Banconi di legno, cura dei dettagli, menù aggiornati sulla lavagna e appunti/spunti lasciati sulle vetrate, foto artistiche del giovane e appassionato staff del Dillà alle pareti. In questo luogo così familiare e armonico, non manca anche un’evidente richiamo di romanità con le due colonne marmoree imperiali, lasciate in bella vista nel recente restauro del ristorante. Con l’arrivo della primave
ra diventa quasi un must e soprattutto molto piacevole, sedersi ai tavoli sistemati anche all’esterno di Via Mario de’ Fiori, baciati dal sole della città eterna. Un’alchimia di sapori ricercati, che emerge dai nostri piatti anche grazie all’esclusivo impiego di materie prime e alla stagionalità dei prodotti utilizzati. Non mancano ogni giorno le proposte fuori-menù e vini alla mescita di selezionate aziende vinicole, accanto ai nomi eccellenti delle produzioni più conosciute. Una cucina mediterranea stilosa e genuina (come il raviolo cacio e pepe con b***o salvia e guanciale croccante e le linguine alla carbonara di spada e caviale di sgombro) e dolci espressi, rigorosamente senza semilavorati (dai dessert romani a quelli più british con il bread and butter e i frutti di bosco con panna acida)