amata terra.
Amo il mio lavoro, mi trasmette serenità.
È ancora l'alba, e dall'alto della collina che guarda la città vedo le luci accendersi una a una, come se qualcuno lentamente stesse riaccendendo il mondo.
Percepisco le persone che si stanno svegliando, mi sembra di sentire le loro voci, ancora assonnate sono alla ricerca di quel profumo di caffè, rito mattutino che non può mai mancare.
Fa già caldo, l'estate quest'anno è terribile, e per poter lavorare sono costretto ad andare in campagna presto, perché dopo mezzogiorno il sole diventa un nemico e il caldo insopportabile.
Lavorare con le prime luci del mattino è fantastico.
Mi circonda solo il silenzio, quello vero, denso,
interrotto solo dal canto dei primi uccellini che, come me,
si sono alzati presto per godere di tanta bellezza.
Sono fortunato e so di far invidia a molte persone che lavorano in uffici ricchi di stress e privi del mio amato silenzio.
Mi fa compagnia un leprotto che, a dovuta distanza, osserva il mio operato.
Le mie vigne a quest'ora sono fresche, coperte di rugiada come di un sudore leggero dopo una notte di riposo.
L'uva, giorno dopo giorno, diventa sempre più bella.
L'ho vista nascere, fin dal tardo autunno, quando il vigneto entra in una sorta di letargo, come un animale selvatico che si raccoglie su se stesso per sopravvivere al freddo.
Amo il mio vigneto, l'ho potato tutto a mano, con tanta fatica, nel freddo dell'inverno.
Noi contadini non conosciamo stagione, lavoriamo con il caldo, con il freddo, con la pioggia, con il mal di testa, felici, arrabbiati, pensando ai nostri problemi, gioendo di quanto la vita ci regala.
Ma non ci possiamo fermare, il vigneto ha bisogno di noi, giorno dopo giorno. In un certo senso siamo una cosa sola, come nella più bella storia d’amore.
Fa già caldo.
Alle dieci il clima è già pesante, l'aria si è fatta densa, ho una strana sensazione.
Il meteo prevede temporali, anzi, grandinate.
Ho paura.
Ogni anno è la stessa storia, anche se l'anno scorso per fortuna siamo stati graziati. La paura della grandine è per me la più grande, ma prego ogni giorno perché possa risparmiare tutto il lavoro fatto fino ad ora.
Mi sa che arriva.
Il cielo a nord è nero, ma sta cambiando, troppo velocemente, diventando di quel colore verdastro che non porta mai buone notizie.
Si avvicina, ancora troppo velocemente.
È tutto troppo veloce, la strana sensazione che avevo sta diventando brutalmente realtà.
Devo mettermi al riparo in casa.
E boom!
Una bomba.
Una bomba d'acqua che si trasforma in grandine, con chicchi grandi come noci che tamburellano sul tetto come mille pugni chiusi.
Mi fa paura.
Osservo in silenzio, non posso fare nulla.
Vorrei piangere, non ho mai visto una cosa simile.
Mi sta portando via tutto, sto perdendo tutto.
Devo aspettare che smetta, ora non posso uscire.
Ha finito.
Le strade sono bianche, coperte come da una neve fuori stagione, la temperatura è crollata, una sorta di gelo percorre tutto il mio corpo.
Questa volta è un freddo diverso, profuma di sofferenza.
C'è grandine ovunque.
Corro nel mio amato vigneto, per me è come un figlio.
I miei occhi non riescono a credere a cosa sia successo.
È rimasto poco, quasi nulla.
L'uva è decimata, le vigne quasi spoglie, spezzate come dopo una battaglia, il raccolto è compromesso.
L'annata che doveva essere spaziale si è trasformata, troppo velocemente, in un disastro unico, forse uno dei peggiori che io conosca.
Mesi di lavoro distrutti in soli dieci minuti di tempesta, un anno intero di pazienza e sacrifici spazzati via, troppo velocemente.
Anche il mio amato orto è stato devastato dalla furia della tempesta!
Ho sempre più voglia di piangere davanti a tanta tristezza.
Osservo quella città che vedo ripartire lentamente ogni mattino: nessuno può immaginare cosa sia successo.
Forse stanno meglio loro, in quegli uffici stressati.
Ma di chi è la colpa di tutto questo?
Del cambiamento climatico?
Dei politici?
Del tempo che fa i capricci?
Posso avere tutte le risposte del mondo,
ma ormai tutto è perso.
Conosco la mia terra, e come i tralci potati in inverno, so che da un taglio può ripartire una vita nuova.
Ora il mio vigneto ha bisogno di me per poter ripartire, ma forse ci vorranno anni prima che il ciclo vegetativo riprenda il suo ritmo. Sarà compromesso anche il raccolto dell'anno prossimo, sicuro!
Per ora qualche grappolo lo salvo, sicuro, ma il danno è fatto.
Mi metto subito al lavoro.
Ripartirò più forte di prima.
Sono un vignaiolo.
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Ho interpretato il pensiero di uno dei tanti vignaioli che conosco.
Ho pensato in particolare a Marco Tonini che, assieme alla sua famiglia, è vignaiolo a Isera.
Nella grandinata di martedì hanno perso quasi tutto, non solo in un vigneto ma su tutti e tre, dal basso verso l'alto della collina, da 250 metri di altitudine fino a 900.
Un disastro.
Mentre scrivo è in corso la conta dei danni.
Amo i vignaioli, i piccoli produttori che vivono la loro terra proprio come ho descritto. Si alzano ogni giorno vivendo il loro vigneto come se fosse un figlio, per regalare a noi quel nettare di Bacco che ci rende tanto felici.
Ma dietro alla nostra felicità ci sono infiniti sacrifici, oltre che tante gioie.
Tre anni possono andare bene, il quarto potrebbe essere sacrificato, e non puoi fare nulla.
Se sei un vero vignaiolo accetti, ti arrabbi, piangi e riparti.
Lo fai imbottigliando quel poco che è rimasto in vigna, perché il vero vignaiolo è coerente e non gioca sporco.
Molti dei vini che trovi al mio bancone sono creati da piccoli artigiani: mi piacciono le loro storie, i loro caratteri, i vini che spesso rispecchiano la loro personalità.
Un pensiero e un brindisi a Marco e a tutti i produttori che hanno perso il loro raccolto.
In Osteria i vini firmati Tonini ormai sono una tappa fissa sulla nostra lavagna: freschezza, carattere, territorialità. Bollicine d'autore e di montagna, di qualità indiscussa.
Ti aspetto al mio bancone, magari ci scappa anche un brindisi in compagnia.
In alto i calici 🥂
Paolo
Tonini - Viticoltori in Isera
Trentodoc
Vignaioli Indipendenti Fivi