13/08/2026
Purtroppo siamo percepiti cari e questa è una cosa che non desideriamo affatto, perché essere popolari è gratificante, dà tranquillità, il feeling di essere nel giusto.
Mentre essere percepiti come cari dispiace, ti fa entrare nel lato elitario della società, ti porta lontano da persone che vorresti fossero tue clienti, soprattutto perché da anni proviamo a parlare di armonia aziendale, di mondi migliori, di benessere spirituale e di postura differente nel lavoro e nelle relazioni.
Il punto è che i prezzi li decidiamo molto meno di quanto si possa immaginare, li fa la matematica.
Un cornetto deve pagare il suo food cost, poi deve contribuire a sostenere i salari, l'affitto, le bollette, le manutenzioni, le assicurazioni, i software, i commercialisti, le attrezzature, le tasse, i trasporti, le commissioni, le perdite di prodotto e tutte quelle migliaia di voci che da fuori risultano invisibili e dentro un'azienda diventano invece una somma molto concreta.
E alla fine deve rimanere qualcosa.
E quel margine è una forma di responsabilità: significa avere abbastanza struttura economica per pagare correttamente chi lavora con noi, investire in formazione, sostituire una macchina quando si rompe, acquistare materie prime migliori e soprattutto continuare ad esistere tra dieci anni.
Abbassare semplicemente il prezzo sembra una soluzione perfetta, ma ogni prezzo troppo basso genera un costo che prima o poi qualcuno dovrà sostenere.
Noi proviamo quindi a stare in una fessura difficile, quella in cui il prezzo è sufficientemente alto da permettere all'azienda di essere sana, alle persone di essere pagate correttamente e al progetto di continuare a crescere e per questo proviamo a fare il nostro meglio.
Vent'anni fa si usciva una volta alla settimana per spendere cinquanta euro, quarant'anni fa magari una volta al mese per spenderne cento. Oggi usciamo molto più spesso e cerchiamo di spendere dieci euro.
È una filosofia diversa, che comprendiamo dentro un'epoca di grande incertezza esistenziale.
Ci dispiace, tutto qui, perché comprendiamo le difficoltà, eppure ad oggi, quarantotto dipendenti con tre aziende, non abbiamo ancora soluzioni. Chissà in futuro.
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