Fin dai tempi dell’impero Achemenide i persiani usavano la parola tabran per indicare un locale, posto a livello stradale, dove si potevano consumare vino e cibi. L’assonanza con la taberna degli antichi romani è sorprendente, ma è solo una delle analogie che si incontrano andando alla scoperta di una cucina poco conosciuta ma inaspettatamente vicina alle antiche culture mediterranee, con le quali
la tradizione culinaria persiana condivide l’arte dell’equilibrio e della fusione di alimenti e sapori. Della straordinaria inventiva dei cuochi persiani già riferiva Senofonte nel IV sec. e, da una iscrizione nel tempio di Ciro a Persepoli, sappiamo che per le loro creazioni i cuochi di corte si servivano di carni, erbe aromatiche, succo di melograno, zafferano, cumino, aneto, mandorle e pistacchi. Questa antica e raffinata cultura culinaria, alla quale si ispira anche gran parte della gastronomia mediorentale, è alla base della cucina iraniana che, ancora oggi, dalla combinazione di verdure, legumi, carne, frutta, bacche ed erbe aromatiche raggiunge un perfetto equilibrio di gusti senza fare un uso eccessivo delle spezie. Il vivace e multietnico quartiere Ostiense fa da giusta cornice alla Taberna Persiana dove, a due passi dalla Piramide, potrete ritrovare atmosfera, sapori, suoni e colori delle antiche Tabran.