28/10/2025
Avvertenza: Questo è un post particolare.
Sì, non è il solito post in cui proponiamo cibo o situazioni, in effetti nasce da un’esigenza totalmente diversa e penso sia un atto dovuto a tutte le amiche e gli amici che in questi anni hanno contribuito a fare di graDella quello che è.
Questa storia comincia un paio di anni fa, nel luglio del 2023. Era una bella serata estiva, non diversa da tante altre in cui ci stavamo godendo la speciale atmosfera che tanti e tante hanno trovato qui da noi. Quella sera si stava esibendo il gruppo di persone che balla il Lindy Hop. Noi avevamo messo della musica Swing, tirato un po’ indietro tavoli e sedie, poi ci eravamo divertiti a guardarli mentre si scatenavano in quello strano ballo dove ognuno fa un po’ come gli pare.
Grave errore. Mancavano i permessi per farglielo fare. Mea Culpa. Mi raccomando, non voglio che pensiate che io stia contestando alcuna legge, né alcun regolamento comunale. Vi sto solo spiegando cosa è successo e che conseguenze ha avuto.
E’ arrivata una Task Force composta da Polizia Municipale e Questura, 8 persone, e si è messa a fare il verbale. I verbali. Mi hanno contestato: la mancata presentazione di una relazione di impianto acustico, la mancata richiesta per lo svolgimento di una manifestazione temporanea, la mancata presentazione della SCIA per lo stesso evento, la presenza di una cassa acustica appesa ad un albero e la presenza degli spuntoni deterrenti per i piccioni, le catene di luci che giravano attorno agli alberi. Diciamo che sono stati bravi e hanno verificato proprio tutto il possibile, ma non era questa la ciliegina sulla torta.
Nello stesso verbale la Polizia Locale ha preso le misure di tutto lo spazio occupato da graDella in quel momento, ritenendo che avesse occupato una superficie superiore al consentito di 182,59 mq, contestando per la stessa misura anche l’occupazione di spazi comuni o riservati al transito.
Tutto questo ha generato delle multe, ovviamente, ma non solo da parte della Polizia Municipale, perché il fatto di aver “creato una pista da ballo” non autorizzata è un reato penale, che un Giudice per le Indagini Preliminari ha condannato con un’ulteriore ammenda.
La legge non ammette ignoranza e ho pagato, non ho contestato nulla, nemmeno il deterrente per i piccioni, non si può. Giusto così. Ripeto, non sto contestando la legge, nemmeno se applicata in maniera zelante.
Ammetto invece che mi ha fatto molto rodere il fegato la multa di 9845,25 euro, novemilaottocentoquarantacinque euro e 25 centesimi, comminata perché il fatto che io avessi spostato i tavoli quella sera, per gli uffici del Comune di Rimini, ha voluto dire che io l’abbia fatto anche tutti i giorni della settimana per i precedenti tre mesi. Dal lunedì alla domenica, pure con la pioggia e il temporale, anche nelle serate in cui non eravamo aperti. Ho fatto ricorso, respinto.
Ma i miei errori non sono finiti qui. Successivamente a queste multe ho concordato con il Comune una serie di quindici eventi vincolati a un calendario, dal 8 di agosto al 24 di settembre. Nella serata dell’ultimo evento ha piovuto e ho rimandato alla prima data utile, il 29 di settembre. L’ho comunicato nel modo sbagliato, al posto di una pec ho inviato una mail normale, ma… e qui dovrete ammettere che le vie che prende il Caso sono sempre portatrici di lezioni di vita, oltre che straordinariamente coincidenti, quel 29 settembre al posto di una nuova pioggia si è presentata la Questura di Rimini, di nuovo. Non si era fatto vedere nessuno per i precedenti 14 eventi, il quindicesimo, l’unico irregolare, la Magia. Verrebbe da pensare che qualcuno alla fine quella mail l’avesse letta anche se non era una pec. Verrebbe.
Ovviamente mi è stata contestata nuovamente la “festa da ballo” senza permesso con tutto quello che ne consegue, verbali, multe e denunce come sopra. Questo è quello che è successo e sulla legittimità degli accertamenti non ho nulla da dire.
Il mio discorso, quello che devo ai miei clienti, molti dei quali amici e amiche, riguarda altro, anche se è conseguente a questi fatti. GraDella è sempre stata un presidio. Non bisogna andare molto indietro con la memoria per ricordarsi com’era quel luogo prima che tornasse alla vita. Era uno di quei posti dove camminare di sera ti fa un certo che, perché con la coda dell’occhio l’avverti quell’umanità che per diversi motivi, tra l’illecito e l’emarginazione, ha bisogno di muoversi nell’ombra.
Non contesto nemmeno i loro di motivi, ma graDella, a detta di tutti, l’aveva trasformato quel posto. Me lo hanno detto i vicini, me lo hanno detto le suore di Madonna della Scala, erano d’accordo fino alla fine di via Marecchia, fino al cuore del Borgo. Me lo ha confermato anche più di qualche amico nelle Forze dell’Ordine, confermando che posti così sono un presidio contro lo spaccio, tra le altre cose.
GraDella, quel posto così, era frutto di un pensiero, era voluto. Frequentato da gente per bene, anche famiglie al completo, sempre pronto a manifestazioni socialmente utili, alle presentazioni di libri, estensore di buona musica. Luci sempre accese, bidoni a disposizione di tutti, dialogo costante con i vicini, clienti e amici anche loro. Addirittura gli homeless che si attardavano nelle ultime ore della notte lasciavano tutto pulito. Perché graDella era casa di tutti.
La mia domanda è: tutto questo non valeva niente? L’ho chiesto prima a me stesso e la risposta, son sincero, mi ha fatto ve**re voglia di chiudere graDella, o perlomeno di tenerla chiusa fino che io non possa farne un uso diverso dalle possibilità che ho adesso.
Però ancora una volta non voglio che si pensi ad un vittimismo, a una recriminazione e tanto meno che io volessi leggi e regolamenti piegati alle mie esigenze. Penso solo che, per quello che rappresentava graDella, per Rimini, il percorso e la considerazione avrebbero potuto essere diversi. (Non mi dilungo a raccontarvi le difficoltà per concordare un calendario di eventi per Porto NaDale, tanto sono stufo della situazione… e infatti non voglio fare più nemmeno quello)
Vi ricordate quando eravamo bambini? I vigili urbani entravano nei bar e chiedevano: “C’è qualcuno con la macchina parcheggiata male? Noi tra cinque minuti cominciamo a fare le multe.”. Sapete perché succedeva? Perché bisognava vivere tutti nello stesso posto.
Tommy