Da Beppino il tempo sembra essersi fermato, anzi gli antichi riti vengono richiamati alla memoria così come i buoni sapori che tornano protagonisti con “La madia di Amelia”. La celebre trattoria, nata nel 1952, si fece subito conoscere per le merende, appetitoso appuntamento quotidiano che vedeva protagonisti Beppino e Amelia, amabili padroni di casa. Giuseppe Novani (Beppino) trasformò due piccole stanze di un vecchio cascinale in una originale “Osteria con mescita di alcolici”. Il locale incontrò il favore dei versiliesi e dei villeggianti per la buona cucina e per l’ambiente caldo e ospitale tanto che divenne subito un punto di ritrovo. Si passava il tempo che andava, dopo il lavoro, fino all’ora di cena riposando, giocando a carte, o parlando d’arte. Il tutto era più gradevole se accompagnato da un buon bicchiere di vino delle colline vicine e da qualche fetta di pecorino o insaccato della zona. Il successo di questa formula arriva fin da subito e si accentua negli anni grazie ai piatti semplici e genuini richiesti dagli stessi avventori che chiedevano per la domenica o per ricorrenze particolari, quando dei tordelli, dei tagliarini con fagioli della trippa… Da ciò nascerà con gli anni l’Eno-Trattoria...
Ma proprio sulla base di questa antica usanza nasce nel 2012 a distanza di 60 anni, l’idea di riprendere e riproporre questa formula... Quindi lasciamo ogni impegno il venerdi, sabato e domenica (in estate tutti i giorni) dalle 18 o per l’ora di cena, prepariamoci ad assaggiare mortadella nostrale, il salame, rigatino, biroldo e soppressata, polpettine, il baccalà e acciughine marinate, le olive e la panzanella. E ancora crostini tipici, focaccia, prosciutto toscano, insalata di campo i formaggi il pecorini di zona a km “0”, i tordelli, la mitica trippa e su ordinazione, il pollo fritto. E per i golosi il dolce del poeta o il marzapane della Dina o i biscottini della casa. Per tutto il weekend il pane viene servito appena sfornato. I vini sono al bicchiere a partire da tre euro. Si può scegliere tra 6 etichette, tre rossi, un bianco, un prosecco e un vino da dessert. Oltre ad usufruire degli spazi all’aperto una stanza del ristorante è adibita a questa nuova iniziativa, senza che si crei intralcio alla normale attività. Si può partecipare a La madia di Amelia - pane&co, oggi come sessant’anni fa, bevendo un semplice bicchiere di vino con gli amici o sedendosi a tavola con un menù dedicato e magari acquistando un po’ di pane, del formaggio o le marmellate e gli altri prodotti da portare a casa. I tavoli sono allestiti con le cassette in legno dei vini e l’apparecchiatura è in stile vintage con colori caldi e rilassanti. La madia di Amelia vuole essere una vera alternativa ai moderni happy hour. E come detto lo spuntino può essere una alternativa alla cena oppure diventare la cena stessa.