C’era una volta..
“Il ritmo di vita di quasi seimila abitanti della citta’, comincia al mattino alle quattro circa, forse ancor prima che si destino gli irrequieti passerotti che pernottano nei folti alberi di Piazza Vittorio Emanuele: e ben presto le strade si riempiono di voci e delle grida dei venditori: sul mercato si riversa mezza citta’ e adesso che siamo in giugno possiamo ammirare tonni e
sardine accanto a grosse ciliegie, pesche, albicocche. E il mercato della roba all’ingrosso e al minuto e’ cosi’ interessante che vale la pena andarci da se’. Al principio della strada poi, dove si allineano i banchi di marmo, c’e’ assai spesso un venditore con un viso acuto tagliato da cicatrici e fronte alta che forma il centro di grande attrazione. In una pentola di terra egli ha cotto i polpi per venderli a pezzi. Le brutte bestie dai lunghi tentacoli, con la cottura divengono rosse e formano la delizia dei buongustai, i quali riunitisi intorno al tegame chiedono chi un pezzo di testa o di borsa, chi un pezzo di gamba che viene servita loro fumante su di una forchetta di stagno.”
da Come ci vedono gli stranieri – L’Isola dell’Imperatore in Pagine Elbane a cura di S. Come è scritto nell’incipit Ecco una traduzione [della prof.ssa D.Giovannini] di un interessantissimo articolo tolto dal n.1 della rivista tedesca “Besondere Beilage” del 21 gennaio 1930. L’autore e’ il dott. Alfred Schroth il quale ha trascorso l’estate nell’Isola nostra. Oggi la stessa tradizione si muove su tre ruote, al passo coi tempi, grazie ad un Apino e tre giovani buone forchette. C’era una volta e … c’e’ adesso!