27/08/2026
Il nome Brigasca viene da La Brigue, paese della Val Roya, storico centro della pastorizia nell’area di confine tra Liguria, Piemonte e Provenza.
È qui che questa razza ovina autoctona ha costruito la propria storia, in un territorio unito da secoli di transumanza e dalla lingua brigasca, un dialetto di origine occitana parlato ancora oggi al di qua e al di là del confine. Rustica e resistente, la Brigasca vive tra alpeggio e pascoli costieri e dal suo latte nascono prodotti identitari come la Toma (o Sora), la ricotta e il Brus, ottenuti secondo tecniche casearie tramandate nel tempo.
Per secoli è stata una risorsa fondamentale per le comunità locali. I confini del 1947 hanno però reso più difficile la transumanza, contribuendo alla riduzione delle greggi e all’impoverimento del paesaggio.
Salvare la Brigasca significa custodire una razza, ma anche una cultura pastorale, una tradizione e un territorio.
Lido Vannucchi ph.
Sara Favilla txt.