11/06/2020
Avete letto i giornali? Se non l’avete fatto ci tenevamo a spiegare una cosa.
L’informazione è importante, anzi fondamentale ma deve essere fatta con coscienza e ad onore della verità.
Martedì sera avevamo un EVENTO privato con musica, tutti gli invitati avevano il DIVIETO ASSOLUTO di ballare e l’OBBLIGO Di INDOSSARE LA MASCHERINA ogni volta che ci si ALZAVA dal tavolo. L’evento di martedì sera voleva essere un NUOVO FORMAT = cena + musica, gestito da organizzatori di noti eventi di Roma per radicare l’idea che il divertimento possa esserci anche tra amici ad un tavolo, senza dover necessariamente ballare. Il sevizio d’ordine era stato preso apposta per controllare ed evitare che vi fossero assembramenti e persone che ballassero. L’ordinanza di chiusura è stata disposta perché secondo la P.A.S. al momento del loro arrivo c’erano circa 30 persone in piedi e senza mascherina NON ASSEMBRATE ma che ballavano al loro posto al proprio tavolo, in due sale con 230 persone. Ci tenevamo a sottolineare che il Ristorante ha una capienza massima che supera i 1000 posti, e che 30 persone su 230 non sono la “metà” come invece scrivono i giornali. Sorge una domanda, perché scrivere espressioni come “il ristorante era strapieno di gente”, “la metà dei presenti erano in pista a ballare”, “si è trasformato in discoteca abusiva”. Non è questa la verità. Non c’era una pista. Non si poteva ballare. Il Ristorante non è mai voluto diventare una discoteca. Rinaldo all’Acquedotto, da 48 anni lavora onestamente, portando orgogliosamente in alto il coraggio e l’impegno che da sempre mette in questo settore. Mai e poi mai abbiamo pensato di lavorare ignorando norme e regole vigente. Con fatica, sforzi e collaborazione del nostro personale facciamo tutto quello che è possibile per i nostri clienti.
Inutile precisare con quale costanza abbiamo ricordato ogni singolo momento ad OGNI INVITATO, di tornare al tavolo e prendere la mascherina prima di fare ogni altro spostamento all’interno del locale.
Sul verbale l’unica cosa imputata è il DISTANZIAMENTO SOCIALE perché persone che si sono alzate dal tavolo parlavano tra loro senza mascherina e alcune di queste ballavano, nel senso che si muovevano da ferme sul posto (cosa VIETATA e più volte ricordata ai presenti) .
Non è stato verbalizzato altro. Le distanze tra i tavoli sono ben più ampie di quelle imposte dalle normative. Tutto il nostro personale rispetta con sacrificio e pazienza, come tutti d’altronde, le norme imposte. Cerchiamo di lavorare in ottemperanza alle disposizioni che per la nostra categoria, ogni giorno cambiano e vi assicuriamo che non è facile.
Un particolare curioso? La scorsa settimana, esattamente il 1 GIUGNO abbiamo avuto un evento identico, con gli stessi controlli fatti sempre dalla P.A.S. e tutto era risultato apposto. Stessa gestione, stessa organizzazione e stesso format. La differenza con l’evento di martedì dove sta? La P.A.S. ha ritenuto che questa volta erano in piedi e senza mascherina, circa 30 persone al momento del loro arrivo, (ricordiamo 30 sparse in tutta la sala su 230 presenti) diversamente dalla volta prima.
Una riflessione sorge spontanea, è giusto che il Ristorante paghi per il comportante dei singoli invitati, avvisati più volte della necessità di osservanza alle norme? È giusto che qualsiasi attività, paghi perché qualcuno si dimentica o deliberatamente decida di non sottostare alle regole? Bisognerebbe individuare la sottile linea che divide la responsabilità del Ristorante dal libero arbitrio del singolo.
Ci vediamo Domenica a pranzo!
E anche se con un entusiasmo diverso,
rilanciamo il nostro hashtag
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