21/12/2021
Voglio chiudere con quest’immagine qui questo percorso.
Prima perché sono una che ci mette la faccia sia quando le cose vanno bene che quando vanno male, secondo perché è su quei scalini che è iniziato tutto, e terzo perché il Chianti e stato un’ottimo compagno di viaggio.
Oggi è l’ultimo giorno del Catish.
Ecco pensavo sarebbe stato più difficile dirlo, ma quando arrivi alla consapevolezza del fatto che, qualsiasi cosa tu fai, far andare bene le cose non dipende più da te, tutto diventa leggero.
Il Catish è nato in piena pandemia, dopo solo due mesi dall’inaugurazione sono arrivate le zone bollenti e il caos.Ma non ci siamo arresi, ci siamo reinventati e abbiamo portato un po’ di colore in tutto quel grigio. E una volta finito, siamo stati ringraziati. Come siamo stati anche bastonati da chi, non essendo in grado di tenere il passo, ha preferito infangare chi va avanti, invece di imparare qualcosa.
Probabilmente la storia de Catish sarebbe stata diversa se io non fossi stata una semplice ragazza straniera senza troppe conoscenze, capitata a Pontedera, se non ci fosse il Covid, se la gente fosse stata più comprensiva e meno egoista, o se, semplicemente sarei rimasta lì a sopportare e lottare. Ma tutti abbiamo i nostri sogni, e io sogno in grande. E quando mi rendo conto che un posto è troppo piccolo per contenere tutti i miei sogni, cerco uno adatto. Forse lo troverò, forse no, ma nessuno potrà dire che non ci ho provato.Come nessuno potrà dire che non ho dato il mio massimo qui!
Ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicini sempre, e anche quelli che ci hanno messi i bastoni fra le ruote, perché ci hanno dato la spinta di fare qualcosa di molto più grande.
Stasera si apre uno spumante e si brinda al Catish, per l’ultima volta.
Buon Natale e che 2022 vi porti nei posti dove i vostri sogni non sono troppo grandi!