16/07/2023
Nelle scorse ore la vincitrice del primo Grande Fratello, Cristina Plevani, ha rilasciato un’intervista per “Brescia oggi” nella quale, tra le altre cose, ha dichiarato di essere molto cambiata rispetto alla Cristina di 20 anni fa:
“Non sono quello che pensa la gente. Sono rimasti tutti fermi a vent’anni fa e mi vedono sempre e solo così. Ringraziando sempre e comunque il programma che mi ha dato notorietà, io il Grande Fratello l’ho fatto ma non lo sono. E la mia vita mi piaceva anche prima. Non mi sentivo certo una fallita, anzi, gli anni ’90 sono il periodo in cui mi sono divertita di più, prima della fama che inevitabilmente ti mette dei freni. A volte è bello essere anonimi.”
E sul Grande Fratello che è diventato oggi, ha detto:
“Quello che adesso viene chiamato Grande Fratello non è più il Grande Fratello: è un programma serale trasmesso in tv, punto e basta. Non ha nulla a che vedere con quello che era: un reality game con giochi, prove, un montepremi. Allora aveva un senso. Adesso è, credo, una specie di ufficio di collocamento per cani e porci, chiedo scusa ma non trovo altri sinonimi. Gente che vuole farsi vedere per acquisire follower sui social e monetizzare. Non è più un’esperienza, è una vacanza in cui anziché pagare guadagni qualcosina e fai guadagnare la tua agenzia. Non credo che frutti nemmeno un posto di lavoro dopo.”
E su come affonderebbe tale esperienza oggi:
“Non lo so, non ne ho idea. Oggi se entri nella Casa devi avere una storia da raccontare. E aver voglia di litigare naturalmente. Ma perché devo ve**re a raccontarti la mia infanzia in televisione? E ne avrei da raccontare sul mio passato prima del GF. Ma la storia della vita posso scrivermela come diario sui social, a modo mio. Non credo che sarei simpatica in un reality, oggi. Dipende anche dalle persone che si incontrano. Certo. L’idea che si debba essere tutti amici non mi è mai andata giù. Mai sopportato chi dice «Voglio bene a tutti». Io no: qualcuno mi sta simpatico, qualcuno per niente, qualcuno mi è affine, qualcuno meno.”