Le Terme Del Colosseo

Le Terme Del Colosseo Ristorante italiano a ridosso del Colosseo. Italian Restaurant near Colosseum Le Terme del Colosseo.
(753)

Culinary art in the heart of Roman history, a fine staff ready to heed your every wish, drawing from traditional cuisine to the most refined gastronomical experimentation. A well-furnished wine list providing the traditional as well as the innovative, and impeccable service endowed with courteous and cordial staff. The experience of a group of restaurateurs in the business for years together with the words “taste” and “art”, make “Le Terme del Colosseo” the ideal place for lunch or dinner.

20/09/2020

"Se dice che più semo e mejo stamo!"

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21/04/2018

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Buon Compleanno ROMA. 21 Aprile 753 A.C. oggi, 21 aprile, Roma celebra la sua fondazione, rispettando la tradizione che vuole la città fondata da Romolo in questo giorno del 753 a.C. sul colle Palatino.
La leggenda dietro questa suggestiva celebrazione venne resa popolare da Marco Terenzio Varrone, scrittore e militare della Roma antica, che raccontò come Romolo avesse fondato la città il 21 aprile del 753 a.C., una data a cui giunse attraverso complicati calcoli astrologici l’amico Lucio Taruzio. Per molto tempo, la cronologia romana dipese proprio dalla data di fondazione, che scandiva gli anni tramite la locuzione latina “Ab Urbe Condita”, ovvero “dalla fondazione della città”.
Furono poi i grandi imperatori a creare clamore e curiosità intorno a questa data, iniziando a celebrarla come una sorta di propaganda imperiale. Il primo a festeggiare il Natale di Roma fu l’imperatore Claudio, nel 47, a ottocento anni dalla presunta fondazione della città: dopo di lui, in molti seguirono il suo esempio, e per il millesimo compleanno della di Roma vennero addirittura stampate delle monete celebrative. Da allora, tra alti e bassi nel corso dei secoli, i festeggiamenti continuano. Il 21 aprile la città ospita moltissimi eventi e tra mostre, sfilate e manifestazioni ludiche: il Natale di Roma rappresenta ancora una data simbolo per i romani, nonché per gli appassionati di storia, affascinati dalle sue origini leggendarie.

It's waiting for you...
27/02/2018

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25/02/2018

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Come si vestivano nell'Antica Roma?
Il popolo Romano era un popolo alla moda, naturalmente quando dico questo parlo della casta, la moda è sempre appartenuta ai ricchi.
La casta Romana si distingueva rispetto agli altri popoli del tempo per la ricercatezza degli abiti e dei tessuti, certo, parliamo di una moda semplice e rudimentale ma sicuramente ricercata, tanto da prevedere addirittura un abbigliamento intimo.
Parlo al passato perchè tutto questo cadrà in disuso, anche tra i ricchi, dopo l’epoca imperiale Romana. Infatti nel medioevo ed oltre non ci saranno più tracce di questi indumenti.
Sapere che già gli antichi Romani utilizzassero un abbigliamento intimo dà da pensare e ci fa capire la loro grandezza, essi coprivano le parti intime con un perizoma in lino annodato in vita (come i Greci, nelle competizioni sportive) chiamato subligaculum o licium. Le donne oltre a coprire le parti intime, coprivano anche il seno con una fascia di tessuto, per lo più di cuoio, detta mamillare, od una guaina costrittiva chiamata strophium.L’abbigliamento delle donne della Roma antica non era molto diverso da quello degli uomini, si diversificava per la lunghezza e per il fatto che usavano forse gioielli e spille diverse, ma di fatto gli indumenti erano fatti allo stesso modo.

Il loro vestiario era rappresentato da tuniche, costituite da un semplice rettangolo di tessuto, ampio quanto poteva averlo intessuto il telaio, cucito ai lati( fianchi). I margini superiori non erano mai cuciti, venivano fermati con spille o fibbie (fibule), avvolte a formare una sorta di manica, fermata per lo più da lacci. Visto che questa sorta di maniche solitamente non arrivava oltre ai gomiti, d’inverno vi era l’uso dei guanti.

Queste tuniche solitamente avevano uno scollo tondo o a V.

La Matrona
La matrona nel periodo imperiale si vestiva a strati, indossava una veste intima che di fatto era una tunica, la quale prendeva il nome di subcula, essa non scendeva sino a terra, d’inverno ne potevano essere indossate più di una.

Sopra l’indumento intimo, s’indossava l’amictus, una sopraveste molto simile alla prima, che lasciava intravedere il fondo della subcula. Sopra di esse c’era la stola, fatta allo stesso modo delle altre, ma più ampia e lunga fino a terra.
La stola era un ampio cilindro di stoffa cucito ai fianchi, ma non sopra. Ai margini superiori, per fermarlo sulle spalle si usavano spille, cammei, che ne fermavano pieghe e drappeggi.

