14/03/2018
Noi e
E' soprattutto nelle giornate di sole☀ primaverili ed estive, specialmente la domenica, che il vocio dei clienti seduti nel nostro potrebbe ve**re disturbato dal din-don-dan delle campane 🔔🔔🔔
E' la bellissima proprio lì dall'altra parte della strada che suona a festa! E noi, non possiamo che farvela conoscere😊
La chiesa è stata edificata da Anastasio I (398-402) e restaurata da Gregorio III nel 731.
Nel 1540 vi venne unita la , che da allora ne detiene la cura.
Attualmente la chiesa si presenta nell' aspetto voluto dal cardinale Salviati, che nel 1590 ne fece iniziare la ricostruzione a opera di Francesco da Volterra. Completata parzialmente dopo il 1602, con l’intervento di Filippo Braccioli e di Carlo Maderno, al tempo di Pio IX vi furono eseguiti importanti restauri.
La facciata, di marca controriformista, fu in realtà completata nella parte superiore da Pietro Camporese il Vecchio nel 1774, che rielaborò il progetto del Braccioli. Suddivisa in due ordini orizzontali: quello inferiore è costituito da tre portali, più grande quello centrale e con timpano triangolare, più piccoli i due laterali e con timpano semicircolare. L'ordine superiore presenta invece i due caratteristici campanili gemelli posti ai lati di un finestrone con piccola balaustra marmorea e sormontato da un grande timpano triangolare.
L’interno è a tre navate divise da otto pilastri e precedute da un atrio, transetto con cupola e abside, con tre cappelle per parte, ed è stato completamente ridecorato nel 1866 da Cesare Mariani.
All’interno spiccano la Madonna col Bambino e santo Stefano, affresco staccato del Trecento; gli affreschi di Carlo Saraceni sulla Vita della Vergine e le tele del caravaggesco francese Trophime Bigot raffiguranti la Flagellazione e la Coronazione di spine.
La cupola, impostata su un tamburo in muratura dove si alternano nicchi e finestre, è visibile da piazza di Montecitorio. Di forma emisferica, è divisa in otto spicchi e sormontata da una graziosa lanternina finestrata: terminata alla fine del Cinquecento, venne rivestita in piombo nel 1718.
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