13/11/2019
Nella speranza di arrivare ad un numero critico, aiutatemi a condividere!
Dopo tre mesi dalla nostra interrogazione parlamentare al Parlamento Europeo, è arrivata la tanto attesa risposta. Ed è disgustosa.
Ho preso parte a questa interrogazione parlamentare nella speranza di portare i crimini perpetrati contro i minori negli hotspot davanti agli occhi di un’Europa necessariamente ignara. Dico “necessariamente” perché una parte di me era incapace di accettare che l’Europa conoscesse la realtà degli hotspot greci—dove i bambini vivono per mesi o anni nel fango, privi di servizi igienici e dell’accesso all’istruzione pubblica, dove la polizia li brutalizza psicologicamente e fisicamente, dove sopravvivono alla mercé dei più vili abusi sotto lo sguardo indifferente delle autorità e degli operatori—e non facesse nulla. Dico “una parte di me” perché un’altra parte di me, invece, sospettava che l’Europa fosse al corrente di tutto quanto e declinasse qualsivoglia responsabilità adducendo come scusa ai due miliardi di euro dati alla Grecia affinché seppellisse la crisi umanitaria più grave del nostro continente. Ringrazio l’On. Dimitris Avramopoulos, che ha risposto alla nostra interrogazione a nome del Parlamento, per aver confermato i sospetti della parte più cinica di me: l’Europa sa tutto e non ha intenzione di muovere un dito. Non solo: mi ha confermato che l’Europa è già parte attiva del sistema criminale degli hotspot. Ma rifiuto di farmi scoraggiare. Intendo interpretare questa risposta come la riprova ultima di un sistema disfunzionale che può e deve essere ristrutturato adesso. Rifiuto di farmi scoraggiare, e continueremo a batterci per un’Europa migliore, a cominciare dalle domande che l’On Dimitris Avramopoulos ha totalmente ignorato. Quando e come la Commissione intende richiedere un rendiconto dei 2,07 miliardi—2,07 miliardi contribuiti dagli stati membri e quindi dai rispettivi cittadini—destinati alla Grecia per la gestione dei profughi? Quando e come la Commissione esigerà la creazione di vere safe-zone per la tutela dei minori non accompagnati negli hotspot? Quando e come la Commissione farà accertamenti sugli operatori, sull’amministrazione e sui corpi di polizia che operano all’interno degli hotspot e si macchiano di crimini quali l’abuso fisico, psicologico, emotivo o sessuale, direttamente o per negligenza di casi denunciati da terzi, sui minori non accompagnati ivi residenti? Attendo una risposta precisa e puntuale ai problemi più profondi di una crisi che, qualora non arginata, passerà alla storia come uno dei momenti più bui del nostro Continente.
Vi lancio un appello che mi parte dalle viscere. Un appello che risale e mi perfora il cuore. Un appello che mi sgorga dalla gola, carico di rabbia, vibrante di indignazione, ma anche forte del bisogno di giustizia. Aiutatemi a far circolare la verità sul macchinario Europa, un congegno di cui questa lettera è l'inconfutabile prova. Portiamola davanti agli occhi degli europei ignari, e soprattutto di quelli che si tappano le orecchie. Copriamo di vergogna i potenti e chi è responsabile ma se ne lava le mani, e chi gioca con le vite umane, e chi si intasca i soldi, e chi se ne frega. Coinvolgiamo i popoli d’Europa e alziamo la voce per un’azione mirata e necessaria. Creiamo un’Europa più giusta, più bella, o altrimenti ad attenderci troveremo un domani di caos e rovina. Portiamo la verità davanti alla gente perché questi sono affari loro, sono affari nostri: i nostri soldi, la nostra Terra, il nostro futuro.
Aiutatemi a fare 5000 condivisioni. È ora di iniziare a protestare. Iniziamo un movimento. FACCIAMOCI PORTATORI DELLA VERITÅ!