08/08/2026
La decisione del Consiglio di Stato di rinviare alla Corte di Giustizia Europea la questione sulla commercializzazione della canapa rappresenta una svolta fondamentale per la filiera italiana. Come spiega Leonardo Giannelli dell'Associazione Canapa Sativa Italia, l'orientamento europeo è favorevole al comparto, poiché i dati scientifici dimostrano l'assenza di effetti psicoattivi o di dipendenza legati al cannabidiolo (CBD).
Le restrizioni introdotte dai decreti ministeriali e dal Decreto Sicurezza hanno però già causato danni enormi, mettendo in crisi le aziende, provocando sequestri e minacciando circa 30.000 posti di lavoro legati a settori chiave come cosmesi, alimentare e bioedilizia. Dietro la criminalizzazione della canapa industriale si celano sia pregiudizi ideologici sia gli interessi delle multinazionali farmaceutiche, intenzionate a monopolizzare il mercato del CBD rendendolo accessibile solo dietro prescrizione medica.
In attesa della pronuncia definitiva della Corte Ue prevista per la primavera del 2027, la filiera resta penalizzata da un clima d'incertezza, con la consapevolezza che l'Italia rischia sanzioni europee se non adeguerà la propria normativa alle direttive comunitarie.
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