08/05/2026
Ricordo ai tempi della scuola, studiando la seconda guerra mondiale e la persecuzione degli ebrei, quando ingenuamente ci si domandava: "è possibile che fosse accettato tutto quello che compiva il regime nazista, possibile che non ci fossero moti di ribellione e soprattutto, possibile che gli altri paesi europei siano stati a guardare l'espansione tedesca senza reagire, al punto da farsi invadere uno dopo l'altro? Ecco, per chi oggi ancora si pone queste domande, basta che apra internet, guardi la televisione o sfogli un giornale e ribalti quella domanda, rivolta a eventi passati, all'oggi. Come è possibile tollerare tutto questo? Un genocidio in diretta tv, pulizia etnica, apartheid, massacri, violenze indicibili, profanazione di simboli e luoghi di culto, fino all'esplicita minaccia di utilizzare l'arma nucleare. E c'è persino chi giustifica, chi si inerpica in tesi impossibili e ardite, chi irride alle vittime, con crudeltà e disprezzo. Penso a Primo Levi, a chi come lui ha subito scherno, torture, fame e umiliazioni e rivedo i mostri del passato ripiombare su di noi, nella nostra epoca. Con una enorme aggravante: che oggi è tutto sotto i nostri occhi, documentato, visibile, senza neppure il pudore di occultare l'indicibile. E quando penso alla riflessione di primo Levi 'se questo è un uomo' non penso solo alle vittime, private anche della parvenza di una dignità, ma penso altresì ai carnefici, con l'intima repulsione nel considerarli appartenenti al genere umano. E penso a tutti coloro che minimizzano, giustificano, si voltano dall'altra parte, invocano la real politik o si nascondono dietro alla diplomazia, perché a tutti coloro resterà per sempre impressa la lettera scarlatta del giudizio della storia, e saranno visti e riconosciuti dai posteri per quello che realmente sono.