Nell’abbigliamento, una grande importanza l’aveva la cintura, succingulum, era in tessuto o in pelle, spesso impreziosita anche da pietre preziose o ricami, che stringendosi in vita fermava il drappeggio dell’abito e formava uno sbuffo, così da impreziosire l’abito;

Vista la loro importanza, le cinture potevano essere addirittura due, una cingeva la vita, l’altra si incrociava intorno ai seni risaltandone la bellezza.

La cintura aveva un’importanza straordinaria, solo le donne gravide ne erano esonerate e di lì la parola incinta, probabilmente, ma indossavano una fascia sotto il seno e quasi certamente nasce da lì lo stile impero, ispirazione che risale al periodo imperiale Romano.

Malfattori e pr******te erano esonerati dall’obbligo della cintura (erano discinti).

I tessuti ed i colori dell’abbigliamento Romano
I tessuti utilizzati dai Romani erano filati di lino o lana di pecora, intessuti con il telaio.

I colori dei tessuti erano quelli che si potevano ricavare dalla natura:

Il rosso porpora o rosso pompeiano, alquanto pregiato e costoso, (poiché ricavato da un mollusco);
L’azzurro dei lapislazzuli o ricavato dai sali di rame;
L’henné che veniva utilizzato anche per colorare i capelli;
Il giallo dello zafferano…


Pur usando colori naturali ricavati dalla natura, le donne Romane avevano a disposizione svariate tinte.

L’abbigliamento per l’inverno
Per coprirsi dal freddo usavano la palla, un mantello che non era altro che un rettangolo di stoffa in cui si avvolgevano e col quale si coprivano anche la testa, esso veniva indossato in svariati modi per avvolgere il corpo e ripararsi dal freddo e dalle intemperie.

19/01/2018

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Post prandium stabis, post coenam ambulabis.

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12/01/2018

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Nel tardo autunno del 50 a.C., il Senato romano ordinò a Cesare di congedare l'esercito, di rimettere i poteri della Gallia Cisalpina (l'Italia settentrionale, all'epoca formalmente ancora una provincia, nella quale Cesare reclutò gran parte delle sue legioni) e di recarsi a Roma.
Cesare, intuendo il complotto ai suoi danni che il senato stava ordendo, ovvero di metter fuori legge il partito dei populares che egli rappresentava, e temendo per la sua stessa vita, rifiutò, rimanendo accampato nella provincia che gli era stata assegnata, non distante dalla odierna Cervia. L'esercito, fedele a Cesare perché da lui dipendeva il pagamento delle sue spettanze, rimase compatto agli ordini del generale. Solo il suo vice, Tito Labieno, disertò e si schierò con la Repubblica romana. Per sicurezza, Cesare fece presidiare la riva settentrionale del Rubicone, ma non correva sostanziali pericoli, in quanto, in Italia, il senato poteva schierare due sole legioni. Il 10 Gennaio del 49 A.C. Giulio Cesare attraversa il Rubicone alla testa del suo esercito, composto dalla Legio XIII Gemina (per un totale di circa 5.000 uomini e 300 Cavalieri), al ritorno dalla Gallia, ed essendo penetrato in armi nel territorio di Roma, manifestò in tal modo la sua ribellione allo stato romano: secondo il racconto di Svetonio, prima di risolversi a questo passo sembra che abbia esitato e infine abbia preso la sua decisione esclamando alea iacta est ("il dado è tratto") secondo la tradizione. Il nome proprio Rubicone è entrato in alcune lingue, come l'inglese, col significato di "punto di non ritorno" in espressioni quali attraversare il Rubicone (to cross the Rubicon)

🎆🎆🎆🎉🎉Happy New Year  #2018 🎇🎇🎉🎉  🎆🎆🎆🎉🎉
31/12/2017

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31/12/2017

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Festivals in ancient Rome were an important part of Roman religious life during both the Republican and Imperial eras, and one of the primary features of the Roman calendar.
Feriae ("holidays" in the sense of "holy days"; singular also feriae or dies ferialis) were either public (publicae) or private (privatae). State holidays were celebrated by the Roman people and received public funding. Games (ludi), such as the Ludi Apollinares, were not technically feriae, but the days on which they were celebrated were dies festi, holidays in the modern sense of days off work.
Although feriae were paid for by the state, ludi were often funded by wealthy individuals. Feriae privatae were holidays celebrated in honor of private individuals or by families. This article deals only with public holidays, including rites celebrated by the state priests of Rome at temples, as well as celebrations by neighborhoods, families, and friends held simultaneously throughout Rome Feriae were of four kinds:

-Stativae: were annual holidays that held a fixed or stable date on the calendar.
-Conceptivae: were annual holidays that were moveable feasts (like Easter on the Christian calendar, or Thanksgiving in North America); the date was announced by the magistrates or priests who were responsible for them.
-Imperativae: were holidays held "on demand" (from the verb impero, imperare, "to order, command") when special celebrations or expiations were called for.

