17/07/2026
“E vissero felici e contenti (?)”
Che cosa succede quando i riflettori della favola si spengono e i personaggi rimangono soli con le macerie del tempo che scorre?
Questa mostra esplora il territorio di confine tra il mito dell’infanzia e l’inevitabile complessità dell’età adulta, utilizzando due figure archetipiche della letteratura universale: Alice e Pinocchio. Lungi dall’essere semplici racconti per bambini, le loro storie diventano qui specchi deformanti e trasparenti delle nostre fragilità.
Nelle opere esposte, il viaggio di Alice non è una fuga incantata, ma il racconto della vertigine del cambiamento. “Come mi confondono tutti questi cambiamenti!” diventa il grido d’aiuto di chiunque si trovi a ridefinire la propria identità in un mondo caotico, dove i colori sfumano e la realtà perde i suoi contorni precisi.
Parallelamente, Pinocchio incarna la vulnerabilità delle relazioni umane e l’artificio delle maschere sociali. Lo rivela il contrasto amaro della tela “Vi amo tutti!”: dietro un cartello tinto di speranza, il naso del burattino si allunga a dismisura, svelando la bugia di un affetto universale urlato forse solo per difesa, per il timore di non essere accolto. La ricerca di autenticità si sposta così sul piano della cura e del tentativo di riparazione: nel dialogo ideale con la Fata Turchina, la domanda “C’è ancora colla per tenerci insieme?” abbandona ogni retorica per farsi fisica, viscerale. È la richiesta di chi sa che i legami si possono spezzare, ma spera ancora di trovare la materia giusta per ricucire lo strappo.
Il filo conduttore della ricerca artistica risiede in quel retrogusto dolceamaro del “vissero felici e contenti”. L’artista ci mostra che la vera “meraviglia” non sta nella perfezione della favola, ma nella complessa, poetica e a volte dolorosa capacità di accettare le nostre crepe, le nostre bugie e i nostri tentativi di rimettere insieme i pezzi.
sotgiuluana