26/01/2025
Vengo da Mauthausen... dall’Austria.
Diceva...
Il signore, per essere cortese e darle importanza, le chiese da quale parte o città venisse e cosa avesse visitato questa volta.
Lei rispose con naturalezza, ma anche con un po’ di mestizia:
- Vengo da Mauthausen... dall’Austria.
~ Sì, conosco quel sito, l’ho visitato anch’io, qualche tempo fa.
- Ah, sì?... Che coincidenza!... Mio Dio!... Hai visto le cose... hai visto che posto!
- E quando ci sei stato?
~ Bah, più o meno, a gennaio... nel 1944...
Sharon, in un primo tempo, non aveva afferrato bene la cosa, poi... poi rimase pietrificata, sul pianerottolo.
Aveva appena visto la testimonianza, in quel luogo, di quello che era successo lassù, in quel tempo, e ora aveva all’improvviso davanti a sé una persona che ne era scampato a quell’orrore!
Non poteva mai immaginare che lei, da Adelaide, una città a sud dell’Australia, quasi di fronte l’Antartide, potesse inciampare un giorno, letteralmente, come un rigurgito indigesto della Storia, in un fatto così, e incontrare una persona così, un sopravvissuto, un testimone, sui gradini di casa sua... così!
Lasciò cadere le valigie e i suoi occhioni azzurri si riempirono all’istante di lacrime:
- Oh, caro, mi dispiace, mi dispiace tanto! Com’è potuto succedere una cosa simile?
Lo abbracciò senza attendere una risposta, o una parola.
- Scusa, scusa...
Era commossa, quasi non lo voleva lasciar andare, continuava a chiedergli scusa, a nome di tutta l’umanità...
Ma fu lui a rincuorarla. Al signore gli sembrava strano che a chiedergli scusa fosse una giovane ragazza di poco più di vent’anni. Le disse che, ora, era tutto passato e stava bene, anche se le notti erano insonni, che era quasi in pace, ma aveva ancora un ultimo compito da finire, un dovere, quello di dire le cose che aveva subìto e visto.
Diceva che la cosa che più lo sconcertava, ancora adesso, era quella che lui, un italiano, fosse stato preso da altri italiani e consegnato ai nazisti.
Era uno dei pochissimi deportati di Roma, compresi quelli delle famiglie del ghetto, su più di un migliaio, che era riuscito, dopo, a tornare a casa. Fu salvato dagli americani, pesava meno di 30 kg, aveva vent’anni, non avrebbe retto neanche un giorno di più.
Raccontò che incontrò e conobbe là molti italiani ma uno lo colpì in particolare, un architetto, con una storia incredibile, s’incrociarono per un giorno, poi li separarono. Questi gli raccontò che aveva progettato a Roma, per l’università “La Sapienza”, nel 1934, l’Istituto di Fisica (dove aveva insegnato Enrico Fermi) e anche la nuova sede della Bocconi a Milano. Ma lui, Giuseppe Pagano, non ritornò. ..
da "Pantera (Quelli della)" di Paolo Garganico
https://www.mondadoristore.it/Pantera.../eai978883416639/
https://www.ibs.it/pantera-quelli.../e/9791220033787...
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