23/06/2026
C’è una canzone anni ‘90 che a Daniele fa ancora un effetto strano.
Lo riporta indietro.
A un’estate che profumava di forno acceso e di mare lì dietro l’angolo.
Era il ‘98.
La Rosa dei Venti non era ancora sua. Era del signor Giorgio, e Daniele c’era entrato per fare la stagione come aiuto pizzaiolo. Quel tipo di lavoro che inizi pensando “vediamo come va”, e intanto non ti accorgi che ti sta entrando sotto la pelle.
Poi quella stagione finisce e Daniele inizia a girare, lavora altrove, si fa le ossa. Ma c’è un posto a Porto Torres che, in qualche modo, non lo molla.
Lo sai poi come finiscono certe storie...
Nel 2004 torna e stavolta non per una stagione. Stavolta con le chiavi in mano.
Quello che sembrava un lavoro estivo come tanti era diventato la cosa a cui avrebbe dedicato i vent’anni dopo.
E che vent’anni...
Perché un ristorante te lo ricordi per i volti.
Il ministro a quel tavolo lì, poi l’operaio appena sceso dal turno, due sedie più in là.
Poi la famiglia in vacanza che torna ogni agosto e quello del “solo una pizza veloce” che a mezzanotte stava ancora ridendo.
A Daniele chiedi di raccontare un aneddoto e lui si ferma.
Ne ha tanti, qui dentro ne sono passate troppe di vite, per sceglierne una sola.
E quando gli chiedi cosa si porta nel cuore dopo tutti questi anni, non ti parla di pizze. Ti parla di persone. Di gente che non avrebbe mai immaginato di incontrare, e che invece si è seduta proprio qui.
Poi certe sere, quando il forno si spegne e la sala si svuota, parte di nuovo quella canzone anni ‘90.
E Daniele per un secondo è di nuovo quel ragazzo del ‘98.
Quello che pensava fosse solo una stagione.
Ora una domanda seria: cosa volete chiedere a Daniele?
Scrivetelo nei commenti. Proviamo a farglielo raccontare tra una prenotazione e l’altra 😜