“C’è un angolo nel cuore della città di Rimini dove la tradizione è importante e là si vive con rispetto...”
Tra gli edifici medievali del centro storico di Rimini, nel cuore della città, spicca sicuramente “l’antichissimo Canevone di Santa Maria della Misericordia di Venezia”. Il Canevone magazzino nel lontano XV secolo oggi ospita il Ristorante il Pescato del Canevone. Oggi mettiamo a frutto la
sapienza tramandata dalle nostre famiglie , di generazioni nel settore ittico, unita alla passione per il mangiar bene e il buon vino ,Da questa sapiente mescola alchemica sboccia il Pescato del Canevone , un ristorante dove non esiste un menu, la “lavagna” nasce da ciò che viene pescato dai loro Pescherecci, motivo per cui il pesce è freschissimo. La professionalità e la simpatia ( ci dicono) contribuiscono a alla piacevolezza di “visitare” il pescato dle canevone, la stagione estiva ci permette di sfruttare al meglio la nostra città, aprendo le porte del Giardino, immerso nel verde del “giardino museale” della città.
“l’antichissimo Canevone di Santa Maria della Misericordia di Venezia”, così come denominato in una epigrafe sulla facciata, rappresenta certamente un rarissimo esempio di edificio civile del Medio Evo, giunta fino ai nostri giorni in buone condizioni di conservazione.Il suo nome deriva da canava che sta ad indicare letteralmente “la bottega dove si vende il vino al minuto, talora anche pane ed altri commestibili”, ma per esteso anche “magazzino per il grano o per il sale”. In realtà l’edificio non fu concepito come magazzino, ma lo divenne solo nel XV secolo, probabilmente a seguito di una donazione fatta dal proprietario di tre edifici residenziali trecenteschi, tale Benedetto di Nunzio, all’Ordine della Misericordia di Venezia, la cui presenza a Rimini era assai forte grazie al possesso di una chiesa con priorato, oltre che dell’antico ospitale situato dove oggi si trova la sede della Provincia su Corso d’Augusto, attivo dal 1386 al 1800, quando la sede fu trasferita nell’attuale sede dei Musei Civici, di fronte al Canevone.Ancora oggi è possibile immaginare come dovevano essere tali ambienti medievali grazie, alle tre porte ogivali tamponate e ad una quarta a tutto sesto. Sulla facciata del Canevone, accanto alla data del 1683, che sta ad indicare probabilmente un intervento di ristrutturazione dell’edificio, compare lo stemma della famiglia Moro, tra le più celebri casate nobili veneziane: “Moro di buon intelletto, et amatori della patria. Fecero edificar la chiesa, et hospitale della misericordia… portano l’arma azzurra di sotto a sbarre bianche, et di sopra bianco con tre more negre”. Una visita all’interno del Canevone è certamente molto interessante: oltre alla fossa granaria, infatti, l’edificio conserva ancora le grate originali alle finestre, così come il portone d’ingresso con la sua originalissima ferramenta di chiusura, e le travature in legno di larice (tipicamente veneziano). Rimane un mistero, inoltre, la presenza di effigi rappresentanti stelle lungo le facciate esterne del Canevone, forse riconducibili a San Filippo Neri, il cui simbolo era proprio la stella. (Associazione riminese per la ricerca storica e archeologica) svuotò di una fossa granaria, tra le meglio conservate della nostra città. Fu probabilmente realizzata nel XV-XVI secolo, a seguito della trasformazione dell’edificio in magazzino, con la tamponatura delle porte e lo svuotamento dei muri interni.