15/09/2026
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Tutti i partecipanti di questa chat trasmettano ai propri colleghi bagnini questo messaggio :
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CONSIGLIO DISINTERESSATO (E SPASSIONATO)
Non lasciatevi abbindolare da chi, con toni rassicuranti o promesse velate, vi esorta a presentare una cosiddetta "manifestazione di interesse". Che si tratti di una macro-aggregazione o di una micro-aggregazione, poco importa: lo scopo reale è sempre lo stesso, e non è certo il vostro bene. Serve unicamente al Comune per costruire una giustificazione formale, un pretesto amministrativo che renda legittime le aste che verranno poi bandite.
Sarete proprio voi, con le vostre manifestazioni di interesse – pur prive di valore giuridico e di effetti amministrativi concreti – a fornire al Comune la copertura necessaria per predisporre e indire le aste. E poi? Poi sui giornali locali leggerete titoli entusiastici su un presunto, enorme interesse degli imprenditori balneari e della cittadinanza verso quelle procedure. Ma quell'interesse sarete stati voi a crearlo, a legittimarlo, a renderlo credibile. E nel frattempo, con le vostre stesse mani, avrete firmato la vostra condanna, il vostro autodistruggervi.
Il meccanismo è perverso ma semplice: vi chiedono un atto apparentemente innocuo, quasi burocratico, e voi lo concedete pensando che non comporti conseguenze. In realtà state dando loro l'alibi perfetto. State trasformando un'operazione che dovrebbe essere contestata in un'operazione che sembra voluta, richiesta, perfino desiderata dalla comunità. E quando le aste arriveranno – con i loro effetti devastanti – non potrete più lamentarvi: sarete stati voi a spianare la strada.
Se non avete ancora compreso che le aste rappresentano la vostra fine, la vostra rovina, allora c'è poco da fare. Significa che siete stupidi, o che siete stati colpiti dalla sindrome di Stoccolma: quella condizione psicologica per cui la vittima finisce per identificarsi con il proprio carnefice, per giustificarlo, per difenderlo, persino per amarlo. E allora non c'è consiglio che tenga, non c'è avvertimento che possa salvarvi. Perché nessuno può salvare chi non vuole essere salvato.
Ritengo inoltre che queste manifestazioni di interesse, pur essendo prive di effetti giuridici vincolanti, risultino comunque in contrasto con i continui richiami della magistratura e della Commissione Europea, le quali ammoniscono che nessun vantaggio deve essere riconosciuto o concesso al concessionario uscente. Del resto, anche a prescindere dal profilo giuridico, le manifestazioni di interesse finiscono per costituire un vantaggio concreto a favore dell’aspirante concessionario, il quale, attraverso di esse, può farsi un’idea piuttosto chiara di chi sarà il suo avversario e può conoscerne in anticipo le potenzialità economiche. In altre parole, mentre per gli aspiranti concessionari queste manifestazioni rappresentano uno strumento informativo e competitivo, per gli attuali concessionari si traducono esclusivamente in uno svantaggio, aggravando la loro posizione nel confronto concorrenziale.
Ma c'è di più, e vale la pena dirlo con chiarezza: le manifestazioni di interesse non solo non producono alcun beneficio per i concessionari uscenti, ma operano in modo strutturalmente asimmetrico. Esse creano un flusso informativo unidirezionale: chi aspira a subentrare riceve dati, segnali e indicazioni utili a calibrare la propria strategia, mentre chi è già titolare del rapporto concessorio non ottiene alcuna informazione simmetrica sui propri competitor. È un gioco in cui le carte vengono mostrate solo da una parte del tavolo.
A ciò si aggiunge un profilo di ordine più generale, che riguarda la trasparenza e la lealtà della procedura. Se è vero, come è vero, che la magistratura e la Commissione Europea insistono sul divieto di attribuire vantaggi al concessionario uscente, allora è altrettanto vero che il principio deve valere in modo speculare: non si possono creare vantaggi nemmeno per gli aspiranti concessionari, tanto meno attraverso strumenti informali e privi di base giuridica. Il rischio, altrimenti, è quello di una procedura che nasce già sbilanciata, in cui la fase della manifestazione di interesse diventa di fatto una sorta di prova generale dell'asta, con alcuni concorrenti che si presentano preparati e altri che scoprono le regole solo quando il gioco è già iniziato.
E allora il consiglio, se ancora volete ascoltarlo, è uno solo: non firmate, non partecipate, non legittimate. Perché ogni manifestazione di interesse che consegnate è un mattone in più nella costruzione della vostra stessa rovina. E quando la costruzione sarà completa, non avrete nessuno da incolpare se non voi stessi.