1 Ianuarius (Kalends): From 153 BC onward, consuls entered office on this date, accompanied by vota publica (public vows for the wellbeing of the republic and later of the emperor) and the taking of auspices. Festivals were also held for the imported cult of Aesculapius and for the obscure god Vediovis.

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28/12/2017

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Nell’antica Roma il primo giorno dell’anno si lavorava e banchettava. Fu Giulio Cesare, con la sua riforma del calendario (46 a.C.), a stabilire che al primo giorno di Gennaio corrispondesse il Capodanno. In precedenza, nell’antica Roma, l’anno religioso e agrario si apriva ufficialmente a marzo con la festa dei "Matronalia", occasione del tutto speciale in cui le nobili donne servivano da mangiare alle loro schiave e i mariti omaggiavano le loro consorti con splendidi doni. "Ianuarius", ovvero il mese di gennaio, era così chiamato da "Ianus", Giano, il dio dalle due facce che i nostri progenitori ponevano a guardia di tutti gli ingressi e di tutte le uscite. Nume tutelare delle porte di casa e dei passaggi, apriva e chiudeva ogni evento spazio-temporale. A lui erano sacri i momenti di transizione e gli inizi. Per questo la divinità regolava il passato e il futuro e grazie al suo duplice sguardo poteva mirare al "vecchio" e al "nuovo" anno. Per onorarlo i romani preparavano un impasto di farro mescolato a sale e una focaccia di farina, formaggio, uova ed olio chiamata "ianual". Erano questi i doni propiziatori per un anno di buon raccolto e prosperità. 🎆Buon 2018

🌠          #圣诞快乐    #СРождествомХристовым 🎅🎅 Le Terme del Colosseo 🎄🎄🎅
24/12/2017

🌠 #圣诞快乐 #СРождествомХристовым
🎅🎅 Le Terme del Colosseo 🎄🎄🎅

🎄   venturus est.   sta arrivando.   is coming. La   llega. 크리스마스가오고있다.   steht vor der Tür. Приближается Рождество.   🎄
07/12/2017

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01/12/2017

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❤️ 🔱Do You Know the Roman Calendar?
The Roman calendar is the calendar used by the Roman kingdom and republic. It is often inclusive of the Julian calendar established by the reforms of the dictator Julius Caesar and emperor Augustus in the late 1st century bc and sometimes inclusive of any system dated by inclusive counting towards months' kalends, nones, and ides in the Roman manner. It is usually exclusive of the Alexandrian calendar of Roman Egypt, which continued the unique months of that land's former calendar; the Byzantine calendar of the later Roman Empire, which usually dated the Roman months in the simple count of the ancient Greek calendars; and the Gregorian calendar, which refined the Julian system to bring it into still closer alignment with the solar year and is the basis of the current international standard.

Roman dates were counted inclusively forward to the next of three principal days: the first of the month (the kalends), a day less than the middle of the month (the ides), and eight days—nine, counting inclusively—before this (the nones). The original calendar consisted of 10 months beginning in spring with March; winter was left as an unassigned span of days. These months ran for 38 nundinal cycles, each forming a kind of eight (i.e., "nine") day week ended by religious rituals and a public market. The winter period was then used to create January and February. The legendary early kings Romulus and Numa were traditionally credited with establishing this early fixed calendar, which bears traces of its origin as an observational lunar one. In particular, the kalends, nones, and ides seem to have derived from the first sighting of the crescent moon, the first-quarter moon, and the full moon respectively. The system ran well short of the solar year, and it needed constant intercalation to keep religious festivals and other activities in their proper seasons. For superstitious reasons, such intercalation occurred within the month of February even after it was no longer considered the last month.

After the establishment of the Roman Republic, years began to be dated by consulships and control over intercalation was granted to the pontifices, who eventually abused their power by lengthening years controlled by their political allies and shortening the years in their rivals' terms of office. Having won his war with Pompey, Caesar used his position as Rome's chief pontiff to enact a calendar reform in 46 bc, coincidentally making the year of his third consulship last for 446 days. In order to avoid interfering with Rome's religious ceremonies, the reform added all its days towards the ends of months and did not adjust any nones or ides, even in months which came to have 31 days. The Julian calendar was supposed to have a single leap day on 24 February (a doubled VI Kal. Mart.) every fourth year but following Caesar's assassination the priests figured this using inclusive counting and mistakenly added the bissextile day every three years. In order to bring the calendar back to its proper place, Augustus was obliged to suspend intercalation for a few decades. The revised calendar remaining slightly longer than the solar year, the date of Easter shifted far enough away from the vernal equinox that Pope Gregory XIII ordered its adjustment in the 16th century.

Indirizzo

Via Del Cardello 13/A
Rome
00184

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